Assetto MTB Enduro: guida completa all’assetto ottimale
Il mondo della mtb è tra i più articolati e sfaccettati dell’intero “ciclismo”, poiché è suddiviso in diverse categorie e discipline, ognuna con le sue caratteristiche peculiari che si riflettono nell’allestimento della bicicletta, nelle tecniche progettuali e nell’impostazione da dare alla propria guida e al mezzo. Quando si parla di setup di una mtb, s’intende una serie di tecniche e di scelte da effettuare per adattare al meglio la propria bici al percorso che si dovrà affrontare. Si tratta di un passaggio importante, che andrebbe sempre messo in pratica prima di un viaggio, di una lunga uscita e soprattutto prima di una gara. Chilometraggi, dislivelli, tipologia di percorso, presenza di salti, drop e ostacoli sono fattori che variano continuamente e che bisogna aver presente per impostare il proprio mezzo.
Lo scopo è definire una base di assetto reale e performante, modulabile in funzione delle condizioni: cross-country, marathon, all-mountain, enduro e infine downhill. Il cross-country e le marathon sono ciò che più accomuna il ciclismo su strada alla mtb, poiché anche in questo contesto le condizioni da privilegiare sono l’esplosività, la reattività della bicicletta e l’elevata frequenza di pedalata da sostenere per lunghi periodi.
Scelta delle coperture e pressioni
• Scelta delle coperture: qui il grip è da privilegiare, poiché quando “picchiamo” sui pedali (soprattutto in salita) la ruota posteriore non deve scappare o scivolare, facendo perdere terreno e energie al ciclista. E’ sempre meglio privilegiare una copertura con tasselli più pronunciati all’anteriore e più scorrevoli al posteriore. La sezione può essere tra 1,9” e 2,1”, per ridurre comunque l’impronta a terra e quindi l’attrito, minimizzando la resistenza al rotolamento.
• Pressione di gonfiaggio: in caso di terreno duro e quindi con buona scorrevolezza è meglio prevedere una pressione più elevata, per diminuire l’impronta a terra, quindi intorno ai 2,2-2,5bar.
Impostazione sospensioni e lubrificazione
• Impostazione sospensioni: dovendo privilegiare la reattività della bicicletta anche a scapito del comfort, solitamente si usa impostare la forcella anteriore con un sag che è il 15-20% del travel, pompando aria all’interno anche a 150-200psi (in base al peso del biker). Il rebound deve essere veloce, poiché abbiamo bisogno di una forcella che ritorni in posizione in fretta e disperda al minimo l’energia.
• Lubrificazione catena: in caso di XC meglio un lubrificante secco che, anche se più volatile di quello umido, tenderà comunque a mantenere più pulito il sistema. In caso invece di marathon piuttosto lunghe meglio optare per un lubrificante umido, che nonostante possa risultare appiccicoso, ha il pregio di resistere nel tempo.
All-Mountain e cicloescursionismo
L’all mountain è la disciplina che racchiude in sé la filosofia stessa della mtb: lontano, nella natura, per tanto tempo. È una disciplina a tutto tondo, dove si possono trovare salite “spaccagambe” tipiche delle marathon e discese tecniche che andrebbero bene per l’Enduro. Per questo il mezzo deve essere polivalente, capace di essere reattivo in salita ma di tenere bene la strada in discesa e sul tecnico.
• Scelta delle coperture: polivalenza è la parola d’ordine, che si può ottenere giocando sia sulle coperture stesse che su differenti pressioni di gonfiaggio. All’anteriore è meglio preferire una copertura tassellata che consenta di avere grip durante le discese più tecniche e magari su fondi sdrucciolevoli come le roccette. Quindi tasselli alti, poco fitti e una spalla resistente. Al posteriore invece una copertura più scorrevole permette di spingere sui pedali durante le salite, senza però eccedere nella scorrevolezza tipica dell’XC. Un buon compromesso è una sezione di 2,0”-2,2”, che offre una buona impronta a terra senza eccedere però nella resistenza al rotolamento.
• Trasmissione: 2×10 è la soluzione polivalente che permette di fare tutto.
• Pressione di gonfiaggio: dovendo alternare salite e discese si può mantenere comunque una pressione elevata di 2,2bar che accompagnata da coperture morbide permette comunque di mitigarne la deformabilità.
• Impostazione sospensioni: la nostra mtb per all-mountain deve essere brillante ma al contempo capace di assorbire impatti e magari qualche salto o drop. Un Sag di 20-25% del travel è un buon compromesso sia sulla forcella che sullo shock, che così non risulta essere troppo morbido ma nemmeno eccessivamente duro da comprimere.
Enduro e coperture per massimi grip
L’Enduro è considerata l’ultima disciplina “pedalata” della mtb, anche se la linea di demarcazione con le discipline “gravity” è molto debole. In questo caso ciò che conta è la tenuta di strada, poiché il biker dovrà scegliere una linea da seguire e questo implica una guida più o meno aggressiva che necessita di sostegno da parte delle sospensioni e delle coperture.
• Scelta delle coperture: massimo grip all’anteriore, che deve far stare in piedi la bicicletta durante le PS in discesa. Quindi coperture larghe, da 2,3” a 2,5”, solitamente l’ultimo valore all’anteriore e il primo al posteriore, in modo da aumentarne la scorrevolezza. La gomma anteriore deve essere morbida, con mescola sui 42a, che consenta una buona deformazione ma con spalle belle solide per sostenere la bici nelle curve in appoggio. I tasselli devono essere pronunciati e radi, in modo da artigliare il terreno e offrire grip anche in condizioni di equilibrio scarso.
• Pressione di gonfiaggio: la pressione consigliata è di 2bar, 1,5-1,7 bar se si gira con i tubeless.
• Impostazione sospensioni: nell’Enduro l’ammortizzamento deve essere totale, poiché sono presenti drop, salti, passaggi tecnici, radici e quant’altro. Meglio impostare su entrambe le sospensioni un sag del 30% (c’è chi si spinge anche al 35%), che consenta di far adattare la bici a qualunque situazione.
Il setup delle mtb è un tema complesso e molto affascinante, che sottintende una conoscenza perfetta del proprio mezzo e del proprio stile di guida e uno studio quasi maniacale di cosa si andrà a fare. Come sempre ricordo che sulla bicicletta ci sarete voi e dovrete starci al meglio e che quello che va bene per me, per il vostro amico o per il vostro pro-biker preferito non è detto che vada bene a voi.
Geometria e parametri chiave
La geometria delle mountain bike si è evoluta negli ultimi due decenni. Scopri come ogni misura della geometria influisce sul modo in cui la bici si comporta. Come faccio a sapere di quale lunghezza del tubo piantone ho bisogno? Perché il reach è importante per i mountain biker? Perché lo stack è importante per i mountain biker? In che modo l’angolo di sterzo influisce sul modo in cui la bicicletta si comporta in curva?
Il reach è una distanza orizzontale tra la proiezione del movimento centrale e la parte superiore del tubo sterzo. È una delle misurazioni più importanti per capire come ci si sentirà in sella una volta in pista. Una bici più lunga tende ad essere più stabile ad alta velocità, una più corta è spesso più agile sui trail tecnici. Il stack determina l’altezza del cockpit, ovvero quanto è alta la parte anteriore in rapporto ai piedi. L’angolo di sterzo influisce sulla dinamica di curva e sulla sensazione di rapidità o sicurezza dello sterzo, mentre la lunghezza dei foderi orizzontali incide sulla stabilità e manovrabilità della bici.
In particolare, l’angolo di sterzo più aperto fornisce stabilità in discesa e una risposta meno immediata in salita; angoli più chiusi rendono lo sterzo più rapido ma meno stabile ad alta velocità. Le differenze tra i modelli - come Lux, Spectral, Neuron, Strive o Sender - mostrano come le scelte di reach, stack, angolo di sterzo e foderi orizzontali definiscano una filosofia di guida diversa: XC tende a reach più corto e stack contenuto, enduro e trail cercano compromessi di agilità e sicurezza, mentre downhill privilegia sterzo aperto e geometrie orientate alla discesa.
Tabella riassuntiva di concetti chiave
| Parametro | Effetto | Esempi tipici |
|---|---|---|
| Reach | Influenza l’altezza del busto e la posizione in piedi | Strive vs Spectral: differenze di reach |
| Stack | Altezza del cockpit, impatto sull’ergonomia | XC vs Trail vs Enduro |
| Angolo di sterzo | Stabilità in curva vs rapidità | Angolo aperto per discesa, chiuso per salita |
| Foderi orizzontali | Stabilità e maneggevolezza | Corto = agile; lungo = stabile |
| Sag | Comportamento in compressione/estensione | 20-25% all-mountain; 30% enduro |
La geometria è il cuore e l’anima di una bici. Comprendere la geometria non solo ti dice come starai in sella, ma anche come andrà in salita e in discesa, addirittura come sterzerà, impennerà e farà i bunny hop. Le parti sospese al telaio possono cambiare con il tempo e con l’usura, ma la geometria rimarrà con te per tutta la vita della bici. Trovare la geometria giusta per il tuo corpo, per il luogo in cui vivi e per come guidi è fondamentale per avere un rapporto lungo e felice con la tua bici.
Storia e evoluzione della MTB
Nel 1976, su uno sterrato roccioso a Marin County, in California, i primi pionieri della mountain bike spinsero le cruiser da spiaggia modificate fino in cima e poi si cronometrarono a vicenda scendendo quanto più velocemente osavano. Questa è stata la Repack, la prima gara di mountain bike in assoluto. Negli anni ’90 e all’inizio degli anni 2000, le mountain bike erano il selvaggio west del ciclismo, mentre i designer cercavano di trovare il modo migliore per mettere insieme ruote, sospensioni e sella. Dal 2010, le cose hanno iniziato a calmarsi e molti dei design più selvaggi sono stati abbandonati, poiché si sono dimostrati inaffidabili, inefficienti e, in alcuni casi, assolutamente pericolosi. La nuova generazione di bici divenne molto più capace, in quanto si poteva andare più veloce più a lungo su terreni più accidentati, su e giù per la montagna.
Conclusioni operative
Il setup delle mtb è un tema complesso che richiede una conoscenza profonda del mezzo e del proprio stile di guida. Lo scopo è avere una bike capace sui tratti tecnici, ma anche efficace in salita, con una geometria che rispecchi la tua persona e il luogo di utilizzo. Per iniziare, parti dall’altezza sella, dal manubrio, dalle leve e dal reggisella telescopico, poi procedi per test e regolazioni progressive, una modifica alla volta, affidandoti al tecnico presente agli stand o alle indicazioni specifiche per la tua bici. Ricorda: l’assetto ideale è quello che ti permette di guidare con sicurezza, controllo ed efficienza lungo i tuoi trail preferiti.

