Capacita borse laterali e dinamiche di viaggio con la Kawasaki GTR 1400
La Sport-Touring secondo Kawasaki si chiama GTR 1400, ed è in parte derivata dalla potentissima ZZR 1400. L’originale telaio monoscocca in alluminio è praticamente lo stesso, così come il propulsore, che, addomesticato per l’utilizzo gran turismo, perde per la strada una quarantina di cavalli - ne rimangono sempre ben 155 - ma acquista una maggiore fluidità di erogazione.
Tutto ciò che serve è collegato a una ricca informazione e a una leggibilità ottimale: la strumentazione misto analogico-digitale cede qualcosa dal punto di vista estetico sull’altare della facilità di consultazione. Suite presidenziale, decisamente accogliente e comoda la posizione di guida; la sella è ampia e ben imbottita, come ci si aspetta da una moto sulla quale si possono affrontare trasferimenti di centinaia di chilometri.
Un impulso dell’accensione e il quattro cilindri a fasatura variabile si avvia. Viaggiare con la GTR 1400 è davvero piacevole, bilanciata e rispettosa degli ordini impartiti dal pilota, la GT giapponese segue in maniera precisa le traiettorie. Le sospensioni permettono, grazie a svariate regolazioni, di personalizzare il settaggio in funzione del carico e dello stile di guida: un pomello agisce sull’ammortizzatore posteriore, registrandone il precarico della molla, mentre la forcella upside-down prevede una coppia di registri rispettivamente per precarico ed estensione.
La protezione dall’aria, come si intuisce dall’ampia carenatura, è ottima, con il vantaggio ulteriore di poter regolare elettricamente l’altezza del parabrezza (per gli incontentabili nella lista degli optionals è prevista una versione maggiorata). Anche gli specchi retrovisori contribuiscono a deviare il flusso d’aria dalle mani del guidatore oltre ad offrire una buona visibilità posteriore (in parte disturbata dalla presenza dei bauletti laterali).
La potenza esuberante del propulsore permette di poter contare sempre su di una capacità di accelerazione notevole, degna di una sportiva di maxi cilindrata. Basta portare il motore ai medi regimi per ricevere una spinta possente che porta in pochi istanti a velocità da ritiro patente. Non che la GTR sia pigra, ma da un 1400 ci si aspetterebbe maggiore carattere nella zona bassa del contagiri.
L’impianto frenante, su di una moto che ha un peso importante, è chiamato ad un lavoro extra. Quello della Kawasaki GTR 1400 ha risposto alle sollecitazioni del test, in maniera quasi perfetta. La presenza dell’ABS permette di mettere una pezza ad eventuali errori di valutazione, e di uscire indenni da eventi improvvisi e spiacevoli.
Benvenuto nello Speciale PROVE MOTO 2015, composto da 53 articoli. IN SECONDO PIANO Dici Kawasaki e la prima cosa che ti viene in mente è sport, un lampo verde in mezzo ai cordoli. È l’effetto del netto dominio in Superbike, della dimostrazione di forza data in Supersport e del clamore suscitato dall’arrivo sul marcato della nuova H2R, una moto destinata a lasciare un segno profondo nella storia delle due ruote.
SEMPREVERE Straconfermata la riuscitissima Z1000SX, i tecnici si sono concentrati soprattutto sulla nuova Versys 1000, migliorandola al punto da farmi sorgere una domanda: “Con una moto così versatile in listino, ha ancora senso proporre una Gran Turismo pura?”. Ebbene, dopo una quindicina di giorni di convivenza con la Kawasaki GTR 1400 2015 la mia risposta è: “Sì!”.
VIA SENZA VENTO Per continuare a sedurre i maratoneti della corsia di sorpasso, la Kawasaki GTR 1400 2015 si presenta nelle concessionarie forte di piccole ma significative migliorie in due àmbiti tanto cari ai giramondo: comfort e protezione aerodinamica. Sotto il primo punto di vista fa la differenza una nuova sella, che - con il suo profilo inedito - rende pure più facile appoggiare bene i piedi a terra e gestire i tre quintali di peso della GTR, anche quando magari s’inerpica a bordo il passeggero.
PRIMA CLASSE Comodamente seduti in una bolla ovattata, si ha quasi l’illusione di trovarsi sullo Shinkansen, il treno ad alta velocità giapponese costruito proprio dalla Kawasaki. A dare l’effetto “prima classe” contribuiscono anche due altri elementi fondamentali: motore e assetto. Il primo ha come fiore all’occhiello la fasatura variabile delle valvole, che gli regala un’erogazione piacevole in ogni frangente, ovunque si trovi la lancetta nella scala del contagiri.
DOUBLE FACE Le risposte all’acceleratore sono sempre dolci e mai rabbiose, quel che serve per fare tanta strada senza stress, specie quando ci si trova nel traffico o su un tratto misto di montagna. Ce n’è abbastanza per dimenticarsi quasi dell’esistenza del cambio (promosso ma senza lode perché a volte un po’ legnoso), della mappa soft power Eco e per non sentire il bisogno di un’elettronica con ulteriori modalità di funzionamento. Basta solo modulare l’azione del polso: se si usa la mano leggera, la GTR 1400 risponde sorniona, percorrendo il media 15-16 km/litro. Se si insiste con il gas, invece, questa Kawasaki ruggisce e proietta il pilota in un’altra dimensione spazio/temporale, neanche fosse l’astronave di Star Trek.
HABITAT NATURALE Anche sul fronte sospensioni la Kawasaki GTR 1400 non fa sfoggio di molleggio elettronico ma il limite è più teorico che altro. L’assetto standard rappresenta un ottimo compromesso e se la cava bene nella stragrande maggioranza dei casi, tenendo a bada i movimenti del corpicione della GTR sullo sconnesso come nelle curve affrontate alla garibaldina. Nel primo caso il pilota sente solo i colpi più secchi mentre nel secondo occorre more mettere in preventivo una leggera tendenza ad allargare la linea quando si forza il passo.
TECNOLOGIA AMICA I microchip hanno comunque un ruolo importante sulla Kawasaki GTR 1400, che monta un evoluto ed efficientissimo controllo di trazione K-TRC (disattivabile) e un potente impianto frenante con un sistema di ripartizione della frenata variabile K- ACT (che consiglio di regolare sul livello 1 perché il 2 è un po’ troppo brusco nel chiamare in causa l’anteriore quando si agisce sul pedale).
SPA ZIO PER TUTTO Nell’uso quotidiano la Kawasaki GTR 1400 si fa apprezzare per la capacità di carico. Le due borse laterali sono infatti di serie e hanno una capacità di 37 litri ciascuna, che permettono di stivare caschi e molto altro ancora senza un ingombro laterale eccessivo. La loro apertura è semplice, così come l’operazione di fissaggio, che avviene direttamente sulle maniglie e sulle staffe delle pedane passeggero, senza la presenza di un telaio ausiliario.
Le mie prime impressioni di guida derivano da circa un migliaio scarso di km fatti, con prevalenza di strade statali di pianura, in parte colline e resto autostrade. Immagino la test montano possa offrire ulteriori spunti, ma curve e curvoni sono sufficienti a farmi capire l’orientamento della moto. Colpo d’occhio: l’impatto visivo mi soddisfa, massiccia davanti, imponente, per me più bella della FJR. Marmitta: non la sopporto, ma resta una questione personale; la copertura vicino all’uscita dello scarico è ruvida e difficilmente pulibile.
Strumentazione: leggibilissima e quasi completa; probabilmente in modelli successivi si aggiungerà la temperatura esterna. Indicazione della pressione gomme non sempre precisa. Seduta: ottima, molto comoda, sella imbottita al punto giusto, da grande viaggiatrice. Purtroppo, il look potrebbe beneficiare di finte cuciture e la copertura in plastica appare troppo povera rispetto alla FJR. Le borse laterali sono capienti e ben fatte, con una notevole differenza rispetto alla concorrenza: cinghietta di tenuta e sistema di fissaggio efficienti.
Sospensioni: buona l’anteriore, la posteriore superiore a quella della FJR. Specchi: hanno dimensioni generose e offrono una buona visione nonostante i bauletti. Mancano: manopole riscaldate, indicatore temperatura esterna, regolazione del manubrio e altre funzioni presenti sulla concorrenza. Motore/accelerazione: assolutamente ottimo, curva di coppia estremamente docile; l’accelerazione è progressiva e la potenza si sente soprattutto ai medi regimi. Velocità massima: con borse montate, l’impressione è che prenda la paga dalla FJR in campo aerodinamico, soprattutto con parabrezza maggiorato.
Cambio: preciso, meno rumoroso, migliorabile con corsa più breve. Stabilità: ottima, superiore a quella della FJR ultimo modello, grazie anche alle gomme Bridgestone. Cardano: docilissimo, migliore di quello della FJR, con minimo spunto in overdrive impercettibile rispetto alla FJR. Insomma, una vera gioiello di elettronica e di meccanica, nulla a vedere con l’FJR. Premessa: brilla la tecnologia, ma va considerato che la posizione di guida è alta e la protezione dal parabrezza richiede attenzione per chi guida a lungo con carichi completi.
Note sui bagagli: le valigie laterali in alluminio sono robuste e impermeabili, con aperture ampie e fissaggio semplice. Le dimensioni e configurazioni variano: 40 L e 35 L, bauletto 38 L, kit di montaggio per portapacchi, con differenti marchi disponibili come Hepco Becker, SW-Motech, Givi e altri. Protezione per valigie laterali Eazi-Grip garantisce una vestibilità ottimale, realizzata con poliuretano trasparente di qualità superiore. Ogni kit è progettato, scansionato e tagliato per adattarsi perfettamente al modello di moto.

Si passa a considerazioni di realismo pratico: in un viaggio reale, l’uso di bagagli portatili permette di viaggiare comodi anche con passeggero. Alcuni possessori rimarcano la necessità di migliorare alcuni dettagli come temperatura esterna e indicatori aggiuntivi, ma i commenti positivi sull’assetto e sull’elettronica rimangono prevalenti. Il cambio, la frenata e l’ABS sono stati elogiati per la loro affidabilità in condizioni diverse, dal bagnato al secco, con una gestione dell’aderenza e della stabilità molto apprezzata.
Recensione della Kawasaki GTR1400
In sintesi, la GTR 1400 resta una moto capace di unire comfort, protezione aerodinamica, spazio per bagagli e una meccanica solida, con una caratteristica chiave data dalla versatilità delle borse laterali che la rendono adatta a viaggi di lunga distanza anche con equipaggiamento pesante. Le opinioni tra esperti e appassionati convergono sull’idea che, nonostante la concorrenza delle crossover e delle maxi enduro, la GTR 1400 è una soluzione ancora valida per chi cerca una vera tourer moderna, affidabile e capace di trasformare ogni viaggio in esperienza di comfort e stabilità.
Sono disponibili numerosi kit di borse laterali e accessori di protezione, con configurazioni che includono 2x borse laterali in alluminio 40l/35l, bauletto 38L e kit di montaggio per portapacchi, oltre a protezioni vernici per la carrozzeria e numerosi set di adattatori per montaggio universale. Le opzioni permettono di modulare capacità e peso, bilanciando carico e maneggevolezza lungo percorsi turistici.
