Michele Ferro MTB: l’epopea italiana tra Dolomiti, mare e sentieri estremi
La LT che sta per Long Travel è la nuova arma da enduro di casa Yeti. Ninjata su una delle più belle cime Dolomitiche. Vado allo scoperta di una cima sopra la val d’Adige pensando di farmi un bel giro All-Mountain. Mi sono lasciato convincere a rinunciare alle mie Dolomiti per una meta insolita, il mare. Torno sul Monte Cengio con Steve Ude. Rock Shox presenta la nuova forcella Zeb e il nuovo ammortizzatore Vivid, entrambi rivisti completamente.
Come sono i sentieri zeozelandesi? Spoiler: incazzatissimi! Venite con me a scoprirli. Destinazione val di Fiemme a provare una nuova cima, il Corno Nero, in pieno inverno. Ce la farò? Il freddo è una brutta bestia ma “Non esiste cattivo tempo ma solo cattivo equipaggiamento”.
Nuovo anno, nuova bici! I giri in MTB con vista lago sono sempre tanta roba specialmente nel periodo invernale quando c’è pochissimo turismo. Scende in bici dal Cristallo, pubblica il video su internet, raccoglie like ma anche qualche critica.
«È così che si rispetta la montagna?» Un interrogativo ormai diventato un ritornello e che, declinato in vario modo su questa falsariga, accompagna spesso le imprese degli sportivi che si filmano mentre cercano il proprio limite e poi condividono i video su varie piattaforme social.
«Ho letto le critiche ma non tutte. Ha 40 anni, è di Vicenza, va in bicicletta assiduamente da 15 anni, da due vive in Val di Fassa dove lavora per un magazine online specializzato.
«È un po’ il QuattroRuote della mountain Bike», spiega.
Venerdì 29 settembre, assieme ad un amico, è salito in cima al Cristallo sulle Dolomiti bellunesi con la bicicletta in spalla partendo alle due di notte da Passo Tre Croci a 1.809 metri per arrivare poco prima che sorgesse il sole, alle sette, a 3.221 metri d’altezza percorrendo la ferrata Dibona.
Poi è sceso fino a forcella Staunies nei pressi del rifugio Lorenzi passando sul ponte sospeso reso celebre dal film Cliffhanger (1993, con Sylvester Stallone).
Da lì è sceso sul ghiaione tra i piloni della vecchia ovovia, oggi dismessa.
Sente di aver mancato di rispetto alla montagna? «La ferrata Dibona ha un valore storico perché legata alla guerra, se uno sale a piedi o con una bicicletta legata sulle spalle quale sarebbe la differenza? Dov’è la mancanza di rispetto? Siamo saliti alle due di notte, imbragati, per non dar fastidio a nessuno. Non sono andato di domenica a mezzogiorno. La bici rovina i sentieri?»
«Mille scarponi che passano quotidianamente rovinano molto di più di una bicicletta all’anno. Ne passassero mille al giorno capirei. Sono sceso poi da un ghiaione, non puoi rovinare un ghiaione, è già roccia frantumata».
I suoi video potrebbero lanciare la moda? «Son cresciuto guardando Kenshiro ma non uscivo di casa a premere i punti di pressione alla gente. Penso che il 99% delle persone abbia l’intelligenza di capire che certe cose sono per pochi. Non basta la capacità tecnica di scendere dal Cristallo sulla bici ma anche quella fisica di salirci con la bici in spalla».
E su percorsi più semplici? «Ci son polemiche sui bike park, percorsi adatti alle mountain bike. Alcuni impianti di risalita, che d’inverno servono allo sci, d’estate portano in quota i ciclisti ma poi ci sono persone che lavorano per ripristinare i sentieri».
Quanto tempo dedica alla sua preparazione? «Mi alleno 5 o 6 volte alla settimana e ho fatto fatica. Anche uno che si allena un paio di volte a settimana farebbe una fatica disumana a fare quello che ho fatto sul Cristallo. L’emulazione lascia il tempo che trova».
Non ha paura di farsi male? «Con l’esperienza si impara a conoscere i propri limiti, li puoi superare sul sentiero fuori casa, se cadi mal che vada ti fai una lussazione. Di certo non provo a superarli sul Cristallo. Quando non sono sicuro smonto dalla bici e vado a piedi».
Non è mai caduto? «L’anno scorso ho fatto il mio primo incidente un po’ serio. A tremila metri son caduto e mi sono fratturato una clavicola in valle Aurina ma non ho chiamato il soccorso alpino, mi son fatto duemila metri di discesa con la clavicola rotta, portando la bici, senza chiamare nessuno.
Il secondo, Mirco, ha 27 anni, è nato a Riva del Garda e anche lui ha iniziato da piccolissimo, ma con uno spirito più “racing”.
«Siamo partiti da Alba di Canazei - spiega Michele - per poi salire al rifugio Contrin. Poi 900 metri con bici a spalla fino a forcella Ombrettola e discesa per l'omonima valle passando per il rifugio Falier. Arrivati a Malga Ciapela siamo risaliti al passo Fedaia e infine, dopo gli ultimi 600 metri con bici in in spalla, siamo andati a prendere il sentiero che parte dal pian dei Fiacconi e scende verso Canazei.
L'idea nasce come quella di ogni weekend, passo le serate sulle cartine alla ricerca del trail perfetto e possibilmente che non abbia ancora mai “raidato” nessuno. Questa volta sono andato abbastanza sul sicuro perché la prima discesa è stata una scoperta di qualche anno fa, e quindi già collaudata, mentre la seconda l'avevo intravista in qualche video su YouTube ed ero curioso di andarla a provare.
L'idea di concatenare due discese epiche in un unico giro mi esaltava parecchio! Tuttavia, ci tengo a precisare che questo non è un giro per tutti, il dislivello è importante con parecchi tratti di “portage” su terreni impegnativi, sentieri verticali e esposti... Di seguito il video dell'avventura.

Ferrata Bianchi al Cristallo di Mezzo 3154m |Meravigliosa ferrata sulle Dolomiti Ampezzane.
Aspetti tecnici e impegno fisico
La presenza della forcella Zeb e dell’ammortizzatore Vivid di Rock Shox segna una linea di sviluppo chiave per l’enduro italiano, con tuning mirato a gestire dislivelli pronunciati e calzare al meglio i sentieri esposti.
La preparazione fisica è intensa: allenamenti 5-6 volte a settimana, con una gestione accurata della fatica e della resistenza su terreno misto tra ghiaioni, ferrate e tratti fuoripista.
Il tema del rispetto della montagna accompagna ogni scelta: dall’orario di salita all’impegno sulle ferrate, passando per la gestione del traffico turistico e la riparazione dei sentieri, con un’attenzione al bilanciamento tra passione sportiva e responsabilità ambientale.
| Luogo | Dislivello | Tempistica | Note |
|---|---|---|---|
| Cristallo - Ferrata Dibona | circa 1.500 m | notturna | scalata con bici in spalla |
| Forcella Ombrettola - Rifugio Falier | circa 900 m | di nuovo percorso | portage e discesa |
La narrazione riporta anche riflessioni sull’evoluzione del narrative sharing: si parla di come i video possano influenzare l’uso dei sentieri, ma l’attenzione rimane sul contesto sportivo e sull’esperienza personale.
