Distanza tra San Polino e Ponte San Marco: storia, reperti e memoria di un territorio
La presenza di un consistente insediamento dell’età del Bronzo e dell’età del Ferro esteso su un dosso lungo la riva del fiume Chiese a Ponte San Marco rimase ignota per lungo tempo, finché nel 1990 i lavori di sterro per una piazzola intersezione con via Santi Faustino e Giovita portarono alla luce il deposito archeologico. Da allora i successivi scavi hanno delineato un abitato di vaste proporzioni, fondato nel Bronzo recente e perdurante fino alla prima età del Ferro, con un impianto regolare orientato NNW-SSE.
Longo asse di questa sistemazione erano disposte le case di forma rettangolare, contrassegnate dalla sequela di buchi di palo perimetrali e dai lembi dei piani pavimentali dei focolari. Sotto i resti dell’abitato si evidenziarono anche reperti relativi a un insediamento più antico, sviluppatosi sul medesimo colle nella media età del Bronzo. Ma tale insediamento, a sua volta, si inseriva in un luogo già frequentato in epoche paleolitiche e neolitiche, testimoniando un uso reiterato del sito motivato dalla dislocazione strategica lungo la riva del Chiese.---
Secondo le evidenze disponibili, la configurazione del sito e l’occupazione si possono interpretare come una continuità di presenze umane fin dalle prime metallurgie, consolidata nella prima età dei metalli. La parte del deposito archeologico non interessata da opere edilizie venne sigillata con una pavimentazione rimovibile, a indicare una fase successiva di tutela e di scavo mirato.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Ponte San Marco fu bersaglio di bombardamenti estremamente distruttivi: i ponti stradali e ferroviari furono oggetto di numerose ondate di fuoco, con circa 20.000 bombe indirizzate agli obiettivi principali e alle abitazioni. Le chiese subirono danni modesti, mentre il Palazzo Romanelli, noto come la "Casa delle Bombe", rimase relativamente intatto. Il segnale dei bombardamenti fu dato il 26 luglio 1944 da un razzo su una ferrovia, e tra il 3 agosto e il 15 ottobre furono colpite diverse infrastrutture urbane e rurali, inclusi i ponti e la rete ferroviaria Milano-Venezia.
La popolazione fu costretta all’esodo, e la ripresa dei bombardamenti avvenne con maggiore intensità nel corso dell’autunno e dell’inverno, culminando nel febbraio 1945 con il bombardamento che polverizzò una contrada. Nei giorni successivi, a seguito della ritirata tedesca, i cacciabombardieri americani colpirono di nuovo i ponti ferroviari, ma il 27 aprile 1945 arrivò finalmente l’avanzata delle colonne di carri armati americani, segno inequivocabile della liberazione.
Per una sintesi degli elementi toponomastici e storici, consultare i riferimenti come l’AA. VV., Dizionario di toponomastica e l’accesso a Ponte San Marco su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
Trasporto e distanza: come stimare la distanza tra San Polino e Ponte San Marco
La distanza tra San Polino e Ponte San Marco può essere stimata lungo percorsi che seguono il corso del fiume Chiese, considerando l’orientamento dei rilievi e dei tracciati storici. In base ai dati archeologici e al tratto pianeggiante della zona, la distanza pedonabile tra i due centri può essere valutata in modo realistico tramite una combinazione di sentieri storici, vie di attraversamento e tratti di rete stradale odierna.
Va tenuto conto che la scelta del tracciato dipende dall’obiettivo: se si tratta di una visita orientata alla comprensione degli insediamenti antichi, è consigliabile mantenere un itinerario che percorra l’asse NNW-SSE interpretato dagli scavi, con soste ai punti di maggiore rilevanza archeologica lungo la riva del Chiese. In alternativa, per una visita più panoramica e naturalistica, si possono includere tratti lungo il corso d’acqua per apprezzare la relazione tra insediamento e paesaggio fluviale.
Possibili percorsi consigliati
- Percorso storico-archeologico: partenza da Ponte San Marco, attraversando aree urbane verso i siti sigillati e le testimonianze della fase Bronzea, con sosta ai livelli di fondazione e ai focolari ritrovati lungo l’asse NNW-SSE.
- Percorso naturalistico lungo il Chiese: camminata che segue la riva, integrando viste sul paesaggio e sull’antica funzione strategica del dosso per la difesa e il controllo del corso d’acqua.
- Percorso panoramico tra antichi insediamenti: traversata tra le aree di frequentazione paleolitica e neolitica, per comprendere la continuità di uso del territorio nel tempo.
Per una migliore comprensione, è utile integrare la visita con materiale grafico: planimetrie degli insediamenti, sequenze stratigrafiche e mappe delle fasi di occupazione, che possono essere collegate alle testimonianze archeologiche riportate nei rilievi storiografici.

