Pista ciclabile gialla: tra bellezze storiche, polemiche e nuove logiche di mobilità
JESI Ciclabili in città, il tema resta caldo. Non smette di far discutere il colpo d’occhio offerto dal nuovo tratto in giallo al cospetto delle mura storiche a Porta Valle. Ma c’è pure chi mette già le mani avanti per il caso di una ipotetica futura riconversione ciclabile anche di viale della Vittoria. È l’opposizione a stare sul piede di guerra. È invece l’altra civica di opposizione, Patto per Jesi, a mettere già in guardia contro «scelte impattanti come inserire piste ciclabili invasive o ridurre i parcheggi» su viale della Vittoria. «Vigileremo perché situazioni di disagio o assurde scelte ideologiche non si realizzino».
Certo è che, dalla presentazione del Biciplan da parte dell’allora amministrazione Bacci, non c’è stata negli ultimi quasi 15 anni realizzazione di ciclabile che non sia stata accompagnata da veleni, proteste, critiche feroci e dichiarate insofferenze. A Piazzale Mezzogiorno, dove non è ancora stato rimesso mano al cordolo della pista che dovrebbe, secondo quanto specificato dal Comune, tornare in grigio, fa discutere il colore ma non solo. «Il giallo canarino? Errore della ditta, torna ai colori naturali. Anzi no, viene rifatto solo il cordolo. Indubbiamente - attacca Per Jesi - regna una confusione. Discutiamo con decisione la scelta compiuta dall'amministrazione di realizzare la pista con un colore che cozza totalmente con uno dei tratti più belli delle mura. Una scelta contestata da moltissimi che non accettano che la bellezza del patrimonio artistico della città venga compromessa in questo modo ma anche da chi è del mestiere».
Di «lavorazioni interamente concordate con la Soprintendenza e non ancora completate» ha parlato l’amministrazione. Al momento a Piazzale Mezzogiorno dal lato di Porta Valle l’accesso alla ciclabile gialla è interdetto da un divieto. Lì la pista arriva all’altezza del nuovo attraversamento rialzato che porta sull’altro lato della strada, dove la ciclabile, non più gialla, costeggia il parcheggio di Piazzale Partigiani, deve ancora attraversare l’altro parcheggio adiacente e prosegue fino al successivo ulteriore stop & go di via Setificio. Di qui il progetto, nel quadro di una riqualificazione finanziata con fondi Pnrr per 370mila euro, conduce a piazzale San Savino e ad un terzo attraversamento rialzato su via Cascamificio, per trovare finalmente pace e continuità sul fianco del Boario, fino a via Granita.
Un tira e molla dettato dalla conformazione di strade e città ma che è tra gli aspetti più criticati, come accaduto per tutte le ciclabili (vedi le passate realizzazioni sull’asse sud, in via Grecia e su viale King). A Porta Valle, sull’altro lato, la ciclabile si stoppa contro la recinzione dell’area tutt’ora di cantiere del giardinetto a ridosso delle mura sotto il torrione di Mezzogiorno. Qui, per ora, tutto si ferma. JESI Una pista ciclopedonale gialla, con lo sfondo delle mura storiche: si scatena la bufera. Sui social e nella politica. Ma a dire la loro sono anche tanti cittadini, tutt’altro che teneri nei commenti social, e l’architetto Mario Talacchia, noto professionista cittadino: «Un grande scempio sotto uno dei tratti più belli delle mura. Chi ha visionato la qualità del progetto prima di dare avvio ai lavori? Si ritiri fuori dai cassetti il progetto affidato all'architetto Morgante per quell'area, la si metta a confronto con quanto realizzato, si capirà la grande differenza».
Dal Comune fanno sapere che il colore «sabbia» è stato condiviso con la Soprintendenza. E pare che almeno per la pista resterà tale. Quanto al cordolo, gli uffici avrebbero già valutato di riportarlo al grigio, per quanto sia in linea con le norme del Codice della strada. L’intervento di piazzale Mezzogiorno si inserisce nel ridisegno di tutta l’area tra Porta Valle e parco Granita. Una ricucitura della città tra l’orlo sud delle mura quattrocentesche e il quartiere San Giuseppe, che interessa circa 13.900 mq e riqualifica tre zone di sosta e due parchi, per due progetti da 370mila euro totali. Al centro del tutto, il nuovo percorso ciclopedonale che nell’area di Porta Valle costeggia la cinta muraria storica e prosegue poi per Piazzale San Savino e il Boario, fino a via Granita, dove la pista è in gran parte già stata completata.
Di certo, per ora, ci sono le reazioni. «Ma si può realizzare così una pista ciclabile?» affonda il colpo Jesiamo. «Sotto le mura antiche della città - prosegue la civica - una lingua d’asfalto colorata in modo improbabile, di assoluta bruttezza. La Soprintendenza nulla dice al riguardo? L’ha vista? Non ci sono prescrizioni al riguardo? Ma si può? Senza parole».
Intanto a piazzale Mezzogiorno, oltre al giallo della pista, è apparso il ridisegno degli stalli dei parcheggi, una trentina rispetto alla sosta priva di regolamentazione, e spesso selvaggia, di prima. Dopo i quattro mesi di chiusura per il cantiere, che avevano pure scatenato l’ironia di un anonimo “Pasquino” jesino che sulla recinzione aveva preso a lasciare messaggi in vernacolo, il parcheggio sta per essere riaperto.
Da giorni, a Cerignola, sta facendo discutere la nuova pista ciclabile di viale Sant’Antonio. Realizzata su una strada stretta e ad alta percorrenza, “non è altro che una semplice linea gialla tracciata sulla pavimentazione”, ha osservato il coordinamento TuttinBici, composto da Ambientiamo Cerignola, Cittadinanzattiva, Avis e Juventus Club G. Agnelli Cerignola. “Nessuna separazione fisica, nessuna protezione, nessun intervento reale sulla sicurezza di chi si muove in bici. Una linea tirata su chianche sconnesse, dove già ora le auto sono costrette a invadere lo spazio ciclabile”.
Così la descrive TuttinBici, parlando di promesse disattese. La pista ciclabile in fase di realizzazione su viale Sant’Antonio - hanno fatto sapere dal Comune di Cerignola - si snoderà anche in via Vittorio Veneto, viale XXIV Maggio e via Osteria Ducale e rientra in un progetto finanziato dal Pnrr sulla rigenerazione urbana che include la mobilità lenta. “Bisogna valutare l’operato all’interno di un contesto più ampio che ha permesso di realizzare il rifacimento dei marciapiedi (segmento che rientra nella mobilità lenta pedonale) in quella zona del quartiere e in altre aree della città dopo diversi decenni di abbandono e degrado - scrive l’Amministrazione comunale guidata da Francesco Bonito -.
Inoltre, bisogna tener conto che la ditta esecutrice dei lavori ha tracciato la pista osservando dei vincoli ben precisi (in particolare sul basolato) che non dipendono da scelte dell’amministrazione comunale. La pista ciclabile, dunque, è stata realizzata dopo le prescrizioni della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Foggia e Bat, dopo un parere preliminare della Polizia Locale per quanto riguarda l’ubicazione e dopo diverse conferenze di servizi incentrate soprattutto sulla viabilità. Il fulcro del progetto, quindi, è la mobilità lenta e non il singolo spezzone di pista ciclabile. Il segretario cittadino di Forza Italia, Carlo Dercole, non si accontenta dei chiarimenti del Comune. “Al di là della polemica politica, appare con evidente oggettività che all’interno di quella striscia gialla è assolutamente impossibile andare in bicicletta, a meno che per biciclette non si intendano soltanto gli scooter elettrici a pedalata assistita dotati di ruote di grosse dimensioni”.
Dercole stigmatizza l’assenza di dialogo con la città da parte degli amministratori: “Se dopo pochi minuti dalla realizzazione di quella 'pista ammazza ciclisti’ la totalità di cittadini, tutte le associazioni, a partire proprio da quelle degli amanti delle due ruote, i commercianti e una larga parte del mondo politico hanno espresso dissenso vuol dire una sola cosa, il sindaco Francesco Bonito e la sua maggioranza vivono ed amministrano in modo sconnesso con la città, come sconnessa è qualunque strada che non sia fresca d’asfalto, a partire da viale Sant’Antonio”.
Tutti o quasi a Cesenatico hanno subito capito il perché di quel colore giallo per ridipingere la pista ciclabile che attraversa il centro cittadino, che collega ponente e levante. Il motivo di quel giallo è l’omaggio al Tour de France, che ha in programma per domenica 30 giugno la seconda tappa Cesenatico-Bologna. Un evento straordinario e irripetibile per Cesenatico, una “esclusiva” per via Saffi e via Mazzini e l’attraversamento dello storico ponte Garibaldi, che sono da sempre state ombelico, immagine e ritrovo del paese e della sua gente. Ed è cosi che la pista ciclabile, che attraversa per il lungo il centro storico, da un oramai sbiadito e consumato rosso scuro, un po’ come quello con cui erano tinte le vecchie vele “al terzo” adriatiche, è diventato di un acceso giallo Tour de France, che era peraltro lo stesso colore che amava e che aveva indossato Marco Pantani, a cui la seconda tappa del Tour gli organizzatori francesi hanno voluto dedicare.
Il sindaco Matteo Gozzoli motiva la scelta: «La ciclabile di via Mazzini e via Saffi colorata di giallo è un omaggio della città al Tour de France. Un segno importante per celebrare questa giornata che sarà di festa per tutta Cesenatico e sarà anche una giornata storica che tutti ricorderemo. La tonalità utilizzata é esattamente quella del Tour; abbiamo cercato con accuratezza i codici pantone per fare un lavoro preciso e di grande impatto visivo. La colorazione sta avvenendo in questi giorni dopo che negli scorsi mesi è stata portata a termine l’asfaltatura completa di tutto quel tratto che necessitava di manutenzione. Il tratto é stato scelto perché il gruppo dopo la partenza in zona stadio vi transiterà prima di imboccare via Armellini e via Cecchini e omaggiare Marco Pantani con un passaggio davanti allo spazio-museo a lui dedicato. Nei prossimi giorni verranno apposti anche i loghi ufficiali della tappa per renderlo un vero e proprio ricordo tangibile del 30 giugno».

Nota: l’articolo mette in luce come la scelta cromatica possa scontrarsi con l’estetica storica e le prescrizioni della Soprintendenza, offrendo una panoramica delle opinioni pubbliche e delle motivazioni amministrative e urbanistiche dietro una scelta di mobilità lenta.
