Assistenza radio nelle gare ciclistiche: frequenze, apparati, portata e pratiche operative
Vorrei saperne di più sugli aspetti tecnici di questo collegamento, tipo frequenza, apparecchi usati, eventuali tecniche di crittografia cui si ricorre.
Mentre le frequenze ufficiali sono assegnate dal Ministero della Difesa, trattandosi di frequenze militari, le frequenze adottate da vari gruppi sportivi non sono autorizzate, in quanto le utilizzano in giro per l'Europa o per il mondo, ove ovviamente cambiano le Leggi.
Più o meno le frequenze sono le solite, ma non fisse.
Gli apparati omologati hanno una bassa potenza di 10 mW (milliwatt) e la portata o raggio d'azione è limitata.
Ti faccio un esempio: Al mare o in pianura il tuo campo visivo sarà di 500 metri o 1 km massimo, credo.
Ma se sali, anche di poco, la tua portata ottica aumenta sensibilmente.
Non parliamo poi quando sei in montagna.
Questa in linea di massima è la portata ottica degli apparati a bassa potenza.
E' sufficiente che chi trasmette e chi riceve siano a quote diverse e tutto diventa più facile.
I canali LPD di bassa potenza occupano la banda UHF: gli apparati in libera vendita hanno 69 canali fissi tra le frequenze 433,075 (canale 1) e 434,775 (canale 69) con passo di canalizzazione di 25 khz (chiloherz).
I canali LPD si possono usare liberamente, senza alcuna formalità burocratica o tassa da pagare.
Le frequenze sono condivise e pertanto, in caso di intenso traffico locale, possono verificarsi interferenze e sovrapposizioni sui canali.
Ciò può essere ovviato cambiando canale e/o usando i toni CTCSS o il codice DCS.
Gli apparati in libera vendita hanno 69 canali fissi tra le frequenze 433,075 e 434,775 con passo di canalizzazione di 25 kHz.
Bisogna essere autorizzati e si deve pagare una tassa annuale di € 7.75 per ogni apparecchio che si utilizza.
Nota: queste radio si possono utilizzare solo per motivi professionali o sportivi (caccia, pesca, controllo del traffico, sicurezza, ospedali e sanità, imprese industriali e agricole, attività sportive, per la sicurezza della navigazione).
In Italia l'uso ricade nel regime di “autorizzazione generale d'uso” (DPR 447/01, art. 5 e D.L.).
Le comunicazioni sono in chiaro, con il rischio che i DS di altre squadre ascoltino quello che viene detto?
A parte le interferenze che possono essere causate da diversi fattori, in linea di massima non ci sono accordi circa l'occupazione delle frequenze.
E' come in un parcheggio: lo spazio o è libero o è occupato.
Se è occupato, vado a cercarmi un posto libero.
La volta successiva ritorno su quel parcheggio: probabilmente sarà ancora libero, se gli altri a loro volta ritornano ad occupare gli stessi posti: Altrimenti ricerco un altro canale.
Poi l'esperienza insegna. In radio c'è posto per tutti.
Gli apparati omologati hanno una bassa potenza di 10 mW (milliwatt) e la portata o raggio d'azione è limitata.
Guarda, ti posso raccontare la mia personalissima esperienza... le radioline che ho usato in corsa sono delle normalissime radio (tipo Brondi, etc) che trovi in qualsiasi negozio di apparecchi elettronici.
Non so su che frequenze viaggino ne tantomeno se utilizzino tecniche di crittografia... ma posso informarvi... ;-))))
Mi incuriosiscono invece le comunicazioni tra corridori e ammiraglia.
Ci sono accordi tra le varie squadre, magari guidate dall'organizzazione della corsa, per dividersi frequenze e canali onde evitare interferenze?
Le comunicazioni tra corridori e ammiraglia: quali distanze sono coperte?
Riescono ad esempio a coprire anche una situazione di corsa molto frammentata, che va dal gruppo dei primi al gruppone dei velocisti verso la fine di una tappa di montagna con 4-5 salite?
Questa capacità narrativa viene messa alla prova ogni giorno.
La cosa interessante del nostro lavoro è che lavoriamo veramente da remoto… La partenza può essere a 100 km di distanza.
E poi, all'improvviso, quando andiamo in diretta, iniziamo a lavorare tutti insieme come un'unica squadra.
Nel ciclismo la storia è sempre in movimento, e la produzione deve seguirla.
Grazie a squadre come questa, il segnale non cade mai. Non si perde mai l'attacco decisivo.
Durante la gara utilizziamo due motociclette e un elicottero.
Le due moto riprendono il gruppo… e sopra di loro l'elicottero realizza spettacolari immagini ambientali.
Dobbiamo essere al di sopra degli edifici, per garantire il collegamento diretto tra l’aereo e la linea d'arrivo.
Naturalmente, la tecnologia funziona solo se la squadra funziona.
Nei collegamenti RF, le relazioni umane sono importanti quanto i router.
I team motociclistici lavorano a stretto contatto: un solo errore di tempismo o una manovra sbagliata possono interrompere la trasmissione.
L'elemento più importante nella collaborazione è il cameraman. Deve fidarsi di me al 100% - in moto siamo una squadra.
La fiducia è fondamentale anche in volo.
C'è un gimbal montato sull'elicottero… sono sistemi giroscopici stabilizzati. Questo mi consente di zoomare con una grande lente di ingrandimento e mantenere comunque l'immagine ferma.
Questa capacità narrativa viene messa alla prova ogni giorno.
Grazie a squadre come questa, il segnale non cade mai. Non si perde mai l'attacco decisivo.
Grazie per la tua esauriente risposta.
Stando così le cose e anche in base alla risposta di Grisou87, si può pensare a una centralina radio che raccolga in tempo reale la posizione GPS dei corridori e che metta questa informazione a disposizione a chi segue la corsa.
Ad esempio può collocare la posizione dei corridori su google maps per spararla su internet e così il mondo intero potrà seguire in diretta una corsa con il massimo dettaglio senza la necessità di telecamere, collegamenti TV e streaming video.
Di questo ne sono profondamente convinte le motostaffette del G.S. Progetti Scorta, che il giorno 11 aprile, in occasione del loro aggiornamento, hanno chiamato a relazione sull’argomento due dei massimi esperti del settore: Virgilio Rossi, voce e coordinatore del servizio radio-informazione della Lega Professionisti, ed Olivo Neri, responsabile del Team Anna Neri.
Ma oltre a questo, nelle gare dilettantistiche il vero problema è che il servizio informazione viene frequentemente stravolto a favore di una presunta cronaca sportiva che non lascia spazio sulla “canaletta” né per gli interventi di assistenza, né per la selezione delle priorità, né, infine, per una tempestiva e corretta movimentazione dei veicoli al seguito.
Nel settore dilettantistico quindi c’è molto da correggere.
Radio-corsa deve essere soprattutto un servizio dedicato alla sicurezza e alla gestione della corsa, con rispetto degli stessi motociclisti addetti a questo servizio, ai quali spesso viene inopportunamente chiesto di parlare mentre si va giù per discese pericolose, oppure di ripetere i numeri solo perché qualcuno si è distratto.
Per non parlare dei tanti casi in cui i messaggi di radio-corsa vengono mortificati dalla sovramodulazione di chi chiama le ammiraglie senza attendere che ci sia spazio sulla “canaletta”, oppure dei tanti che si inseriscono nonostante il regolamento tecnico preveda il semplice ascolto.
Raccontare in diretta una gara ciclistica sembrerebbe quasi impossibile. Un “campo di gara” che si estende per centinaia di chilometri, spesso attraverso montagne e vallate.
Ma se sali, anche di poco, la tua portata ottica aumenta sensibilmente.
Questa in linea di massima è la portata ottica degli apparati a bassa potenza.
Sono sufficienti semplici radioline? Le radioline che ho usato in corsa sono delle normalissime radio (tipo Brondi, etc) che trovi in qualsiasi negozio di apparecchi elettronici.
Gli apparati in libera vendita hanno 69 canali fissi tra le frequenze 433,075 e 434,775 con passo di canalizzazione di 25 kHz.
Ciò può essere ovviato cambiando canale e/o usando i toni CTCSS o il codice DCS.
In radio c'è posto per tutti.
Apparati CB e caratteristiche tecniche dell'antenna
La lunghezza dell'antenna per gli apparati CB è di circa 11 metri; il calcolo della lunghezza si effettua dividendo la velocità di propagazione della luce per la frequenza, ora un apparato CB disponendo di 40 canali spaziati su frequenza diverse (tipicamente da 26.965 a 27.405) ha il suo centro banda a 27.185.
Calcolando l'antenna ideale dovremo effettuare questo conto 300.000/27.185 = 11,035 Mt.
Ovviamente risulta scomodo utilizzare una antenna di tale lunghezza anche in postazione fissa, inutile dire in auto!
Possiamo quindi usare antenne di ½ lunghezza o di ¼ od anche di un 1/8 d'onda e quindi avremo antenne di 5,50 o 2,75 o 1,38 Mt. circa.
Le antenne in commercio, specialmente quelle per auto, hanno lunghezze del tutto diverse, come mai? Il polo centrale costituito dallo stelo in acciaio o vetroresina in realtà elettricamente prosegue verso la base, dove all'interno del cilindro il cavo si avvolge a spira per raggiungere la lunghezza d'onda desiderata dal produttore, quindi una antenna ad un quarto di onda lunga solo 1,60 Mt. Avrà ancora 1,25 Mt.
Una antenna per poter funzionare egregiamente, deve disporre di un piano riflettente, nelle antenne per uso fisso si usa montare dei steli radiali (da 3 a 6) inclinati solitamente di 45° per migliorare l'effetto omnidirezionale, in auto esiste una sola posizione valida: al centro del tetto.
Non potendo sfruttare questa installazione accetteremo a priori che l'impianto non funzionerà in modo ottimale, cercando di montare comunque l'antenna sul tetto (avanti, dietro, di lato).
Premesso che qualsiasi antenna nuova è pre-tarata in fabbrica, la taratura di base presuppone una installazione ottimale, solo in questo caso avrà un ROS (rapporto di onde stazionarie) accettabile.
Se vogliamo quindi bilanciare l'antenna con il trasmettitore, sarà necessario effettuare una operazione di taratura che terrà conto delle caratteristiche del punto di installazione.
Per questo è necessario inserire fra trasmettitore e antenna il ROSmetro, strumento, appunto per la misurazione della taratura, le istruzioni di uso del ROSmetro sono semplici ed a corredo dell'apparato, evitiamo di citarle, perché i diversi strumenti hanno comandi diversi da eseguire.
Prima di fare ogni misurazione portiamo il veicolo in una ampia zona senza ostacoli che possono riflettere le onde trasmesse.
Se la lunghezza dell'antenna è strettamente legata alla frequenza, sarà necessario misurare il rapporto ROS nei canali 1, 20 e 40.
Sicuramente il valore sarà differente nelle tre verifiche, ora allentando le viti che tengono lo stelo fissato alla base proviamo ad estenderlo o inserirlo maggiormente sino a che capiremo se l'antenna è troppo lunga o troppo corta.
Il rapporto ROS dovrà essere inferiore a 1:1,5 su tutte e tre le misurazioni, ovviamente arrivare a 1:1,1 sarà un risultato eccellente.
Da tenere presente che un rapporto di onde stazionarie 1:2 dimezza di fatto la potenza erogata, così i 4W dichiarati dalla radio saranno solo 2.
Se quindi inserendo lo stelo nella base riusciamo a far scendere le onde stazionarie, ma non abbiamo ancora raggiunto il valore ottimale od accettabile, possiamo anche tagliare la punta superiore dell'antenna, facendo attenzione a non tagliarne più di 5 mm. per volta, ripetendo le misurazioni.
Se non riuscite a far scendere le onde stazionarie potrebbero essere incorsi altri problemi, ne citiamo alcuni fra i più frequenti: - Il connettore è stato male saldato - Il cavo nelle operazioni di passaggio o saldatura è in corto circuito - L'antenna e il suo collegamento non sono collegati a massa sul veicolo.
Bilanciamento del cavo e considerazioni pratiche
Questa operazione in una normale installazione non è necessaria; per risolvere problemi specifici o per i puristi delle trasmissioni che vogliono ottenere il massimo dall'apparato, si può accordare il cavo di antenna per ottenere il massimo della potenza erogata verso l'antenna.
Dobbiamo introdurre un altro dato quindi, la velocità di propagazione della velocità della luce nel rame del cavo RG58 che ha un fattore di 0,66.
Quindi prendiamo la lunghezza d'onda nel centro banda di 11,035 Mt. Moltiplichiamo per 0,66 ed il risultato è di 7,28 cm.
Questa misura addizionata a multipli sarà la lunghezza del cavo utilizzabile, per questioni di praticità è uso comune andare per multipli di 44 cm. circa.
Non a caso i cavetti di prolunga per inserire nella linea di trasmissione ROSmetri o amplificatori lineari, sono presenti in commercio nelle misure di circa 45 cm.
Sicurezza, monitoraggio GPS e prospettive
Si può pensare a una centralina radio che raccolga in tempo reale la posizione GPS dei corridori e che metta questa informazione a disposizione a chi segue la corsa.
Ad esempio può collocare la posizione dei corridori su google maps per spararla su internet e così il mondo intero potrà seguire in diretta una corsa con il massimo dettaglio senza la necessità di telecamere, collegamenti TV e streaming video.
Ma oltre a questo, nelle gare dilettantistiche il vero problema è che il servizio informazione viene frequentemente stravolto a favore di una presunta cronaca sportiva che non lascia spazio sulla “canaletta” né per gli interventi di assistenza, né per la selezione delle priorità, né, infine, per una tempestiva e corretta movimentazione dei veicoli al seguito.
Radio-corsa deve essere soprattutto un servizio dedicato alla sicurezza e alla gestione della corsa, con rispetto degli stessi motociclisti addetti a questo servizio.

Giro D'Italia 2016 - RAI Riprese in Movimento
| Elemento | Dettagli |
|---|---|
| Fasce LPD | 433,075 - 434,775 MHz, 69 canali, passo 25 kHz |
| Potenza apparati omologati | 10 mW (bassa potenza) |
| Portata indicativa | 500 m - 1 km in pianura; aumenta con quota |
| Tariffa annuale | € 7.75 per apparecchio (quando prevista autorizzazione) |
| Antenna CB ideale | ~11,035 m (1/1 onda), usate 1/2, 1/4, 1/8 onda per praticità |
Grazie a squadre come questa, il segnale non cade mai. Non si perde mai l'attacco decisivo.
tags: #assistenza #radio #gare #ciclistiche
