Motociclismo italiano: una storia di lealtà al tricolore e di innovazione a Mandello sul Lario
Nel mondo dei motori, la fedeltà alle radici italiane è diventata una rarità negli ultimi decenni, dove il globalismo della produzione ha diluito il legame con l’Italia. Nel racconto delle due ruote, Moto Guzzi resta un caso emblematico di proprietà italiana sin dalla fondazione del 1921 e, dal 2004, fa parte di Piaggio, consolidando così una vocazione tutta lombarda e mandellese. Mandello sul Lario, borgo affacciato sul lago di Como, è oggi possibile definire la “capitale delle 2 ruote in Italia” per la sua lunga memoria operativa e per l’iconico rapporto tra territorio e industria. Andiamo a scoprirne di più insieme.
Una storia su due ruote, italiana da 103 anni
Era il 15 marzo 1921 quando Carlo Guzzi e Giorgio Parodi decisero di fondare a Genova la Società Anonima Moto Guzzi. Antesignana di una storia che sarebbe durata per oltre cent’anni la G.P. 500, una moto lontanissima dagli standard attuali ma che già negli anni ’20 aveva lo sguardo rivolto verso il futuro. 500cc di cilindrata con motore a un solo cilindro disposto in orizzontale, raffreddamento ad aria, frizione in bagno d’olio, telaio realizzato con tubi e una ragguardevole velocità, almeno per l’epoca, di 100 km/h. Nonostante la fondazione fosse stata siglata nel capoluogo ligure, Parodi e Guzzi scelsero come stabilimento produttivo una piccola località sulla sponda ovest del lago di Como, Mandello del Lario. Un posto sufficientemente vicino a Milano, già all’epoca importante centro economico, ma allo stesso tempo lontano a sufficienza per assumere una sua identità specifica.
La storia di Guzzi segue le alterne fortune dell’Italia del primo Novecento; nel 1934 diviene il primo produttore italiano per numero di moto costruite e già nel 1946, appena dopo la guerra, riprende la sua produzione con importanti novità, come il motore a 2 tempi impiegato nella realizzazione della Cardellino (1954-1965). Nonostante un calo di produzione negli anni ’60, Moto Guzzi continua a scommettere su innovazioni tecniche ed esperimenti, come le moto “da corsa” degli anni ’70 e ’80, l’introduzione dell’iniezione elettronica e la partecipazione alle corse endurance. Nel 2000 la società diviene parte del gruppo Aprilia che, a sua volta, nel 2004 è ceduta alla Piaggio. Si realizza così la fusione di due simboli del mondo a due ruote italiano, Moto Guzzi e l’azienda produttrice della Vespa, matrimonio foriero di rinnovamento e nuovi successi che vedono sempre a Mandello sul Lario il centro focale di questa secolare azienda italiana.
Cosa vedere a Mandello sul Lario
Dalle acque del lago di Como alle montagne della Grigna, il borgo nel quale da più di un secolo vengono prodotte le Moto Guzzi è un piccolo scrigno di bellezza che tocca ambedue le sponde di uno dei più grandi laghi d’Italia, un caso peraltro geograficamente piuttosto remoto. Mandello sul Lario è un paesino di poco inferiore ai 10mila abitanti, ai piedi dell’iconica Porta di Prada, montagna con una curiosa forma “a porta” che spicca a 1653 m s.l.m. Nel borgo, che si espande lungo il profilo del lago, incontriamo diverse chiese e siti religiosi antichi dal forte impatto scenico, come la chiesa di San Lorenzo con il ricco complesso decorativo del catino absidale, o il santuario della Beata Vergine del Fiume, dalle ricche decorazioni di stampo barocco-rococò.
Come arrivare a Mandello sul Lario in moto. L’itinerario
Mappa
Partiamo da Lecco, da dove prendiamo la SS36 “del Lago di Como e dello Spluga” che lasciamo poco prima di raggiungere Abbadia Lariana tramite la SP72, che ci accompagnerà anche nel breve tratto in direzione di Mandello del Lario, la nostra meta di elezione lungo l’itinerario alla scoperta dei luoghi di Moto Guzzi. Proseguiamo lungo la Provinciale 72 costeggiando per intero il lago di Como, toccando in rapida successione le località di Lierna, Pino, la bella Vezio con il suo antico castello, fino ad arrivare a Bellano al termine di un breve tratto di circa 27 chilometri.
Gli antenati della moto emergono dai primordi, con confronti tra triciclo e motocicletta: tra i pionieri troviamo De Bernardi, Murnigotti e Daimler, mentre l’Italia rivendica la propria matrice innovativa. L’invenzione italiana del motore a scoppio è documentata da studi che attribuiscono all’ing. Giuseppe Murnigotti la descrizione del Velocipedi con gas datata 1879, con motore a gas aprendo nuove strade alla mobilità leggera. La prima vera motocicletta italiana, secondo le fonti, vede nel contesto parigino e francese contributi decisivi, ma la strada tracciata dall’Italia resta quella di una micromecenatizzazione tecnica che avrebbe portato a modelli sempre più raffinati e performanti.
Nel dopoguerra l’Italia dominò la scena motociclistica mondiale con marchi come Mondial, MV Agusta e Ducati, tra gli altri. Mondial, nata a Milano nel 1929 dai Conti Boselli, fu pioniera nel motociclismo sportivo e contribuì a gettare le basi delle classi 125 e 250 che definirono, per decenni, la scena internazionale. La gestione dei motori, la rinnovata attenzione per la leggerezza e la guidabilità impostarono una cultura della performance che ha segnato generazioni di piloti e costruttori italiani. La Ducati, nata inizialmente per altre tecnologie, trovò nella moto la sua identità fondando una tradizione di motori e corse che ha attraversato decenni di innovazione tecnica.
La strada delle aziende italiane rimane segnata dall’equilibrio tra tradizione artigianale e modernità industriale: Moto Guzzi, Moto Morini, Benelli, Piaggio, MV Agusta, Aprilia, Ducati, Mondial e tante altre imprese hanno contribuito a costruire un’eredità che ancora ispira nel mondo delle due ruote. La moto, dunque, non è solo mezzo di trasporto, ma palcoscenico di una cultura imprenditoriale che ha formato Stelle e progetti capaci di durare oltre un secolo. La storia delle aziende italiane di moto è una storia di passione, visione e coraggio imprenditoriale nel mondo delle due ruote, pronta a raccontare nuove evoluzioni ai lettori curiosi di seguire le orme di chi ha fatto la storia.
Una galleria di aziende e nomi che hanno fatto la storia
- Moto Guzzi - Genova, 1921; stabilimento Mandello del Lario; fusione nel 2004 con Piaggio.
- Aprilia - fondata nel 1945 a Noale; trasformata in azienda motociclistica all’avanguardia.
- Benelli - Pesaro, officina messa in piedi nel 1911; successi nelle moto e nei ciclomotori.
- Ducati - fondazione nel 1926 per radio ed elettronica; Cucciolo da 48cc segna la svolta motociclistica nel dopoguerra.
- MV Agusta - nascita nel 1945 come divisione dell’industria aeronautica Agusta.
- Piaggio - 1884; Vespa nel 1946 segna la svolta nel mondo delle due ruote.
- Moto Morini - Bologna, 1937; T125 e successi sportivi.
- Mondial - Milano, 1929; anni d’oro nelle classi 125 e 250; riemerge nel 2015 con la storia di una rinascita.
- Fantic Motor - Barzago, 1968; mini-bike, go-kart ed enduro per gli USA.
La moto è storia. E la storia la fanno le persone. La passione, la visione e il coraggio imprenditoriale hanno scritto pagine fondamentali della storia del motociclismo italiano, trasformando aziende familiari in simboli globali di innovazione e stile.

dentro la Fabbrica Moto Guzzi: Il Crollo di un’Icona Italiana
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