Pompa di eparina portata a 50cc: uso, modalità e sicurezza
L’eparina è un farmaco che serve a mantenere il sangue fluido ed evitare che si formino dei coaguli. Sono disponibili diversi tipi di eparina. Le modalità di somministrazione sono tramite iniezione sottocutanea o endovenosa, in regime ospedaliero. Eparina a cosa serve? Tuttavia, la formazione di coaguli all’interno del sistema cardiocircolatorio è un fattore di rischio estremamente alto per il paziente.
Quali sono gli effetti collaterali dell’eparina? Anche l’eparina può causare alcune complicazioni, come per esempio quelle dovute all’interazione con altri farmaci. In particolare sono note interazioni non positive con gli antinfiammatori, con cui gli effetti anticoagulanti vengono accentuati. Durante l’esame anamnestico o in ospedale è importante che il paziente renda nota al personale medico la sua situazione clinica presente e pregressa, tutti i farmaci assunti nelle ultime settimane.
Il fatto che l’eparina renda il sangue più fluido è un fattore di estrema importanza da considerare nel caso di ferite. La ridotta capacità di coagulazione del sangue ostacola il rimarginamento delle ferite.
Iniezioni di eparina: dove, come e precauzioni
Come e dove si fanno le iniezioni di eparina? Le iniezioni di eparina sono sottocutanee. alcune siringhe di eparina sono dotate di un sistema di sicurezza per prevenire le punture accidentali da ago dopo l’iniezione. Dopo aver terminato l’iniezione ed estratto l’ago dalla pelle, allontanare l’ago da sé stessi e da altre persone e premere nuovamente con forza sul pistone per attivare il sistema di sicurezza: un manicotto di protezione coprirà automaticamente l’ago. Gettare la siringa e i batufoli di cotone in un contenitore dedicato in plastica dura.
Se non lo si possiede si può usare una bottiglia vuota in plastica dura. Il contenitore va poi smaltito secondo il regolamento del proprio Comune (solitamente con secco non differenziato). Va fatta particolare attenzione a non sovradosare l’eparina. Prevenire la trombosi venosa profonda (TVP) e il conseguente rischio di embolia polmonare. Puoi fare l’iniezione sulla pancia (ad almeno 5 centimetri di distanza dall’ombelico), sulla coscia o sulla parte superiore del braccio. Evita di effettuare l’iniezione sempre sullo stesso sito. Effettua, inoltre, l’iniezione lontano da drenaggi, ferite chirurgiche, cicatrici e smagliature. Non rimuovere la bolla d’aria presente nella siringa. Prendi la pelle tra il pollice e l’indice formando una piega di pelle che sporge e inserisci tutto l’ago a 90°, verticalmente o a 45°. Rimuovi con attenzione l’ago dal sito di iniezione, tenendo completamente premuto lo stantuffo. Metti le siringhe e gli aghi usati in un contenitore rigido e chiuso. Eviterai di pungerti o che altri si pungano.
Macchie bluastre/giallastre (ematomi) attorno al sito di iniezione. Mal di testa, dolore, gonfiore, arrossamento, calore nel sito di iniezione, qui le vene superficiali possono apparire più gonfie. Possono inoltre manifestarsi: prurito, rossore, orticaria, emorragia. Trombocitopenia, trombocitosi e aumento dei valori di alcuni enzimi del fegato. Durante i viaggi lunghi fermati più volte per una breve passeggiata. Avverti sempre il tuo medico se prendi o intendi prendere altre medicine (anche da banco) o prodotti erboristici o integratori.
Indicazioni e uso delle eparine a basso peso molecolare (EBPM)
L’enoxaparina è un’eparina a basso peso molecolare (EBPM) molto usata nella pratica clinica. Le indicazioni terapeutiche sono: trattamento della trombosi venosa profonda (TVP) in presenza o meno di embolia polmonare; trattamento delle patologie coronariche: angina instabile, infarto del miocardio non-Q o infarto con sopraslivellamento del tratto ST; profilassi del tromboembolismo venoso nei pazienti che affrontano interventi chirurgici e in pazienti non chirurgici a rischio di TVP; prevenzione degli episodi di coagulazione durante lo svolgimento della terapia emodialitica.
L’utilizzo delle eparine a basso peso molecolare viene anche suggerito nella profilassi antitrombotica nel paziente con fibrillazione o flutter atriale sottoposto a cardioversione, va ricordato però che in Italia non è registrata questa indicazione per cui il loro impiego nella profilassi del cardioembolismo si configura come “off-label”, come evidenziato anche dalle linee guida della SISET del 2008 (Società Italiana per lo Studio dell’emostasi e della Trombosi), e richiede il rispetto della normativa vigente.
Caratteristiche delle EBPM
L’EBPM è più sicura, efficace e maneggevole rispetto all’eparina non frazionata (UFH) nel trattamento del tromboembolismo venoso e si associa a una minore incidenza di recidiva di trombosi, sanguinamenti o decessi. L’EBPM ha una risposta anticoagulante prevedibile, è somministrata in dosi fisse, in base al peso corporeo e alla funzione renale, e solitamente non necessita di un monitoraggio. Peraltro il monitoraggio dell’attività delle EBPM non è semplice, comunque il dosaggio dell’attività anti-Xa è il metodo più usato negli studi scientifici e nei reparti clinici. Le EBPM sono farmaci a escrezione renale e senza un efficace antidoto, per cui in pazienti con insufficienza renale sussiste il rischio di sovradosaggio e di successivo sanguinamento.
L’uso nell’insufficienza renale
Numerosi studi hanno evidenziato che l’insufficienza renale cronica è molto frequente nella popolazione, in particolar modo nei pazienti più anziani. L’analisi della NHANES ha rilevato che nella popolazione tra i 65 e i 79 anni d’età la prevalenza dell’insufficienza renale cronica di stadio 3 e 4 è superiore al 20%, ed è ancora maggiore nella popolazione più anziana. In pazienti con insufficienza renale grave l’aumento delle emorragie maggiori è stato rilevato anche nei pazienti con insufficienza renale di grado moderato. È stata evidenziata una correlazione lineare tra clearance della creatinina e attività anti-Xa dopo la somministrazione per più giorni di enoxaparina a dosaggio terapeutico, con un significativo incremento dei valori anti-Xa nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min. Una revisione del 2009 indica che la clearance della creatinina è stata calcolata con la formula di Cockroft-Gault. Va fatta una valutazione della funzionalità renale in tutti i pazienti che ricevono dosi terapeutiche di EBPM e che è necessaria una riduzione dei dosaggi dell’enoxaparina nei pazienti con insufficienza renale grave e moderata; inoltre il monitoraggio dell’attività anti-Xa può ridurre il rischio di sanguinamenti. Un studio su 98 pazienti anziani ha mostrato che un aggiustamento empirico dei dosaggi è associato a un basso rischio di aumento di attività anti-Xa. Alcuni autori suggeriscono una riduzione del dosaggio in determinate condizioni, mentre in altre situazioni non è raccomandato.
Altre raccomandazioni e considerazioni
Nella profilassi del tromboembolismo venoso una riduzione di dosaggio a 30 mg al giorno dovrebbe esser fatta solo nei pazienti con insufficienza renale grave, mentre nell’insufficienza lieve-moderata non vi è necessità di aggiustamenti; l’uso prolungato per più di 10 giorni in pazienti con clearance della creatinina 30-60 ml/min può richiedere il dosaggio dell’attività anti-Xa; pochi dati sul trattamento del tromboembolismo venoso indicano differenze di dosaggio in base alla clearance della creatinina. L’analisi comprende riferimenti a linee guida e studi clinici che discutono l’off-label e le condizioni di prescrizione.
Le indicazioni, controindicazioni, monitoring e gestione dell’eparina sono complesse e richiedono sorveglianza continua, soprattutto in popolazioni diari e pazienti con alterata funzione renale o epatica. Nei pazienti con trombocitopenia indotta dall’eparina (HIT) è necessario interrompere l’eparina e valutare alternative terapiche. Il monitoraggio include conteggio delle piastrine e test di coagulazione come aPTT, tempo di trombina, tempo di tromboplastina parziale attivata. Le interazioni con altri farmaci e condizioni cliniche possono aumentare il rischio di emorragie o ridurre l’efficacia dell’anticoagulazione.
Interazioni farmacologiche e avvertenze
Interazioni con antinfiammatori non steroidei possono potenziare l’effetto dell’eparina. L’infusione contemporanea di nitroglicerina richiede controlli ravvicinati del PTT e aggiustamenti della dose. L’eparina può alterare la farmacocinetica di alcuni farmaci come lidocaina, propranololo e diazepam; con diidroergotamina può potenziare l’effetto. L’associazione con corticoidi può aumentare il rischio di emorragie gastrointestinali. Gravidanza, allattamento e fertilità richiedono valutazioni specifiche: l’eparina non attraversa la barriera placentare, ma esistono rischi associati al trattamento durante la gravidanza. In allattamento, l’eparina non viene escreta nel latte, ma si raccomanda prudenza. I controlli piastrinici e la valutazione di coagulazione sono particolarmente importanti in gravidanza, anziani e pazienti trattati con altri farmaci che influenzano la coagulazione.
Sovradosaggio e gestione delle emergenze
Il sovradosaggio di eparina comporta una maggiore ipocoagulabilità ed aumenta il rischio di emorragie. In caso di sanguinamenti gravi, è necessario interrompere la somministrazione di eparina e neutralizzare l’eparina residua con protamina cloridrato. Le situazioni di emergenza richiedono un immediato intervento medico e monitoraggio intensivo della coagulazione e lo stretto follow-up clinico del paziente.

Come si fa l'iniezione sottocutanea? (Gli Educational di Humanitas)
In radiologia interventistica vascolare la gestione dell’eparina prevede la valutazione del profilo coagulativo e l’ACT per il mantenimento del range terapeutico durante procedure complesse. La valutazione integrata del rischio tromboembolico e del rischio emorragico guida la scelta di tipo e dosaggio di eparina, riducendo al minimo le complicanze peri-procedurali.
| Controllo | Tempo |
|---|---|
| aPTT | 1-2 ore, 6 ore, 12 ore, 24 ore dall’inizio |
| Anti-Xa | misura utile per EBPM |
