Esplorare il mondo delle bike parks: uscite, regole e itinerari in Italia
Bike parks are full-scale nature and enjoyment centres for fans of thrills and spills on two wheels. Hurtling in the saddle down slopes or along demanding and at times extreme routes: bike parks are full-scale nature and enjoyment centres for fans of thrills and spills on two wheels and a year-round chance to experience the mountains.
Panorami e sfide: parchi MTB italiani e i loro percorsi
Questo bike park nell’area di Pila, Valle d’Aosta, offre discese ad alta velocità tra boschi e prati per diversi livelli di abilità e diverse dinamiche di difficoltà. Val di Susa, la valle alpina ad ovest di Torino che confina con la Francia, è ideale per gli appassionati di gravity. Dodici itinerari da godere a tutte le velocità si snodano in un’area con un incremento di quota superiore a mille metri, dove prati di alta quota si alternano piacevolmente a boschi di larici.
Oltre 400 km di sentieri MTB nelle Dolomiti di Paganella, nel cuore del Patrimonio UNESCO, per tutti i livelli e le discipline. Il parco vanta itinerari MTB di vario livello: da semplici strade sterrate nel bosco anche per famiglie alle piste ciclabili nel fondovalle. Per i bikers più esperti, ci sono anche tre Bike Zones per downhill, free-ride e flow, collegate tra loro da trail e impianti, single track, pump track e una vasta Skill Area.
Questo Bike Park vicino al Passo dell’Abetone, nelle Apenni, tra Pistoia e l’Emilia Romagna, propone una serie di percorsi essenzialmente divisi tra aree downhill e tracciati di endurance, nonché itinerari più facili di cross-country. I tracciati attraversano boschi di faggio e abete e foreste lungo tutta la catena montuosa, spesso punteggiati di roccia e raíce, ostacoli naturali e curve paraboliche a volte davvero impegnative.
Il Campo Felice, altopiano carsico nelle Coronie abruzzesi, vicino L’Aquila, garantisce divertimento per tutti: esistono percorsi free-ride per gli appassionati di tecnica, tratti larghi e scorrevoli resi vivaci da curve paraboliche per chi ama la velocità, tracciati ibridi che fondono downhill e slope style, varianti con rampe e drops per evoluzioni davvero emozionanti. Ci sono anche diversi percorsi e varianti riservati ai principianti.
Etica, regole e buone pratiche per MTB e cycle-hiking
Per descrivere un viaggio in MTB è necessario spiegare cosa significhi “cycle-hiking”, quali regole rispettare e le buone pratiche da adottare. Le codifiche di auto-regolamentazione per MTB sono valide; i commenti sono del CAI MTB-guide di Parma e Reggio E. Le route SD-MTB e SD-GRAVEL percorrono principalmente sentieri e strade sterrate. Sono tutte tracciate e geolocalizzate con GPS manuale, rendendo i tracciati GPX e i road book molto affidabili.
Le strade SD-MTB e SD-GRAVEL seguono in gran parte sentieri segnalati, ma non sono tabulate con una marcatura specifica per il ciclismo. I sentieri sono mantenuti puliti da volontari CAI, ma possono presentare improvvisi cambiamenti o problemi di sicurezza a causa di movimenti di terreno, vegetazione, alberi e rami caduti. Se decidi di iniziare questa incredibile avventura, porta strumenti da taglio e preparati a percorrere rotte alternative se necessario. Il nostro team di volontari lavora per mantenere i sentieri pedonali e ciclabili puliti e accessibili, ma non basta: il tuo aiuto sarà apprezzato.
I nove articoli del CAI Self-Regulatory Code riassumono i principi etici e ambientali seguendo codici internazionali, nonché il Codice della Strada italiano e le Tabelle Courmayeur. Il testo indica: “evita di lasciare tracce”, implicando che la MTB deve percorrere solo percorsi esistenti per ridurre danni ed erosione. Il passaggio dei ciclisti non deve alterare i sentieri. Inoltre, si sottolinea che l’impatto deve restare limitato a strade già operate dall’uomo; la compressione del terreno e i crateri provocati dal rotolamento delle ruote possono danneggiare i sentieri soprattutto su terreni molli o bagnati.
La compatibilità con altri utenti viene risolta applicando il Codice della Strada. Il concetto di “velocità proporzionata” è descritto nell’Articolo 141 del CdS, attribuendo anche la precedenza ai pedoni dall’Articolo 182. Il rispetto per chi vive del territorio è fondamentale, dal contadino al pastore. Negli Stati Uniti, la nascita della MTB ha portato alla N.O.R.B.A. (oggi Integrata nella FEDERAZIONE CICLISTICA), che ha predisposto un vero e proprio codice di comportamento applicato anche in Italia: dare precedenza agli escursionisti non motorizzati; sorpassare con cautela e avvisare in anticipo; controllare sempre la velocità; rimanere sul percorso tracciato; non spaventare animali; non lasciare rifiuti; rispettare proprietà; essere autosufficienti; non intraprendere escursioni isolate; minimizzare l’impatto sull’ambiente; seguire le “Regole del Sentiero” IMBA per un utilizzo responsabile dei sentieri condivisi.
Le convenzioni di precedenza possono variare in base al traffico e all’uso predominante del sentiero. È importante percorrere soltanto sentieri accessibili, rispettare la chiusura di strade e sentieri, non accedere a proprietà private e ottenere permessi dove richiesto. Non lasciare tracce: i sentieri in aree umide o fangose sono vulnerabili, mantenere i sentieri segnati e riportare a casa i rifiuti. Mantenere il controllo del proprio mezzo, rispettare i limiti di velocità, e fare tutto il possibile per rendere i sorpassi sicuri e cortesi. Dare precedenza agli altri utenti: i ciclisti devono dare la precedenza a pedoni e agli altri utenti salvo percorsi riservati esclusivamente al ciclismo; i ciclisti in discesa devono dare precedenza a chi sale, a meno che non sia indicato il contrario. Non spaventare gli animali e pianificare in anticipo: controllare equipaggiamento, capacità e condizioni del percorso, essere autosufficienti, indossare casco e dispositivi di sicurezza.
In Italia, la bicicletta ha una grande popolarità, e la bici è spesso chiamata affettuosamente la bici o la mountain bike. Il centro storico di Lucca è visitabile al meglio con una bicicletta a noleggio; così si percorrono le vie del centro e si pedalano sulle mura. La MTB moderna ha origine negli anni ’70 con la diffusione globale dello sport; le ruote e i componenti si sono evoluti nel tempo per affrontare tracciati sempre più impegnativi e specifici per disciplina.
Note storiche rapide sulla mountain bike
La storia della mountain bike inizia poco dopo quella della bici da strada. La prima bicicletta fu adattata ai percorsi off-road nel XIX secolo. La macchina di Drais fu costruita nel 1817 come Laufmaschine. Nel corso del tempo la MTB si è evoluta, con tappe chiave tra gli anni ’60 e ’80, quando figure come Joe Breeze, Gary Fisher e Charlie Kelly iniziarono a costruire biciclette personalizzate ispirate alle klunker bikes, aggiungendo miglioramenti significativi. Negli anni ’80 la MTB divenne uno sport popolare a livello globale con diverse discipline ben distinte e requisiti specifici per le ruote e i componenti, adattandosi a strade sterrate, sentieri erbosi, e percorsi con salti e cambi di direzione continui.

36 POLLICI: PRIMO TEST AL MONDO DELLA MONSTER BIKE ITALIANA. CHE SORPRESA!!!
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