Benelli Moto Rumors e Novità: la Nuova Crossover Pesarese tra Tradizione e Tecnologia
Pizzicata su strada la nuova crossover di Benelli. Forme simili a quelle di una TRK, ma tante novità, dal motore 3 cilindri al cambio, probabilmente automatizzato. La nuova Benelli ha le forme di una TRK, tra il becco anteriore e il codino, con cerchi a raggi che rimandano all'attuale accoppiata 19''-17'' delle X- anche le gomme sono semi tassellate - ma le differenze con l'attuale gamma 702 sono in realtà numerosissime. Dalle pinze ad attacco radiale, che hanno l'idea di essere le Brembo M4.32, passando per telaio e forcellone: lo ''scheletro'' di questa crossover sembra un doppia trave, abbinato a un bibraccio in alluminio. Ma soprattutto è il motore 3 cilindri, abbinato a un cambio automatizzato - è assente la leva del cambio - a far gridare al ''miracolo'', vista l'assenza di questo genere di motore-tecnologia in gamma. Anche la zona del serbatoio, rispetto alle abbondanti sovrastrutture della gamma TRK, vede un pannello laterale ''tagliato'' e forme in generale meno abbondanti. La nuova crossover pesarese sembra a buon punto e si sa come vanno queste cose, soprattutto quando manca poco ad EICMA. Quale palcoscenico migliore di quello della kermesse milanese per lanciare un nuovo modello?
Contesto storico e identità Benelli
Benelli è stata fondata a Pesaro nel 1911, marchio italiano dagli albori, Solo i motori degli scooter sono di provenienza cinese. E’ il 1911 quando la vedova Teresa Boni Benelli decide di aprire un’officina meccanica per garantire un futuro ai figli Giuseppe, Giovanni, Filippo, Francesco, Domenico ed Antonio “Tonino” Benelli; inizialmente vengono fabbricati pezzi di ricambio per auto e motocicli ma, grazie alla lungimiranza dei “sei”, nel 1919 vede la luce il primo motore a due tempi applicato alla forcella anteriore di una bici. Il Velomotore, la prima vera motocicletta firmata Benelli, arriva invece nel 1921 con motore 98 cc a due tempi, portato - due anni dopo - a 147 cc. Nel 1926 Giuseppe Benelli progettò una motocicletta con motore 4 tempi e 175 cc caratterizzato da distribuzione ad albero a camme in testa comandato da quella che venne definita come “una cascata di quattro ingranaggi” capace di garantire prestazioni superiori a quelle di un motore di cubatura maggiore, consentendo a Tonino di aggiudicarsi il titolo di Campione d’Italia negli anni ’27, ’28, ’30 e ’31. Il successo nelle gare si ripercosse sulle vendite che incrementarono a tal punto da trasferire la sede produttiva presso la sede della segheria Molaroni in quello che è oggi viale Mameli. Due nuove moto da corsa, una 250 bialbero ed una 500 cc, arrivarono nel 1934 ma, anche per Benelli, l’inizio del secondo Conflitto Mondiale segnò la conversione dalla produzione civile a quella militare. battaglia, iniziando un lavoro di conversione da mezzi militari a mezzi civili; nel ’47 Benelli tornò attiva anche nel mondo delle competizioni. L’anno successivo venne ripresa la costruzione di motociclette e, contestualmente, è ingaggiato il pilota Dario Ambrosini che vince un titolo mondiale nella classe 250 cc ed un titolo Campionato Italiano Velocità. Sul finire degli anni ’40 il fratello Giuseppe lascia l’azienda: nacquero così le motociclette Motobì caratterizzate da un particolare motore a uovo a 2 e 4 tempi (in varie cilindrate) che decretarono un grande successo sia commerciale che sportivo, aggiudicandosi più di 1000 gare nella categoria delle derivate di serie tra gli anni ’50 e ’60. Il 1951 è l’anno di presentazione del famoso Benelli Leoncino con il quale il bolognese Tartarini vinse il primo Motogiro d’Italia; nel ’61 - in occasione del primo cinquantenario - la crisi motociclistica inizia a farsi sentire ed avviene la fusione tra il marchio Benelli e Motobì. Furono anni epici segnati da numerose vittorie nel Campionato Italiano Velocità ad opera del pesarese Silvio Grassetti, dell’emiliano Tarquinio Provini e del riminese Renzo Pasolini; l’australiano Kelvin Carruthers conquistò invece l’alloro mondiale nella 250 cc nel ’69. Così, Devil e Scooty. Dopo i primi segnali di ripresa, il declino tornò a farsi sentire. Nel 1995 il gruppo Merloni di Fabriano acquisisce il pacchetto di maggioranza: la proprietà inizia l’opera di rilancio con l’introduzione de famoso scooter Benelli 491. la TnT 1130 cc con motore tre cilindri che segnarono un nuovo corso stilistico ma che, purtroppo, anche questa volta non fu sufficiente a salvare le sorti dell’azienda. Il Velomotre è il capostipite della produzione Benelli; seguono la 175 cc del 1927 declinata in numerose versioni e la prima 500 Turismo del 1933. Gli anni ’60 vedono la nascita della Tornado, maxi bicilindrica da 650cc mentre, nel 1971, arriva quell’icona che prende il nome di Benelli Leoncino; stessa cosa dicasi per la 750 Sei del ’75, prima sei cilindri disponibile sul mercato. Gli anni recenti riportano alla mente la sportiva Benelli Tornado Tre del 2002 e l’evoluzione naked TnT Cafè Racer con motore 1130 del 2006. Sotto la gestione Q.J. assistiamo al rilancio del marchio con la creazione della nuova Leoncino e Leoncino Trail affiancate dalla on-off TRK502 e delle naked BN125, 302S e 251. Benelli si è affermata nel mercato grazie a modelli tecnicamente ed esteticamente ben riusciti, raggiungendo il successo con l’arrivo della crossover TRK 502, e 502 X che ha saputo tener testa e superare modelli che per anni hanno dominatole classifiche di vendite. Con la successiva TRK 702 X la Casa di Pesaro c’è riuscita un’altra volte a centrare il bersaglio grosso e per il nuovo anno punta alle maxi cilindrate, togliendo i veli alle TRK 902 e 902 Xplorer, rispettivamente la crossover stradale e la adventure con cerchi a raggi, oltre a presentare un’evoluzione della piattaforma 602 con tantissime migliore ed affinamenti. Sul fronte della gamma puramente stradale arrivano poi le naked TNT 550 e la “supermoto” BKX 300. Benelli ad EICMA ha presentato la versione definitiva della TRK 902 Xplorer, la proposta più orientata all’avventura della famiglia TRK, riconoscibile dalle linee muscolose, dal frontale affilato e dal nuovo parabrezza regolabile elettronicamente. Di serie troviamo ruote a raggi tangenziali tubeless con cerchi in alluminio da 19 pollici davanti e 17 pollici dietro e gommate Pirelli Scorpion Rally STR M+S. Le sospensioni offrono 170 mm di escursione, contribuendo a una luce a terra di 215 mm e a un’altezza sella di 840 mm. Sul fronte elettronico, la dotazione è completa: display TFT da 7 pollici con connettività Bluetooth e Wi-Fi, tre modalità di guida (Sport, Touring, Urban), controllo di trazione e ABS disinseribile. Non mancano Cruise Control, Quick Shift, TPMS, sella e manopole riscaldabili, presa USB e navigazione integrata. Il motore è un bicilindrico frontemarcia da 904 cm³, che sviluppa una potenza massima di 95 CV a 9.000 giri e 90 Nm di coppia a 6.500 giri, con acceleratore ride-by-wire e frizione antisaltellamento. Il telaio è un traliccio in acciaio con piastre di rinforzo, abbinato a sospensioni Marzocchi completamente regolabili. Rispetto alla Xplorer, la TRK 902 Stradale mantiene fede alle linee della sorella Adventure ma monta un parabrezza più ampio con regolazione elettrica, indicatori di direzioni fissati sui fianchi del radiatore e nuovi paramani. Cambia anche la ciclistica: arrivano cerchi di 17 pollici su entrambi gli assi, abbinati a pneumatici Pirelli Angel GT II (120/70 davanti e 180/55 dietro). L’escursione delle sospensioni scende a 130 mm, e l’altezza della sella si ferma a 805 mm, garantendo una posizione di guida più comoda e accessibile. La base meccanica rimane identica a quella della Xplorer, con motore bicilindrico frontemarcia di 904 cm³ e 95 CV a 9.000 giri, racchiuso in un telaio a traliccio in acciaio con piastre laterali di rinforzo. Davanti lavora una forcella Marzocchi a steli rovesciati da 43 mm, mentre il mono posteriore è regolabile nel precarico tramite comando remoto e dispone anche delle regolazioni in estensione e compressione. L’impianto frenante Brembo prevede due dischi anteriori di 320 mm e un disco posteriore da 260 mm con pinza a due pistoncini. Tre le modalità di guida disponibili (Sport, Touring e Urban), selezionabili su display TFT di 7 pollici. ABS e controllo di trazione sono di serie, così come il cruise control, il cambio elettronico e sella e manopole riscaldabili. Benelli rinnova la sua crossover più amata: la nuova 602 sostituisce la 502, evolvendola senza stravolgerne gli elementi cardine che l’hanno portata al successo. Le modifiche riguardano tutti gli aspetti fondamentali a partire dal telaio, che è sempre a traliccio in acciaio ma vede una nuova struttura in alluminio che sostiene la parte frontale. Nuovo anche il telaietto posteriore, più leggero ma comunque in grado di supportare passeggero e un set di borse. Cuore della TRK 602 è il bicilindrico parallelo di 554 cm³ con fasatura a 270°, lo stesso già apprezzato sulla Tornado 550. Questo propulsore sviluppa 56 CV a 8.250 giri e 54 Nm a 5.500 giri. La frenata si affida a un doppio disco anteriore di 320 mm con pinze radiali a quattro pistoncini e ad un disco posteriore di 260 mm, con ABS disattivabile. I cerchi sono a raggi di 19 e 17 pollici, mentre la dotazione è completa: display TFT a colori da 5 pollici con navigazione integrata, controllo di trazione, ABS disinseribile, barre paramotore, apramani e luci full-LED. L’articolo completo lo trovate qui. La Casa del Leoncino rafforza la propria presenza nel segmento delle medie cilindrate con la nuda Tornadi Naked Twin 550; ribattezzata TNT. Si presenta con un design aggressivo e una dotazione tecnica di livello, a partire dal suo motore bicilindrico parallelo di 554 cm³, omologato Euro 5+ e in grado di erogare 56 CV di potenza massima a 8.250 giri; la stessa unità della TRK 602 e della Tornado 550. È prevista poi una versione da 48 CV dedicata ai possessori di patente A2. Il telaio è a traliccio in acciaio, sostenuto da una forcella a steli rovesciati di 41 mm di diametro completamente regolabile e da un mono posteriore regolabile nel precarico e nell’estensione, collegato direttamente al forcellone. La frenata è affidata a due dischi anteriori di 320 mm con pinze radiali Brembo a quattro pistoncini e a un disco posteriore di 260 mm, tutti assistiti da ABS. Sviluppata interamente dal Centro Stile di Pesaro, la BKX 300 S si caratterizza per linee tese e avanzate, con i fianchetti del serbatoio da 13 litri studiati per migliorare l’ergonomia e una coda compatta d’ispirazione supermotard. È spinta da un monocilindrico 4 tempi raffreddato a liquido di 292,4 cm³ omologato Euro 5+, evoluzione delle precedenti unità Benelli. Il motore eroga 28,6 CV a 8.750 giri e 24 Nm a 7.250 giri, valori che la rendono adatta ai possessori di patente A2 . Il telaio è un traliccio in acciaio con forcella a steli rovesciati di 41 mm completamente regolabile, mentre dietro c’è un mono con leveraggio progressivo e regolazioni per precarico ed estensione. Le ruote da 17 pollici montano pneumatici stradali 110/70 e 150/60, mentre l’impianto frenante è dotato di ABS disinseribile.
Punti chiave della nuova gamma TRK e prospettive
La gamma TRK continua a evolversi con 902 Xplorer e 902 Xplorer, presentando cerchi a raggi, pneumatici e componentistica mirata all’avventura. Il passaggio alla TRK 902 Stradale mantiene le linee delle sorelle Xplorer ma con parabrezza più ampio e indicatori di direzione spostati sui fianchi del radiatore. Le varianti 602, 902 e le naked correlate mostrano la strategia di Benelli: ampliare l’offerta con motorizzazioni diverse e telaisti rinnovati, puntando a mezze cilindrate e oltre. L’innovazione principale resta il motore tre cilindri nelle prime indiscrezioni della nuova crossover, abbinato a un cambio automatizzato, elemento che potrebbe distinguere Benelli in un segmento finora poco esplorato dall’azienda.

La TRK 902 Xplorer si distingue per ruote a raggi tubeless da 19'' frontale e 17'' posteriore, sospensioni Marzocchi,ABS disinseribile e una dotazione elettronica completa: display da 7 pollici, tre modalità di guida, controllo di trazione, navigazione integrata e cruise control. Il motore rimane un bicilindrico frontemarcia da 904 cm³ con 95 CV, un cuore che ha già dimostrato una notevole versatilità nelle condizioni di uso sia stradale sia fuoristrada.
Benelli TRK 902 Xplorer e Stradale | La nuova ammiraglia delle adventure Benelli a EICMA 2025
La 602, erede della 502, propone un telaio in acciaio con struttura in alluminio, telaietto posteriore leggero, e una potenza di 56 CV a 8.250 giri proveniente dal bicilindrico parallelo da 554 cm³. I fianchetti e la linea aerodinamica puntano a una riduzione di peso e a una migliore efficienza aerodinamica. La gamma TNT/BKX 300 S amplia l’offerta entry, offrendo 28,6 CV per la BKX 300 S, con assorbimento da parte degli pneumatici 17 pollici e ABS disinseribile.
In sintesi, Benelli continua a costruire una narrativa di innovazione mantenendo una forte identità stilistica ispirata alle TRK, ma spingendosi su nuove strade tecnologiche e di gamma per conquistare una platea sempre più ampia di appassionati e neofiti. L’arrivo di una crossover a tre cilindri, con cambio automatizzato, potrebbe segnare un punto di svolta per la casa pesarese, soprattutto in vista di EICMA e dei primi test su strada.
