Orodè Deoro e Simone Giorgino: Un Dialogo Creativo tra Mosaico e Voce
L'arte contemporanea è un universo in continua espansione, dove le discipline si intrecciano e le espressioni si moltiplicano, dando vita a forme inedite e affascinanti. In questo panorama vibrante, Orodè Deoro, artista eclettico originario di Taranto, e Simone Giorgino, poeta e studioso salentino, emergono come due figure significative che, pur operando in campi distinti - il mosaico e la parola -, trovano un terreno fertile di collaborazione e di reciproca ispirazione. Il loro sodalizio artistico, esplorato in diverse occasioni, mette in luce una profonda sintonia creativa, un dialogo che trascende i confini delle singole discipline per abbracciare una visione multidisciplinare dell'arte.

Orodè Deoro: La Materia che Prende Forma
Nato a Taranto nel 1974 e residente a Lecce, Orodè Deoro si distingue per la sua poliedricità artistica, spaziando dal mosaico alla pittura, fino alle performance di action painting in contesti multidisciplinari. La sua cifra stilistica nel campo del mosaico ceramico si è definita in maniera particolare presso la Casa Museo Vincent City, a Guagnano (LE). Tra il 2000 e il 2004, l'artista ha vissuto in questa suggestiva location, realizzando ben venti opere di grandi dimensioni che hanno impreziosito i muri interni ed esterni della struttura. Queste creazioni testimoniano una padronanza eccezionale della materia, dove frammenti di ceramica vengono sapientemente assemblati per dar vita a immagini evocative e potenti.
Il riconoscimento del suo talento è giunto anche da importanti istituzioni museali. Nel 2014, il Museo MAR di Ravenna ha acquisito una sua opera, segnando un importante traguardo nella sua carriera. Lo stesso anno lo ha visto protagonista a Milano, con un trittico esposto alla Triennale Design Museum e un'imponente opera in mosaico ceramico realizzata su un muro esterno della casa studio dell'archistar Fabio Novembre. La sua versatilità è stata ulteriormente celebrata nel 2015, anno in cui ha vinto la Targa d'oro del Premio Arte, nella sezione scultura, e un'altra sua opera è entrata a far parte delle collezioni del Museo MAR di Ravenna.
Le sue performance pittoriche, spesso inserite in spettacoli multidisciplinari, sono altrettanto degne di nota. Tra queste si ricordano "VariAzioni belliche", presentata durante il Festival Linea 35 presso il Teatro Sala Uno di Roma nel 2011, con il progetto Impromptu Theatre da lui fondato con la poetessa e attrice romana Alessia D’Errigo. Sempre a Roma, nel 2012, ha portato in scena "Bruciando Bruciando" al Teatro Valle Occupato. La sua predisposizione alla contaminazione artistica lo ha portato a esibirsi in occasione di festival d'arte e di musica al fianco di musicisti di fama internazionale come Paolo Fresu, Virgil Donati, Paolo Damiani, Nicola Stilo, oltre a numerosi esponenti della nuova scena musicale salentina.

Simone Giorgino: La Parola come Essenza
Simone Giorgino, nato a Lecce nel 1975, incarna la figura del poeta e studioso contemporaneo, la cui ricerca si muove tra la profondità della letteratura e la vastità del sapere filosofico. Dottore di ricerca in Letterature e filologie, collabora con la cattedra di Letteratura italiana contemporanea dell'Università del Salento, dimostrando un solido ancoraggio accademico alla sua passione. La sua produzione letteraria comprende diverse raccolte di poesie, tra cui "Venenum" (con Michele Truglia e Luciano Pagano, 2001) e "Asilo di mendicità" (2007), che esplorano le sfumature dell'animo umano e la complessità dell'esistenza.
Accanto alla poesia, Giorgino si è dedicato a studi monografici di rilievo, analizzando figure cardine della cultura italiana. "Antonio L. Verri. Il mondo dentro un libro" (2013) e "L’ultimo trovatore. Le opere letterarie di Carmelo Bene" (2014) sono testimonianze della sua capacità di addentrarsi nell'opera di altri artisti, offrendo interpretazioni critiche e approfondite. La sua versatilità si estende anche al campo teatrale, con la scrittura di opere come "Concerto per voce sola" (1999), "A te. Il congedo di Prometeo" (2002), "Misericordia" (2007), "Applicazione del teorema" (2009) e "Grazia de’ fiori" (2009).
La sua attività di curatore è altrettanto significativa, con la pubblicazione di audiolibri come "Qui se mai verrai. Il Salento dei poeti" (2008) e "Mirabile Visione" (2009), e di raccolte poetiche, contribuendo così alla diffusione e alla valorizzazione della cultura letteraria. La sua poetica, come emerge dalle sue opere e dalle sue collaborazioni, è caratterizzata da una ricerca costante di profondità, un'esplorazione delle infinite possibilità espressive della parola.

"Concerto per sola voce e pittura": Un Incontro Creativo
Uno degli aspetti più affascinanti della carriera di Orodè Deoro è la sua capacità di integrarsi in contesti performativi che vanno oltre la mera esposizione delle sue opere. Dal 2008, ha realizzato centinaia di "azioni pittoriche", sia in solitaria che in performance multidisciplinari, dimostrando una costante ricerca di dialogo con altre forme d'arte. Questo suo approccio si è concretizzato in collaborazioni di altissimo livello, come quella con il poeta Simone Giorgino nel progetto "Concerto per sola voce e pittura".
Questa performance, che ha visto diverse repliche, tra cui quella al Nogu Teatro di Roma nel 2015, rappresenta un esempio emblematico di come due linguaggi artistici apparentemente distanti possano fondersi in un'esperienza unitaria e potente. In questi eventi, la voce di Giorgino, intrisa della musicalità del dettato poetico, si intreccia con l'action painting di Deoro, creando un'atmosfera suggestiva in cui parola e immagine si rispondono e si arricchiscono reciprocamente. L'obiettivo è quello di esplorare le sinergie tra la sonorità della poesia e la gestualità della pittura, dando vita a un'opera effimera ma di grande impatto emotivo.
VITA NOVA di Dante Alighieri: Simone Giorgino
Le esposizioni principali di Orodè Deoro, come la mostra personale "Do you love me?" alla Galleria Cattedrale di Conversano nel 2020, la partecipazione alla "Mosaic Exhibition" a Yokohama nel 2019, e le presenze al Museo MAR di Ravenna ("Montezuma, Fontana, Mirko. La scultura in mosaico dalle origini a oggi", 2017) e alla Triennale di Milano ("Il design italiano oltre le crisi", 2014), attestano la sua rilevanza nel panorama artistico internazionale. Allo stesso modo, l'attività di Giorgino come critico e studioso, evidenziata dalla pubblicazione di saggi e dalla collaborazione con importanti istituzioni accademiche, sottolinea la sua influenza nel dibattito culturale contemporaneo.
Il progetto "Bisogna tagliare lo filo. L’estasi di San Giuseppe da Copertino tra Carmelo Bene e Orodè Deoro", a cura di Luca Nolasco, pubblicato da Musicaos Editore, rappresenta un ulteriore punto di incontro tra queste due figure. Il volume presenta il "Trittico di San Giuseppe da Copertino" di Orodè Deoro e include un saggio di Simone Giorgino in cui il "Trittico", Carmelo Bene e Orodè Deoro si incontrano sinteticamente. Questo lavoro collettivo esplora le connessioni tra l'arte di Deoro, la figura di San Giuseppe da Copertino e l'universo artistico di Carmelo Bene, dimostrando la capacità di Orodè Deoro di dialogare con stimoli eterogenei e di inserirsi in contesti critici e teorici di alto livello.
L'incontro tra Orodè Deoro e Simone Giorgino, dunque, non è un semplice accostamento di talenti, ma una vera e propria fusione di intenti artistici, un esempio virtuoso di come la contaminazione tra discipline possa generare nuove forme espressive e arricchire la percezione dell'arte nel suo complesso. Il loro lavoro congiunto, sia nelle performance che nelle pubblicazioni, apre nuove prospettive sulla natura dell'atto creativo, dimostrando che la vera arte risiede spesso nella capacità di abbattere le barriere e di creare ponti tra mondi apparentemente distanti.
