Andrea Grisa, detto “Lisco”: pioniere dello snowboard italiano, maestro e incidente fatale in bicicletta
Andrea Grisa, 62 anni, era ritenuto un guru italiano dello snowboard e tra i primi a cimentarsi in questa disciplina, arrivata in Italia dagli Stati Uniti agli inizi degli anni Ottanta. Andrea, nato a Bardonecchia, iniziò la sua nuova passione destreggiandosi sulle discese innevate dell’alta Valsusa, diventando un punto di riferimento assoluto per atleti e appassionati.
Le sue capacità lo portarono a ricoprire ruoli di rilievo: fu Commissario Tecnico della Nazionale italiana di snowboard fino alle Olimpiadi di Torino 2006 e contribuì all’organizzazione delle gare disputate sulle nevi del Melezet. Pur non definendosi agonista, divenne consulente tecnico del campione Andrea “Matiu” Matteoli, accompagnandolo alla conquista di titoli europei, coppe del mondo e nazionali. Successivamente fu allenatore della Nazionale Italiana di snowboard, guidando gli azzurri ai Giochi Olimpici di Nagano (1998) e Salt Lake City (2002).
Rivestì poi il ruolo di allenatore capo fino alle Olimpiadi di Torino 2006, evento in cui contribuì all’organizzazione delle gare di snowboard. Dopo aver lasciato i ruoli ufficiali, Lisko non abbandonò però la montagna: continuò a insegnare come Maestro della Scuola Sci & Snowboard Les Arnauds, rimanendo attivo come Istruttore Nazionale Onorario. Oltre all’impegno sportivo, Andrea era anche appassionato musicista: la chitarra elettrica accompagnava spesso le sue esibizioni nei bar e pub di Bardonecchia, come Arsura e Impatto, durante concerti dal vivo.
La bicicletta rappresentava un’altra grande passione: a settembre 2024, mentre si allenava per la corsa agonistica “Eroica”, una caduta gli fu fatale. Dopo diversi mesi difficili, si è spento, lasciando la compagna Manuela, il fratello Guido e il nipote Stefano. Lisko è mancato sabato 26 luglio, a dieci mesi dal gravissimo incidente che lo aveva coinvolto nel settembre scorso.
Classe 1963, Grisa è stato uno dei pionieri dello snowboard in Italia: già nei primi anni Ottanta iniziò a sperimentare tra i primi sciatori in Italia la tavola da snowboard sulle discese innevate dell’alta Valsusa, contribuendo attivamente alla diffusione e all’evoluzione della disciplina. Pur non definendosi agonista, divenne consulente tecnico del campione Matteoli, accompagnandolo verso successi europei e nazionali. Nel tempo libero amava suonare la chitarra elettrica, testimonianza della sua poliedrica personalità.
Grisa lascia la compagna Manuela, il fratello Guido e il nipote Stefano. Bardonecchia piange una grande perdita per il mondo degli sport invernali e dello snowboard italiano: un modello di dedizione, innovazione e passione per la neve e per la musica.
La carriera e l’eredità di Lisko
Andrea Grisa fu tra i primi a portare la tavola da snowboard in Italia, contribuendo in modo fondamentale alla diffusione e allo sviluppo di questa disciplina. Maestro di sci e snowboard, dedicò gran parte della sua carriera alla crescita del movimento, allenando la squadra azzurra fino al 2006 e partecipando a Olimpiadi memorabili. Nel frattempo coltivava anche la musica, suonando la chitarra elettrica e partecipando a spettacoli dal vivo con la sua personalità calorosa e libera.
La sua figura rimane un punto di riferimento sia per la tecnica sia per lo spirito autentico della neve, libero come era lui. Dalla gestione tecnica delle squadre alle aule di didattica sportiva, la sua influenza continua a essere ricordata da atleti e appassionati, che lo considerano un vero pioniere e guru del movimento.
- Origini e primi passi nello snowboard in Italia durante gli anni ’80.
- Ruoli di allenatore e Commissario Tecnico della Nazionale fino al 2006.
- Impegno didattico e musicale, elementi distintivi della sua persona.
- Incidente in bicicletta nel settembre 2024 e perdita avvenuta a luglio 2025.
Dal punto di vista personale, Grisa era noto per la sua passione verso la musica, la neve e la bicicletta, tre nuclei che definivano la sua vita pubblica e privata. La sua memoria resta viva tra chi lo ha conosciuto come Maestro e come mentore, nonché come protagonista della storia dello snowboard italiano.

