Ape Piaggio e la storia di Sannicola: tra coincidenze fortunate e veicoli leggendari
SANNICOLA - Un coincidenza di eventi favorevole e il proprietario dell’Ape Piaggio, che aveva denunciato a Casarano il furto 24 anni fa, era infatti ottobre del 1987, ora potrà riavere finalmente il suo motocarro. Il quale è stato sorpreso nei locali delle Cantine Mega mentre rubava materiale ferroso per poi caricarlo sulla motoape, che aveva parcheggiato lungo una stradina limitrofa. Ed è così che dai controlli ai carabinieri è emerso che l’Ape era provento di furto, avvenuto in quel di Casarano nel 1987. Tutto il materiale rinvenuto è stato recuperato e restituito ai proprietari.
Nel frattempo, le descrizioni di veicoli d’epoca e moderni popolano la scena: la presenza di modelli come Smart fortwo coupe, la gamma Piaggio Ape e altri mezzi segnala una cultura automobilistica ricca di riferimenti storici e di mercato. La propensione all’acquisto e alla vendita di veicoli usati, insieme ad annunci su listini e rivenditori, rende evidente quanto l’Ape Piaggio segni simbolicamente la continuità tra passato e presente della mobilità leggera italiana.
La storia dell’Ape Piaggio si intreccia con la memoria di Casarano e di Sannicola, luoghi in cui la passione per i veicoli leggeri ha spesso mostrato la sua capacità di resistere alle trasformazioni economiche e sociali. L’Ape, nato nel dopoguerra per necessità, è diventato motore di piccole attività artigianali e commerciali, offrendo versatilità, economy e compattezza in un unico veicolo.
Origine e evoluzione dell’Ape Piaggio
Nel 1948 la Piaggio mise in commercio una vettura commerciale a tre ruote dai molteplici usi: nacque l’Ape, figlia del dopoguerra e delle ristrettezze economiche in cui versava l'Italia. La prima Ape fu identificata dalla lettera A e fu prodotta dal 1948 al 1952, spinta da un motore da 125 cc; la cabina era chiusa con portiere e manteneva il manubrio. Poi fu la volta dell'Ape B (1952-1956, 150 cc) e dell'Ape C (stessa cilindrata della B, 1956-1967).
L’Ape si evolve nel tempo: verso la fine degli Anni ’60 passa dall’avviamento manuale a quello con motorino, e appare anche in versione MP (Motore Posteriore), con il propulsore spostato dietro al conducente. Nel 1969 arriva l’Apino, con 50 cc, primo mezzo della gamma omologato come motociclo. Negli Anni ’70 l’Ape sfoggia due fari anteriori, introduce la variante Apecar e propone cabina più spaziosa e volante.
Oggi la gamma Ape comprende tre modelli distinti: Ape 50, Ape Classic e Ape Calessino. Tutti aggiornati, con omologazione Euro 4. L’Ape 50, spinto da un motore monocilindrico 4 tempi da 435 cc diesel, sviluppa circa 7,8 CV, cambio a quattro marce e velocità massima di 45 km/h. La lunghezza è di 3,15 metri, il passo di 2,1 metri, e la portata utile è di 750 kg.
Allestimenti, motori e prezzi
La gamma offre diverse varianti: Pianale, Cross, Furgone e “Business con Ape”, quest’ultimo un vero negozio mobile con una parte posteriore coperta; in apertura permette attività varie, dalla somministrazione di cibi agli interventi di manutenzione urgenti. Accanto all’Ape 50 c’è anche l’Ape Classic, riconoscibile per i fari anteriori più affusolati, parafango anteriore diverso e sospensione specifica. L’Ape Calessino, proposto anche nell’edizione speciale dedicata al Presidente della Repubblica, è tornato nel 2007 e nel 2017 ha subito un rinnovamento completo per renderlo più elegante e accattivante, con ruota di scorta posteriore e fanaleria originale.
Per dimensioni e prestazioni, l’Ape Classic è lungo circa 3,15 metri, con una portata utile di 750 kg; la variante Calessino si distingue per stile e utilizzi nei centri storici e nelle aree verdi. Il motore di base è un monocilindrico 4 tempi da 435 cc diesel, che eroga 7,8 CV e una coppia di 20 Nm, con cambio a quattro marce e velocità massima di 45 km/h. La versione standard è dotata di pianale e sedute adeguate alle esigenze di lavoro.
I prezzi dell’Ape partono da circa 4.400 euro e arrivano a circa 6.400 euro, IVA esclusa, a seconda della versione. In dettaglio, l’Ape 50 Pianale Fisso parte da 4.400 euro, la versione corta; la lunga con sponde in ferro raggiunge i 4.600 euro, mentre quella lunga con sponde in lega costa poco di più. La versione Cross si attesta intorno ai 4.600 euro, quella Furgone a circa 4.700 euro; l’Ape Classic si aggira sui 5.700 euro e l’Ape Calessino, disponibile in bianco, rosso o blu, costa circa 6.300 euro.
Impatto culturale e applicazioni pratiche
Economica, versatile, agile e affascinante, l’Ape Piaggio ha accompagnato generazioni di artigiani e professionisti italiani. Mezzo furgone e mezza Vespa, con tre ruote e manubrio, ha conservato l’agilità di uno scooter e la praticità di un veicolo commerciale compatto. L’Ape trova impiego anche al di fuori dell’Italia, attestando la sua longevità e la sua ampia gamma di allestimenti e utilizzi.
La memoria storica di veicoli come l’Ape si intreccia con episodi recenti di cronaca locale, dove controlli e furti hanno restituito assetti e ricordi ai legittimi proprietari. In questo contesto, l’Ape è più di un veicolo: è un simbolo di resilienza industriale, di design funzionale e di un’Italia capace di reinventarsi mantenendo radici nel patrimonio tecnico ed artigianale.

LA STORIA DELL'APE | Storie Motoristiche #1
La storia racconta anche come l’evoluzione tecnologica abbia dato all’Ape nuovi allestimenti e nuove possibilità: dal classico cassone al modello Business con spazio espositivo, fino all’Ape Calessino che celebra momenti sociali e festività, rendendolo adatto a contesti turistici e a eventi speciali nei centri storici.
Riferimenti storici e fatti chiave
| Modello | Cilindrata | Tipo | Versatilità | Prezzo indicativo |
|---|---|---|---|---|
| Ape 50 Pianale | 50 cc | Gasolio/4 tempi | Furgone, Cross, Pianale | 4.400-4.6k |
| Ape Classic | 435 cc | Diesel | Confort e robustezza | 5.7k |
| Ape Calessino | 435 cc | Diesel | Eleganza, turismo storico | 6.3k |
In sintesi, l’Ape Piaggio resta un simbolo di economia, funzionalità e stile, capace di abbinare la praticità di un veicolo commerciale a un carattere distintivo che ha attraversato decenni di storia industriale italiana.
