Rigenerazione dell’ex area Aermacchi di via Sanvito Silvestro: storia, identità e futuro integrato tra musei, archivi Leonardo e parco Volandia
Approvato il protocollo d'intesa tra Comune e Fondazione Leonardo per l'area di via Sanvito. Non solo centri sportivi, negozi e residenze: la rigenerazione dell’ex area Aermacchi di via Sanvito Silvestro avrà un cuore pulsante fatto di storia e identità. La novità più suggestiva riguarda la possibile ricollocazione di un velivolo storico: l’MB-326, attualmente posizionato nella rotatoria della SP1 a Buguggiate. La toponomastica cittadina si arricchirà di nuovi riferimenti storici. L’ex Aermacchi non sarà un’isola isolata, ma entrerà a far parte di un sistema culturale museale integrato che comprende gli archivi storici di Leonardo e il parco museo di Volandia.
Nella giornata di oggi, sabato 29 giugno, sul muro esterno dell’area in cui sono partiti da alcuni mesi i lavori, è apparso uno striscione posizionato da alcuni residenti di Masnago preoccupati dal brusco stop che ha subito l’intervento di rigenerazione in seguito alle ultime indicazioni giunte dalla Soprintendenza. “La riqualificazione mette le ali. Non tarpatele”: questo il messaggio scritto su un lenzuolo bianco. Qualche novità, dopo che la proprietà ha deciso di bloccare temporaneamente i lavori, potrebbe giungere dall’incontro in programma settimana prossima a cui parteciperanno tutte le parti coinvolte: Comune, operatore e Soprintendenza.
Ex Aermacchi, il Comune: «Avanti con l’intervento» Quando si ammirano le figure disegnate nel cielo dalle Frecce Tricolori, sappiate che c’è dentro un pezzo di industria varesina. L’azienda forniva già componenti all’Aermacchi (oggi Leonardo) per l’MB339, l’aereo da addestramento che fu scelto all'inizio degli anni Ottanta per equipaggiare le Frecce Tricolori, che prima usavano il Fiat G91 (il tipo di aereo monumentato a Gallarate in viale Milano).
Come funziona il sistema? Essenzialmente pompa liquido colorante «nello scarico del motore e questo genera il fumo delle strisce colorate» spiega l’ingegner Ermanno Fossa, direttore tecnico e business development della Secondo Mona. Esigenze molto specifiche, in parte superate dalla successiva evoluzione tecnologica: «Oggi si usano liquidi meno impattanti sui componenti e anche sull’ambiente» continua l’ingegnere Fossa. «Si usano coloranti simili a quello dei comuni carburanti per autoveicoli».
Esistono altre pattuglie equipaggiate con impianti fumogeni “made in Somma”? Le componenti aeronautiche sono difficilmente “standardizzabili”: ogni pezzo è progettato specificamente per un particolare tipo di aereo.

Il nuovo assetto integrato punta a valorizzare la memoria industriale e a offrire un modello di quartiere vivo, in cui spazi pubblici, residenze e servizi si intrecciano con percorsi espositivi e archivi storici.
Il restauro del MB 326
La presenza di velivoli storici e di archivi legati al vettore Leonardo potrebbe creare un flusso di visitatori interessati al passato industriale varesino, stimolando un dialogo tra storia, tecnologia e comunità locale.
Connessioni tra memoria industriale, musei e parchi tematici
Il progetto prevede l’ingresso dell’ex Aermacchi in un sistema museale integrato che comprende gli archivi storici di Leonardo e il parco museo di Volandia. Questo approccio consente di collegare la memoria della fabbrica con strumenti di conservazione, narrazione e didattica per le scuole e i cittadini.
La presenza di Frecce Tricolori nella memoria cittadina è indicativa: lavorare sulla rigenerazione significa anche offrire nuove chiavi di lettura per la storia industriale della zona e per le competenze tecniche maturate nel contesto varesino.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Area | Via Sanvito Silvestro, ex Aermacchi |
| Obiettivo | Rigenerazione urbana con musealizzazione integrata |
| Collegamenti | Fondazione Leonardo, Volandia, archivi Leonardo |
| Velivolo storico | MB-326 possibile ricollocazione |
