Lucchinelli anche canzone MotoGP: il pilota che passò dal gradino più alto del podio al palco di Sanremo
Marco Lucchinelli nasce a Caparana, in Liguria, nel 1954. Fa il suo esordio nel 1974 su una Aermacchi 250cc in una gara cronoscalata ma la sua avventura nelle competizioni iridate inizia due anni dopo con una Yamaha 350cc. Nel 1976 sale in sella ad una Suzuki 500 ottenendo buoni risultati che gli valgono il quarto posto in campionato dopo due secondi, un terzo ed un quarto posto in gara. Nel 1981 la consacrazione e la vittoria del titolo della classe regina dominando la scena grazie a cinque gradini più alti del podio (Francia, Olanda, Belgio, San Marino e Finlandia) e 105 punti complessivi.
Lucchinelli, soprannominato "Cavallo Pazzo" per il suo stile di guida spericolato caratterizzato da uno shakespeariano "o tutto o niente" (tradotto: o vinco, o cado), era un personaggio molto popolare e amato dal pubblico. E il nostro Lucky canterino non aveva solo nella passione per le note la sua dose di pazzia: correva con camicia e cravatta sotto la tuta e spiegò il perché così: "Dovevamo scioperare io e Graziano Rossi, lui aveva già deciso di andare a gareggiare con Morbidelli l’anno successivo ed io mi ero messo la camicia sotto la tuta per fare un dispetto e prender per il culo la moto che andavo a lasciare, mia intenzione era fare due giri e fermarmi, poi girando ho visto che ero nei primi tre ed ho deciso che il dispetto glielo avrei fatto vincendo la gara e così è andata. Da lì in poi cravatta o foulard li ho usati sempre. E’ una cosa di cui mi vanto anche perché sembra che sia stato Valentino ad aver inventato le scenette. Io già nel secolo scorso indossavo le tute belle, i caschi particolari e facevo queste trovate. Ero troppo avanti forse".
Insomma, i piloti degli anni 70 erano strani, ma parecchio strani, e noi non possiamo che ricordarli con affetto, soprattutto se paragonati ai robot senz'anima che oggi guidano le MotoGP. Uno dei tanti "cavalli pazzi", Lucchinelli si inseriva in un panorama popolato da personaggi istrionici, fuori dagli schemi, in certi casi completamente matti. Di personaggi borderline ce n'erano tanti, da Walter Migliorati che correva con indosso come sottocasco le mutandine di una sua conquista, fino al mitico Graziano Rossi, papà di Valentino, che oltre all'abbigliamento tanto astruso da far impallidire persino l'Alberto Camerini di Rock'n'Roll Robot, amava accompagnarsi con una gallina al guinzaglio e si spostava su una Fiat Multipla decorata come un carretto siciliano.
La partecipazione a Sanremo: Stella Fortuna e l'ingresso nel mondo della musica
Nel 1982, Marco Lucchinelli, fresco campione del mondo della classe 500, salì sul palco del Teatro Ariston non per ricevere un premio, ma per cantare. La sua partecipazione come ospite al Festival di Sanremo con la canzone "Stella Fortuna" è stata una delle sorprese di quell'edizione, ma anche una testimonianza della sua personalità eclettica e della sua passione per la musica. Fu molto emozionante. Ero ancora in piena euforia per il titolo mondiale, avevo nella testa un futuro con la Honda che tornava alle corse e Sanremo era qualcosa di speciale perché nessuno sportivo ci era andato prima di me. L’atmosfera era molto rock and roll, furono emozioni forti. Tra gli ospiti c’era gente come Celentano e Johnny Halliday, dei miti. Feci amicizia con Bobby Solo, un personaggio da film che poi venne al mio matrimonio a cantare Una lacrima sul viso.
Se della canzone ci si ricorda ben poco (Non bisogna essere Mario Luzzatto Fegiz per capire che Stella Fortuna non era certo un capolavoro), per il cantante Lucchinelli Sanremo è stata un'esperienza emozionante e divertente. Qui sotto la canzone, purtroppo non esistono online testimonianze video di Lucky all'Ariston.

La carriera musicale parallela: singoli, colonne sonore e dediche
Nello stesso anno, Lucchinelli pubblicò un altro 45 giri intitolato "La volevo". Nel 1983, invece, il suo brano "Lucky rock and roll" venne inserito nella colonna sonora del documentario sul motociclismo "Turbo time". Il suo quarto e ultimo 45 giri, "Lei Cagiva, lui Ducati", uscì nel periodo in cui la Cagiva acquisì la Ducati e narra la storia d'amore tra due moto, una Cagiva e una Ducati, appunto. Ma Lucchinelli non si è fermato qui. Nel corso degli anni, ha continuato a cantare, dedicando canzoni a piloti come Carl Fogarty, Valentino Rossi e Giacomo Agostini, realizzando sigle per trasmissioni televisive ed esibendosi dal vivo. Inutile dire che nessuna delle canzoni di Lucchinelli ebbe chissà quale successo, o anche solo ricordata per particolari qualità compositive o di testo.
Il senso della musica nello spettacolo del motociclismo contemporaneo
Sarà Jovanotti ad accompagnare gli appassionati di Moto Gp che sta scaldando i motori per l'inizio di questa nuova stagione. Nei giorni scorsi, infatti, è stato annunciato che sarà proprio la canzone "E si fa bello per te", nella versione Remastered 2023 del cantante e degli Ackeejuice Rockers, a fare da sigla al MotoGp 2023 che parte questo fine settimana. "Qui non si vive al rallentatore, cassa che spinge come un motore" canta Jovanotti in questa canzone di cui ha creato 10 remix di altrettanti producer scegliendo quella degli Ackeejuice Rockers, come sigla da dare alla Moto Gp. La canzone parla dell'importanza della scoperta: "Questi giorni passati A esplorare pianeti A cercare forme di vita Per sentire meglio la vita".
🎵 La NUOVA SIGLA Sky MotoGP è firmata JOVANOTTI - Si fa per bello per te
La tradizione di cantanti-piloti e la relazione tra musica e mondi delle corse
La presenza di piloti che si cimentano con la musica non è un caso isolato: Lucchinelli rappresenta un esempio di come la figura del pilota possa varcare i confini dello sport e entrare nel mondo dello spettacolo. La sua esperienza sanremese ha ulteriormente accresciuto la sua fama, portandolo a contatto con il mondo della musica e dello spettacolo. Per me, la prima cosa che doveva fare era incapsulare la natura eroica di ciò che fanno questi ragazzi. Questi ragazzi poi per me sono i più fighi, e doveva incapsulare questo aspetto. Melodicamente era qualcosa che volevo incorporare. Il primo pensiero è stato Beethoven, la sua nona sinfonia. "Ho subito pensato che doveva essere qualcosa di semplice, ritmico, eroico.
Curiosità e aneddoti
Lucchinelli racconta episodi divertenti e simbolici del suo rapporto col pubblico e con il mondo delle due ruote. La partecipazione a Sanremo è stata una delle sorprese di quell'edizione, ma anche una testimonianza della sua personalità eclettica e della sua passione per la musica. Feci amicizia con Bobby Solo, un personaggio da film che poi venne al mio matrimonio a cantare Una lacrima sul viso.
| Anno | Evento musicale | Note |
|---|---|---|
| 1982 | Stella Fortuna a Sanremo | Partecipazione come ospite, forte risonanza mediatica |
| 1982 | 45 giri "La volevo" | Pubblicazione di un singolo aggiuntivo |
| 1983 | "Lucky rock and roll" | Inserito nella colonna sonora del documentario "Turbo time" |
| 198x | "Lei Cagiva, lui Ducati" | Singolo legato all'acquisizione Ducati da parte di Cagiva |
Immagine simbolica della carriera
A sinistra Lucchinelli a Sanremo, a destra con tuta, camicia e cravatta.

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