Ottavio Bottecchia: Il Mito del Ciclismo Rivive a San Martino di Colle Umberto
San Martino di Colle Umberto, il paese natale del leggendario Ottavio Bottecchia, si trasforma in un palcoscenico vivente per celebrare la memoria di uno dei più grandi ciclisti italiani. L'anno in corso segna un doppio anniversario cruciale per il ciclismo italiano: il centenario della sua seconda vittoria al Tour de France, avvenuta nel 1925, e l'avvicinarsi dell'anniversario della sua prima conquista del titolo, festeggiata lo scorso anno. Queste ricorrenze sono il cuore pulsante di una serie di eventi che rendono omaggio a "Botescià", come veniva affettuosamente chiamato in Francia, un uomo che ha lasciato un segno indelebile nel mondo dello sport e non solo.

Una Kermesse "Sulle Orme di Ottavio"
La manifestazione, intitolata "sulle orme di Ottavio", è un viaggio indietro nel tempo, un'immersione nell'atmosfera degli anni Venti, l'epoca d'oro di Bottecchia. La piazza Marconi di San Martino di Colle Umberto è diventata il fulcro di questa celebrazione, trasformandosi in un luogo di ritrovo per appassionati, famiglie e curiosi. La kermesse, che si estende per due giorni, offre un ricco programma di attività pensate per rivivere lo spirito di un'epoca e per onorare la figura di questo campione.
Tra le attrazioni principali spiccano la musica dal vivo, che accompagna i visitatori durante la giornata, e i punti ristoro che propongono i sapori autentici della tradizione culinaria locale. Un mercatino vintage offre la possibilità di scovare tesori del passato, mentre gli spazi dedicati ai giochi in legno di un tempo riportano alla mente la semplicità e il divertimento delle generazioni precedenti.
Un angolo speciale è stato allestito per permettere ai visitatori di scattare una foto ricordo, trasportandoli idealmente in un'altra epoca. Un tendone da circo, ispirato allo stile degli anni Venti, evoca l'atmosfera di un tempo che fu, mentre una mostra all'aperto espone documenti preziosi raccolti da Renato Bulfon, che narrano la vita e le imprese di Ottavio Bottecchia.
Il Museo "Ottavio Bottecchia": Un Tempio alla Memoria
Il museo "Ottavio Bottecchia", situato a pochi passi dalla piazza e aperto al pubblico, rappresenta il cuore pulsante di questa celebrazione. Allestito nell'antica mola della frazione di San Martino, dove il campione nacque nel 1894, questo spazio espositivo è il primo interamente dedicato al ciclista in Italia. È qui che la Pro loco di Colle Umberto, in stretta collaborazione con l'amministrazione comunale e con il prezioso supporto di una cordata di sponsor, tra cui spicca Banca Prealpi SanBiagio, ha dato vita a un progetto ambizioso.
L'idea di creare un museo è nata dal desiderio di dare risalto alle gesta di Ottavio Bottecchia, un'eredità che rischiava di essere "un po' dimenticata negli anni", come ha commentato Renato Zarpellon, nipote del campione. I pronipoti, Franco e Domenico Bottecchia, insieme a Zarpellon, hanno contribuito con generosità, mettendo a disposizione storie, aneddoti e oggetti della vita del campione. Questi cimeli, gelosamente custoditi per generazioni, vengono ora esposti al pubblico per la prima volta, offrendo una visione completa e intima della vita di Ottavio.
Il museo non è solo un deposito di oggetti, ma un vero e proprio racconto. Una sezione multimediale si affianca ai pezzi identificativi, come l'abbigliamento da ciclista degli anni Venti, le biciclette d'epoca (tra cui una del 1910), complete delle borracce originali, e materiale fotografico e stampe che documentano la sua carriera. L'allestimento, curato con meticolosità dai volontari della Pro Loco, si svolge nell'antica mola, un luogo carico di storia e significato, scelto per la sua evocativa bellezza e per la sua vicinanza alla casa natale del campione.

Un Viaggio nel Tempo Ciclistico
La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione di numerose autorità locali e regionali, tra cui il vicesindaco Alessandra Covre, l'assessore allo Sport Laura Zin, la presidente della Pro loco Tiziana Gottardi, i consiglieri regionali Sonia Brescacin e Roberto Bet, e il consigliere provinciale Paola Chies. La benedizione è stata impartita da don Arnaldo Zambenedetti, mentre Francesca Bertolin del comitato Unpli ha rappresentato l'associazione nazionale.
Hanno presenziato anche Carlotta Tinarelli dell'Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene Unesco, il fiduciario del Coni regionale Sergio Faraon, Mauro Chiarot del comitato italiano paralimpico, il presidente del Golf Club Cansiglio Flavio Modolo, Renza Salvador del Team Ottavio Bottecchia, e Valter De Martin, in rappresentanza del Comune di Portogruaro e del Museo del ciclismo Alto Livenza.
Dopo il tradizionale taglio del nastro, ha preso il via la ciclostorica, un evento che rievoca le imprese di Bottecchia e che vede i ciclisti percorrere un tracciato tra Vittorio Veneto e Conegliano, sui luoghi scelti dallo stesso campione per i suoi allenamenti. Questa iniziativa, suggerita dal consigliere regionale Roberto Bet, mira a valorizzare i percorsi legati alla storia di Bottecchia, creando un legame tangibile tra il presente e il passato del ciclismo.
Il giorno seguente, la ciclostorica proseguirà nel suggestivo scenario del Cansiglio, dove i ciclisti, rigorosamente vestiti in abiti d'epoca, saranno accolti dai golfisti del Golf Club del Cansiglio, anch'essi in tenuta anni Venti, in un'atmosfera di festa e di richiamo storico.
Ottavio Bottecchia: Un Esempio di Valore e Determinazione
La figura di Ottavio Bottecchia è stata riconosciuta dalla Regione Veneto come "patrimonio etico sportivo, autentico esempio per le nuove generazioni di sportivi". Nato nel 1894 a San Martino di Colle Umberto, ultimo di otto figli, Bottecchia proviene da una famiglia umile. La sua passione per il ciclismo sboccia grazie alla bicicletta prestata dal fratello Giovanni, con cui partecipa alle prime gare amatoriali.
L'inizio della Grande Guerra lo vede chiamato alle armi e assegnato ai Bersaglieri ciclisti. L'esperienza militare, durante la quale viene impiegato come portaordini, contribuisce a forgiare il suo carattere e a sviluppare le sue doti di resistenza. Dopo il conflitto, durante il quale si distingue per il suo valore guadagnandosi una Medaglia di bronzo al valor militare, Bottecchia nel 1920 riprende con vigore la sua carriera ciclistica.
Le vittorie nelle gare dilettantistiche gli fanno comprendere che lo sport può diventare la sua professione. Nel 1921 diventa campione veneto dei dilettanti e nel 1922 fa il grande salto nel professionismo.
Il Primo Italiano sul Podio del Tour de France
Il 1924 segna un anno epocale per il ciclismo italiano. Ottavio Bottecchia diventa il primo ciclista italiano a vincere il Tour de France, un'impresa che lo proietta nell'olimpo dei grandi dello sport. Non solo vince la Grande Boucle, ma veste la maglia gialla dalla prima all'ultima tappa, un primato assoluto che rimarrà nella storia.
Ma la sua leggenda non si ferma qui. L'anno successivo, nel 1925, Bottecchia ripete l'impresa, vincendo nuovamente il Tour de France. Diventa così il primo - e ad oggi l'unico - ciclista italiano a conquistare due Tour consecutivi. La sua determinazione, la sua forza e il suo stile di corsa, fatto di tenacia e coraggio, lo rendono un idolo per milioni di italiani e un punto di riferimento per le generazioni future.
Un Mistero Irrisolto: La Scomparsa di un Campione
Nonostante i trionfi e l'ammirazione, la vita di Ottavio Bottecchia fu segnata da un epilogo tragico e misterioso. Nel 1927, a soli 33 anni, muore in circostanze non del tutto chiarite. La versione ufficiale parla di un malore sopraggiunto durante un allenamento, ma altre ipotesi circolano da decenni: un possibile omicidio legato alle sue idee antifasciste, questioni di denaro o gelosie personali.
Questo enigma avvolge ancora la figura del campione, aggiungendo un velo di malinconia alla sua straordinaria carriera. Il museo "Ottavio Bottecchia" non potrà certamente svelare questo mistero, ma contribuisce a mantenere vivo il ricordo di un uomo che, nonostante le difficoltà e le ombre, ha saputo conquistare il mondo con la sua forza, la sua passione e il suo inconfondibile stile.
La Pro Loco e la Comunità: Custodi della Memoria
Il successo della manifestazione e l'allestimento del museo sono frutto dell'instancabile lavoro della Pro loco di Colle Umberto, guidata dalla presidente Tiziana Gottardi. L'associazione, da anni impegnata nella celebrazione delle gesta del campione, ha visto in questo progetto un'opportunità unica per promuovere le eccellenze del territorio e per rendere omaggio a un concittadino illustre.
Il sindaco Sebastiano Coletti ha espresso un sentito ringraziamento alla Pro loco per il suo impegno e ha sottolineato l'importanza del museo come "primo punto museale da ampliare negli anni", un progetto che mira a diventare un volano per il turismo legato alla figura di Bottecchia e allo sviluppo del territorio.
L'entusiasmo dei volontari della Pro Loco, la collaborazione dell'amministrazione comunale, il sostegno del Consorzio Pro Loco Prealpi e dell'Unpli hanno reso possibile questa impresa "eroica e romantica", come l'ha definita la presidente Gottardi, citando la scelta della location nell'antica mola.
Il museo temporaneo presso la Mola, descritto come "luogo zero che riporta Ottavio a casa", rappresenta una seconda opportunità per il campione, un modo per metterlo "in pace con tutto ciò che ha vissuto e faticato a far arrivare a noi". È un invito a non dimenticare, a conoscere e promuovere le radici del passato, che risiedono anche nella storia della famiglia Bottecchia.
La celebrazione dei 129 anni dalla nascita di Ottavio Bottecchia, avvenuta come di consueto, ha visto la deposizione di fiori presso il monumento a lui dedicato, un gesto semplice ma carico di significato, che rinnova l'omaggio a un campione che ha scritto pagine indelebili nella storia del ciclismo e nello spirito di un'intera nazione. La sinergia tra associazionismo, amministrazione e federazioni sportive continua a tenere viva la memoria di Ottavio Bottecchia, un uomo la cui leggenda, alimentata da iniziative come questa, non smetterà mai di ispirare.

