Marc Marquez alla Yamaha: è la sfida che cambia le carte in tavola
Si dice sempre che la perfezione non esiste, ma è un concetto che Marc Marquez sta provando a cancellare nelle Sprint della stagione 2025 della MotoGP. Se fino a qui le sue Sprint erano state praticamente dei monologhi, a Le Mans, almeno all'inizio, si è dovuto confrontare con un Fabio Quartararo che con una Yamaha finalmente all'altezza sembra essere tornato quello che battagliava per il titolo. Alla distanza però è venuto fuori Marc, che al sesto dei 13 giri in programma ha rotto gli indugi con un attacco deciso alla curva 3.
«Come mi aspettavo, Fabio è stato molto forte all'inizio, perché nelle prove era molto veloce da subito, mentre io facevo un po' di fatica, ma sapevo che il mio punto forte è quando la gomma inizia a calare, quindi ho aspettato. Avevo già sbagliato a Jerez quando avevo la gomma nuova, quindi oggi ho deciso di aspettare un po' di più. Dopo averla vista per un almeno un paio d'anni nelle zone basse della classifica, finalmente si è tornata a vedere una Yamaha in grado di battagliare per le posizioni che contano. »
«Storicamente la Yamaha ha sempre avuto una percorrenza molto buona. Si vedeva bene nel T4 alle curve 11 e 12 e nel T2 alle curve 6 e 7, che vanno molto forte. Ma noi abbiamo un vantaggio quando fai il pick-up e acceleri. La moto perfetta non esiste, anche se la Ducati è quasi perfetta e mi piace tantissimo il modo in cui va guidata. Il successo odierno è arrivato con il nuovo telaio che aveva portato al debutto nei test di Jerez. »
«Sì, l'ho usato in gara e il feeling è molto simile. A Jerez avevo sentito un po' più di differenza rispetto a qui, ma la Ducati dice che se andiamo in quella direzione, abbiamo più margine per il futuro, quindi sto provando ad usarlo anche se non sento differenze. Vediamo poi come andrà a Silverstone, ma intanto qui dobbiamo ancora fare la gara lunga e il comportamento può cambiare. »
«Comunque abbiamo visto che alla fine Alex era molto vicino ed anche Aldeguer è andato molto forte con la GP24, quindi la differenza è minima. MotoGP MotoGP | Marquez fa 6 su 6 nelle Sprint a Le Mans, primo podio di Aldeguer. Al posto del team RNF il prossimo anno in MotoGP troveremo il Trackhouse team. »
«In precedenza però la squadra RNF guidata dal manager malese Razlan Razali era stata nell'orbita Yamaha e, ora che è uscito dal Mondiale, Razali ha deciso di raccontare un retroscena importante che riguarda la Casa di Iwata e... “Dorna ci aveva concesso una seconda moto per la Moto2, e Alex era nella mia lista - ha raccontato - Ci siamo incontrati in segreto, l'intento era fargli fare un altro anno nella categoria e poi promuoverlo in MotoGP dal 2021, quando Fabio Quartararo sarebbe passato alla Yamaha ufficiale. Alex ha firmato il contratto, era una sera di agosto del 2019”.
Tutto sembrava filare liscio, ma le cose hanno poi preso una piega inaspettata: «Ho comunicato i miei piani in Yamaha, ma loro mi hanno detto 'no, nessun membro della famiglia Marquez può venire in Yamaha'. Nel 2015 Marc Marquez fu accusato da Valentino Rossi di averlo volontariamente ostacolato per impedirgli di conquistare il titolo. Lo spagnolo ha ammesso poi di aver fatto il possibile per non far vincere il titolo al Dottore, riuscendoci benissimo.»
«Giovedì 9 Luglio 2026 - Aggiornato alle 16:59 Area personale GRAN PREMIO GERMANIA MOTOGP Il campione in carica elogia i suoi rivali di Aprilia ma "cova" un GP di Germania da protagonista assoluto di Stefano Gatti 09 Lug 2026 - 16:59»
«Seguisu seguici su Scatta con le conferenze stampa di rito il fine settimana del Gran Premio di Germania, undicesima tappa della stagione, giro di boa del calendario, nonché ultima fatica prima della pausa estiva che durerà un intero mese. «L'ultimo mese non è stata facile: abbiamo avuto giornate impegnative e gara difficili, ma ora siamo arrivati all'ultimo Gran Premio prima della pausa. Cercherò di lottare per il podio ma vediamo come andrà fin dal primo turno di prove libere. Quando arrivi in un circuito nel quale sei il chiaro favorito... hai tutto da perdere. Se fai tutto come si deve è normale, se vai male... è un disastro: so come gestirla ma davanti a me in classifica generale ci sono tre piloti molto forti. Io vado avanti per mia strada: tre gare fa ero fuori da giochi, ora sono di nuovo in lizza. Un campionato aperto come quello di quest'anno è una grande sfida: A mio avviso Bezzecchi è stato fin qui il più veloce ma Martin è il leader della classifica. Ne riparliamo dopo la pausa estiva.»
«Quello che posso dire, senza mancare di rispetto ai miei avversari, è che il mio unico rivale è la mia condizione fisica. Se preferisco vittorie singoli o titoli a questo punto della mia carriera? Sceglierei sempre i secondi, ma tre consecutivi non succederà. Non sono Superman!»
«Sono contento del lavoro che stiamo facendo con Aprilia. Non conta granché essere primo, secondo o terzo adesso nella classifica generale. Il campionato è aperto, i miei avversari sono molto forti, non so quanto a lungo potrò rimanere davanti a tutti. Intanto voglio continuare a crescere: nell'ultima gara mi mancava velocità: devo migliorare le mie prestazioni e devo farlo qui. Per quanto riguarda il mio passaggio in Yamaha l'anno prossimo, non posso entrare nei dettagli, a parte dire che è stata la scelta migliore per me e mia famiglia: vediamo cosa mi porterà per il mio futuro».
«Per noi questo è un gran momento, facciamo grandi risultati e lottiamo costantemente con i migliori. Siamo solo a metà campionato, ci godiamo questo momento ma la strada è ancora lunga e dobbiamo capire come migliorare ancora. Non è semplice lasciare una squadra nella quale hai creato legami molto forti con le persone. Non è questo il momento o la sede per entrare nei dettagli del mio passaggio alla KTM. Di sicuro si tratta della migliore soluzione per la mia carriera e per il mio futuro. Dopo cinque anni nella premier class mi sento pronto per una nuova sfida nel ruolo di leader della squadra ufficiale di una Casa!»
«Qui al Sachsenring non penso di potermi ripetere sui livelli di Assen e di poter lottare per la vittoria o per il podio, punto più che altro ad un piazzamento nelle posizioni alle spalle del podio stesso. Questo è un circuito difficile per me, l'anno scorso qui ho faticato parecchio. Il mio passaggio alla Yamaha? Non è questa la sede per parlarne ma per me è un'evoluzione positiva.»

Alex, fratello minore del fuoriclasse spagnolo, ne è convinto. A suo dire, infatti, la parentela avrebbe giocato un ruolo cruciale nelle trattative con la Yamaha. Era il 2019 quando il minore dei Marquez stava valutando il passaggio in MotoGP dopo tanti anni nella classe di mezzo. Tra i team pronti a ingaggiarlo c'era anche quello gestito da Razlan Razali e supportato dal colosso giapponese di Iwata.
trattativa saltata- Alex ha raccontato la sua versione dei fatti in un documentario a lui dedicato su Dazn Spagna: "Era il 2019. Da diverso tempo sognavo di salire in MotoGP. A metà stagione mi era stato prospettato di fare un'altra annata in Moto2 per poi firmare un biennale con la Yamaha Petronas. La moto mi piaceva e pensavo di poter far bene". Ma poi è cambiato tutto: "Forse non un vero veto, ma la Yamaha non ha dato il via libera alla trattativa - spiega Alex Marquez -. Così mi sono trovato con la possibilità di fare solo l'anno in Moto2 con Petronas".
il veto- Nello stesso documentario interviene anche Razali, il proprietario del team che aveva trovato l'accordo con Alex: "Marquez mi piaceva, era nella mia lista di candidati. Abbiamo avuto alcuni incontri segreti nel suo motorhome. C'era l'idea di portarlo con noi dopo una stagione nella categoria di mezzo, in modo da rimpiazzare Fabio Quartararo, quando, nel 2021, sarebbe passato nel team factory".
Sul più bello, però, sono emersi i problemi: "Abbiamo firmato un contratto nell'agosto 2019. Ma quando ho spiegato il mio progetto, la Yamaha mi ha risposto: 'No, nessun Marquez può venire qui'. Io non capivo e ho chiesto loro il motivo. Era tutto dettato da Marc e da quello che era successo nel 2015. Per Yamaha era diventata una questione personale".
Nello stesso periodo, Alex si è trovato senza team, passando poi comunque in Honda a fianco del fratello nel 2020. La stessa coppia che si formerà nel 2024 nella formazione Gresini Ducati.
