Sellino bici sdoppiato: innovazione, ergonomia e scelta consapevole
La sella della bici è uno degli elementi più complicati con cui il ciclista deve avere a che fare. Rappresenta non solo la sua principale interfaccia con il terreno, ma anche il punto da cui imposta il movimento rotatorio delle gambe. Deve perciò essere comoda e non causare disagi, soprattutto per chi fa della bicicletta un uso intensivo. La forma della sella è un perfetto esempio di ergonomia, dove cioè la forma segue la funzione: nel suo caso i punti di appoggio sono soltanto i glutei e il perineo, proprio per lasciare lo spazio alle gambe di ruotare verso il basso. Ma è davvero la forma migliore possibile? Non è detto, ed è inutile nascondere che un problema comune tra i ciclisti è il disagio causato dai seggiolini tradizionali. Si, è vero che con il giusto abbigliamento si mitiga molto il problema, ma i tempi sono cambiati e, per fortuna, molte persone utilizzano la bici con abiti casual per andare al lavoro.
Proprio senza precedenti in realtà no, perché un nostro conterraneo, l’architetto friulano Aureliano Pasqualini, anni fa propose un modello di sella che a suo modo rimetteva in discussione la forma a cui tutti siamo abituati. I punti d’appoggio erano in questo caso molto concentrati sugli ischi grazie a un meticoloso studio sull’inclinazione dello strano telaio e dei cuscinetti; inoltre il “naso” veniva eliminato per scongiurare eventuali problemi alla zona perineale dovuti alla costante pressione. Con vabsRider possiamo dire di vedere concretizzata una sella simile a quella Pasqualini ma tecnologicamente più avanzata sotto il profilo del comfort. Come l’architetto friulano, anche Robin Macan, l’ingegnere australiano padre di questa invenzione, nel 2016 cominciò ad accarezzare l’idea di eliminare il disagio provocato dalle sedute tradizionali, sviluppando così una sella capace di muoversi letteralmente insieme al ciclista.
Il segreto del vabsRider sta nel suo design unico caratterizzato da una separazione centrale. Contrariamente alle selle tradizionali, dispone di due corpi separati su cui appoggiare i glutei e che si muovono indipendentemente tra loro. Questa caratteristica permette a ciascun lato della sella di ruotare synchronizzandosi con il movimento della gamba, offrendo una guida dinamica e reattiva. La rotazione indipendente consente alla sella di adattarsi perfettamente alle articolazioni dell’anca durante la pedalata, riducendo la pressione sulle ossa del sedile e distribuendo il peso in modo uniforme lungo i femori. Il risultato? VabsRider viene fornito con un reggisella specifico che include viti di fissaggio per una facile regolazione. Questo permette di personalizzare la posizione e l’altezza del sedile, assicurando la possibilità di raggiungere la configurazione di guida ottimale per il massimo comfort e prestazioni.
Oltre a queste regolazioni, vabsRider consente anche di modificare l’angolazione e la larghezza della sella (una possibilità del tutto inedita e utile soprattutto alle donne), garantendo un adattamento perfetto al corpo del ciclista. Il comfort di una sella è di fondamentale per garantire una pedalata piacevole e sicura. Nel corso del tempo ci sono stati numerosi tentativi per migliorare questo aspetto, alcuni anche piuttosto bizzarri come la forse poco celebre Sweet Saddle che, grazie a un sistema di ventilazione elettronico, permetteva al ciclista di scegliere se sedersi sul caldo o il freddo, migliorando (teoricamente) il comfort termico durante la pedalata.
Il design delle selle è stato poi sperimentato anche in base al genere sessuale, con modelli specifici per le donne che offrono una seduta più larga e imbottita. Accessori come gli ammortizzatori sottosella poi, come il SR Suntor o quelli a molla, sono essenziali per rendere la pedalata più fluida anche sui troppo frequenti fondi irregolari, assorbendo gli urti e riducendo la fatica. Nonostante sia un prodotto non ancora sul mercato e di cui si possono ottenere altre informazioni soltanto chiedendo direttamente al produttore sul sito ufficiale, vabsRider rappresenta un significativo passo avanti nel design delle selle per bici. Con il suo particolare funzionamento, la rotazione indipendente e le caratteristiche personalizzabili, offre un comfort senza precedenti che potrebbero apprezzare soprattutto i ciclisti urbani, chi ha problemi alle anche e chi non pratica regolarmente attività in bicicletta. In combinazione con altri sistemi come degli ammortizzatori posteriori di qualità, con la sella vabsRider i ciclisti possono godere di un’esperienza di guida comoda quasi al 100%.
Uno dei componenti che possono davvero fare la differenza quando si pedala per molte ore è la sella bici: scegliere quella giusta può cambiare il comfort che si prova durante le escursioni o i viaggi. Nel corso degli anni ho visto un sacco di gente con ogni genere di sella e sperimentato molte tipologie anche personalmente. Purtroppo, come spesso accade, non esiste una sella universalmente perfetta per ognuno di noi. I fattori che influenzano la nostra comodità sono molti e per questo la scelta va fatta con cura. Il titolo di questo articolo, lo so, è fatto principalmente per attrarre e se sei qui ha ottenuto il suo scopo. Ma, come spesso accade quando si parla di bicicletta, non esiste una soluzione perfetta in termini assoluti. Ognuno di noi ha caratteristiche fisiche diverse che infulenziano il nostro comfort in sella. Ognuno di noi ha una diversa flessibilità, una diversa posizione di pedalata, una diversa larghezza delle ossa ischiatiche.
I principali problemi dovuti ad una sella non adatta o a una posizione in bici scorretta sono legati alla presenza di nervi ed arterie nella zona perineale. Essi vengono compressi nello svolgimento dell'attività ciclistica, riducendo il flusso sanguigno e di conseguenza l'apporto di ossigeno ai tessuti vicini. In generale la pressione sul perineo anteriore è maggiore per chi utilizza bici da corsa o da cronometro e il dolore è più frequente nelle donne rispetto agli uomini. Un altro problema frequente tra i ciclisti è la formazione di piaghe nella zona del pube, dovute al continuo attrito tra pelle e sella. La propria attività in bici influenza in maniera decisiva anche la propria posizione in sella e di conseguenza la zona di contatto con la stessa.
Lo scopo principale di una sella è quello di minimizzare le zone di pressione e per questo, a seconda della propria attività, vi sono forme, curvature e dimensioni differenti. Come detto in precedenza, le considerazioni fatte sulla posizione e sulla tipologia di attività sono valide ma ognuno di noi ha una fisionomia differente e dovrà tenerne conto nell'acquisto della sella. Uno dei fattori da considerare è proprio la larghezza delle ossa ischiatiche. La sella bici che si dovrà scegliere dovrà avere una larghezza tendenzialmente di 15-20mm più grande della nostra larghezza di bacino. Come puoi notare in questo caso si distinguono tre posizioni, dalla più areodinamica alla più comoda e più si terrà una posizione eretta in bici, più la sella adatta sarà larga.
Umidifica con qualche spruzzata di acqua la carta assorbente e appoggiala su una seduta dritta e rigida e quindi posizionati sopra il foglio di carta. Spogliati e siediti sopra al foglio per qualche minuto con le gambe leggermente rialzate come nella figura sopra, esercitando una forte pressione, in modo da produrre un calco umido sul foglio con le due protuberanze ischiatiche. La flessibilità del nostro corpo è un altro elemento fondamentale da considerare e da investigare, anche frequentemente, nell'arco della propria "vita ciclistica". Più flessibilità, in breve, significherà una maggior capacità di sfruttare le ossa ischiatiche e quindi una minor pressione su nervi e arterie. Viceversa, minor flessibilità causerà un movimento del bacino in avanti che porterà a una maggior pressione sulla zona pelvica. Non ne ho parlato fino ad ora ma sono due elementi fondamentali della comodità in bici.
Il posizionamento corretto della sella, sia in altezza che in relazione ai pedali e al manubrio, è fondamentale per non soffrire di problemi lombari o al soprasella. Potrai avere la miglior sella o la sella più adatta a te, ma se la sua posizione sarà errata non raggiungerai mai il comfort che cerchi. Quando si inizia ad andare in bici, si pensa subito alla sella e si cerca quella più morbida e soffice possibile. Per chi viaggia in bici questo è, a mio parere, un grosso errore. Più si resta in sella e minore dovrà essere l'attrito con la zona pelvica. Di conseguenza una sella morbida che permette molti movimenti è deleteria... molto meglio una sella rigida o semirigida. Lo scafo o forma della sella. Può essere realizzato in plastica, carbonio o altri materiali capaci di assorbire lo stress e le vibrazioni. L'imbottitura è la parte della sella bici che garantisce il comfort al ciclista. La copertura è la parte più esterna della sella.
La classicissima dell'azienda inglese Brooks B17 è per certo una sella bici molto amata dai viaggiatori a due ruote per qualità, forma e anche estetica. Si dice che per i primi 300 km di utilizzo, il tempo necessario a dar forma al cuoio, si soffrano le pene dell'inferno. Vero l'ha montata sulla sua Trek 920 e sembra davvero soddisfatta dell'acquisto. La Brooks C17 non è in cuoio come la sorella, ma in nylon e quindi non richiede le cure del modello classico di casa Brooks. Il peso della sella è simile a quello della B17, mentre il design si presenta accattivante. Questo modello Prologo Sattel NDR dedicato al trekking e al cicloturismo ha un peso davvero irrisorio per i maniaci dei grammi. Il modello Aliante R3 della Fizik è il più largo proposto dal brand di casa Selle Royal e ha una particolarità che verrà apprezzata da tanti: la forchetta in Kium che garantisce leggerezza. La sella da trekking Sportourer FLX Gel, venduta anche in versione lady, è prodotta dall'azienda Selle Italia ed è uno dei prodotti più economici in questo elenco di selle adatte al cicloturismo. La sella Era dell'azienda veneta San Marco è un prodotto adatto al viaggio, ma non solo. Con un'imbottitura generosa, la copertura in silkfeel, il telaio in manganese e il foro centrale, può essere utilizzata in ogni disciplina ciclistica a patto che non sia un problema il peso di 384 g. Presente sul mercato sia in versione femminile che maschile, la sella per bici Bontrager Sport Bike è fornita di una copertura idrorepellente e, grazie alla presenza di una lunga scanalatura, migliora la protezione dei tessuti molli a contatto. L'azienda di Taiwan tra le tante selle produce anche questa Fabric Scoop Elite Shallow con copertura impermeabile e binari cromati da 7 mm. Con un'imbottitura media, sembra adeguata ad affrontare anche lunghi viaggi in bici per il mondo. Si trova solo in versione nera e ha un peso di 266 g. Ho iniziato a usare una sella del brand americano da pochissimo ed è stato amore a prima pedalata. La Rivet Indipendence è una sella in cuoio proposta in cinque differenti colorazioni, con il buco centrale o senza, con i binari in titanio o acciaio... insomma con questo prodotto si cerca di trovare una soluzione per qualsiasi cicloturista. La sella pesa 485 g con i binari in acciaio Cromoly e 360 g in titanio ed esteticamente a mio parere è proprio graziosa. La sella bici Rocket della WTB è presente sul mercato in diverse versioni tra le quali anche quella in acciaio. E tu, quale sella da bici utilizzi per i tuoi itinerari e viaggi per il mondo?
Gli unici casi in cui potrebbero esserci problemi è con le bici con il portapacchi. Per quanto riguarda il confort credo dipenda molto dall’altezza di chi deve sedersi sulla seconda sella, lo spazio tra la seduta e le pedane non è molto molto quindi le persone alte potrebbero essere un po’ scomode. Il prezzo invece può lasciare spazio a vari punti di vista in base a quanto si è speso per la bicicletta. Chi ha una bici da 100-150€ potrebbe vedere una spesa di circa 80€ della sella supplementare esagerata.

Selle con il buco: uno degli argomenti più dibattuti, più confusi e meno chiari del mondo del ciclismo. Cerchiamo di fare chiarezza. Indice: Selle con il buco: a cosa servono? Cosa significa stare bene in sella; Selle con il buco: quando servono e quando no; Selle con il buco: quando sceglierle. Selle con il buco: a cosa servono? Le selle con il buco sono state progettate e sponsorizzate per scaricare la parte genitale e soprattutto quella prostatica negli uomini. Non avete idea di quanti ciclisti si rivolgono a noi per chiederci quale sia la miglior sella “antiprostata”. Partiamo dal fatto che le selle “antiprostata” non esistono.
Per cui le selle con il buco non hanno il compito di salvaguardare dalla prostatite, poiché tale patologia non ha correlazione con il ciclismo. Le selle con il buco servono per scaricare la pressione frontale, ovvero quella concentrata nella zona perineale, soprattutto nelle posizioni più aggressive. Maggiore è il dislivello sella-manubrio e maggiore sarà la flessione del tronco del ciclista, che dovrà piegarsi in avanti notevolmente per poter raggiungere le leve. Questa condizione manda in antiversione il bacino, con conseguente rotazione in avanti di tutta la pelvi e un maggior carico sulla parte genitale. Il buco è pensato per dare più agio alla zona genitale e ridurre quindi l’incidenza di patologie da compressione.
Cosa significa stare bene in sella? Vuol dire avere un corretto supporto ma soprattutto una corretta distribuzione delle pressioni. Più che il valore di pressione è importante controllare la distribuzione delle pressioni. Capire quanta pressione il ciclista pone sulla tuberosità destra e sinistra e quanta sulla parte frontale di sella e per quanto tempo viene mantenuta. Valutare la posizione in sella.
Il dolore o il fastidio in sella è un problema molto comune nei ciclisti. In uno studio presentato al convegno mondiale di urologia si è visto che l’incidenza dell’addormentamento era maggiore nel caso in cui la pressione era di minore entità ma erano aumentati i sobbalzi. Per questo è fondamentale valutare la distribuzione della pressione con un sensore apposito per capire come cambia il movimento del bacino a diverse intensità e frequenze di pedalata. I micro-traumi sulla sella possono condurre più facilmente ad addormentamento rispetto a una pressione mantenuta costante nel tempo.
Selle con il buco: quando servono e quando no. Perché scegliere una sella con il buco? Ecco alcuni casi: avete una storia famiglia di prostatite o voi stessi ne avete sofferto; la pressione anteriore è molto elevata per via di una posizione di sella aggressiva e soffrite di addormentamento perineale. In tutti gli altri casi invece non è per forza necessario usare una sella con il buco. Ricordatevi sempre una delle massime più importanti della biomeccanica: “La sella conta per il 20%, l’80% lo fa come la posizioni”. Per trovare al meglio la propria posizione ci si deve rivolgere a un biomeccanico professionista. Se volete avviare una vostra attività come biomeccanico, Bikeitalia ha realizzato il “Masterclass in biomeccanica del ciclismo”.
Derivata del reciproco di una funzione - dimostrazione
Infine, una riflessione sui costi e sulla praticità: i prezzi delle selle possono variare molto a seconda della marca e dei materiali. Alcune selle sono pensate per cicloturismo e viaggi, altre per uso urbano o sportivo. L’importanza è trovare una sella che permetta una distribuzione delle pressioni efficace e una posizione corretta, tenendo conto delle proprie caratteristiche fisiche, della flessibilità e delle abitudini di pedalata.
