Motorino Tomos: storia, modelli e l’eredità di una Jugoslavia dorata
Dal capoluogo sloveno di Capodistria alla scena europea, Tomos è stata una realtà storica capace di definire un’epoca di mobilità economica e tecnologica. Dal vintage all'elettrico Tomos era una casa storica: riforniva tutta l'ex Jugoslavia di ciclomotori e con la disgregazione della Repubblica Sociale Federale mantenne la sede a Capodistria, in Slovenia, a pochi chilometri da Trieste. Dopo un periodo di assenza tornò sul nostro mercato nel 2012 con una gamma centrata sui cinquantini dotati di un vecchio motore due tempi raffreddato ad aria e cambio automatico a due marce, punto di forza i prezzi bassi e i consumi, la casa dichiarava 2,5 litri per 100 km.
Tomos nacque nel 1954 come acronimo di Tovarna Motorni Sežana, fondata dal governo jugoslavo a Sesana. L’azienda iniziò a produrre ciclomotori su licenza dell’austriaca Puch l’anno successivo in uno stabilimento a Capodistria, esordendo con i Colibrì e, successivamente, con una motocicletta di 250 cm³ e uno scooter di 125 e 150 cm³, anch’essi di origine austriaca ma di scarso successo. Nel 1959 la Tomos iniziò la produzione di ciclomotori di propria progettazione, mantenendo il nome Colibrì, e iniziarono anche le esportazioni, dapprima in Svezia e successivamente in Olanda, con buoni risultati commerciali.
Nel 1964 fu inaugurato a Epe uno stabilimento d’assemblaggio; nel 1968 entrò in produzione il ciclomotore Automatic, con telaio tubolare e cambio monomarcia. Due anni dopo la Casa jugoslava rientrò nel settore delle moto di grossa cilindrata producendo su licenza la Norton Commando Fastback sotto la denominazione Tomos-Norton TN 750 Fastback, produzione breve terminata a fine 1970. Già negli anni Sessanta l’azienda di Capodistria iniziò a diversificare le proprie attività, producendo motori fuoribordo e stazionari, oltre a costruire modelli Citroën (tra cui 2CV, Dyane e GS) per il mercato jugoslavo.
Negli anni Settanta i modelli a catalogo furono aggiornati; il decennio successivo fu segnato dal lancio dell’Automatic 3, dello stradale BT 50, delle enduro ATX 50 cm³ e CTX 80 cm³ e del Colibrì TS 50, disegnato da Giorgetto Giugiaro. Dal vintage all'elettrico, Tomos era una casa storica che forniva l’ex Jugoslavia intera di ciclomotori e, con la disgregazione della Repubblica Socialista Federale, mantenne la sede a Capodistria.
Con la dismissione della Jugoslavia la fabbrica passò sotto lo stato sloveno, e nel 1998 divenne un’azienda privata. Ciò nonostante, la domanda crebbe soprattutto sul mercato statunitense e in Europa dell’Est, come spiegato dal direttore di Tomos Invest, Domen Božko: “Avremmo dovuto solo apportare alcune correzioni tecniche al nostro prodotto”. Tomos quindi passò sotto il controllo del Tehnološki Park Capodistria ed è ormai sicuro che l’azienda sarà trasferita altrove, possibilmente per continuare la tradizione produttiva vista la domanda.
A qualcuno può sembrare una “morte indolore” di una vecchia dama, simbolo di progresso tecnologico realsocialista che aveva posto una sfida al mito capitalistico della Vespa; invece, Tomos non è una realtà in crisi, bensì un capitolo di storia dell’industria motociclistica europea. L’azienda, ora guidata dai soci di Hidria che detiene il pacchetto azionario, vedrà i 60 dipendenti assorbiti dalla casa madre e si prepara a nuove destinazioni produttive, magari per continuare una tradizione ancora richiesta dal mercato.
Collezione e modelli chiave
Il contesto storico ha visto la Tomos offrire una gamma di ciclomotori dal segno distintivo: Colibrì, Automatic, e successivi aggiornamenti. I modelli iniziali, battezzati Colibrì, dominarono la scena per poi lasciare spazio a versioni di maggiore cilindrata e a proposte di mobilità urbana. Il classico tubone Tomos Racing e la linea Nitro hanno rappresentato l’evoluzione sportiva e pratica della casa, accanto a scooter e versioni dedicate al lavoro.
Tra i modelli più amati dal pubblico, il Tomos Classic e la versione Standard con ruote a razze spiccavano per stile retrò e affidabilità. L’auto-produzione di motori fuoribordo e stazionari accompagnò la crescita diretta del brand, che nel tempo ha saputo mantenere una forte identità estetica accanto a un approccio pragmatico al prezzo e al consumo.
Verso l’eco e il futuro
Negli ultimi anni Tomos ha guardato al futuro con soluzioni come l’E-Lite, uno scooter elettrico alimentato da una batteria al litio con autonomia crescente a seconda della capacità della seconda batteria, offrendo una alternativa moderna ai classici due tempi. Il Gama ringrazia i pubblico appassionato con modelli come il Tomos Hip Hop per il lavoro e le valigie rigide, e con i vari scooter sportivi e urbani che hanno accompagnato generazioni di guidatori.
Riferimenti storici e continuità
Dal 1959 i veicoli Tomos hanno aperto una pagina di successo anche all’estero, con esportazioni che hanno consolidato una rete di distribuzione. In breve, dal Colibrì al tubone Automatic, dalla produzione di motociclette di grossa cilindrata su licenza Norton al rilancio della gamma negli anni ’80 con BT 50 e enduro, Tomos ha saputo adattarsi al cambiare dei contesti tecnologici ed economici.
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