Lambretta Pato 150: velocità massima, prestazioni e restyling tra passato e presente
La nuova "LAMBRETTA PATO" commercializzata per l'Italia da "MOTOM" e' certamente uno dei modelli di "scooter 4 tempi" che ha ottenuto maggiori successi a livello nazionale! La pubblicità effettuata tramite i consueti mezzi di informazione ed il marchio vincente, abbinato ad un efficace re-style del mezzo hanno dato senza ombra di dubbio il loro contributo alle vendite!
Inizialmente molto apprezzata, la "Lambretta Pato" ha subito dopo qualche tempo critiche feroci per quanto riguarda la potenza erogata!
Specifiche tecniche e obiettivi di elaborazione
* ATTENZIONE! Ai dati sopra riportati aggiungiamo di nostra iniziativa le seguenti specifiche tecniche:MOTORE: 152QMI - corsa per alesaggio 52,4x57,8 mmCILINDRATA: 124,64 CCVELOCITA' MASSIMA: 85 Km/h
“SORVOLIAMO” ELABORAZIONE "LAMBRETTA PATO" 50cc 4 tempi e 125cc 4 tempi. Dopo lunghi tentativi e ancor più onerose spese siamo ora in grado di offrire una soluzione ideale senza spendere molti soldi ed avendo un risultato efficace che sino ad oggi ha reso felici centinaia di clienti!
Per quanto riguarda l'elaborazione del modello 50cc 4 tempi i risultati migliori sono stati ottenuti con l'installazione della sola "accensione digitale Biellascooter" per Lambretta, senza la sostituzione di gruppo termico: vedi su "accensione Lambretta".
Se la vostra scelta fosse però più radicale, potete tranquillamente sostituire l'originale gruppo termico da 39mm con uno maggiorato da 52mm della "Biellascooter" senza spendere grosse cifre!
Riepilogo elaborazione e costi
- COSTO € 489,00 IVA INCLUSA. (velocità + 40 Km/H ca.)
- COSTO € 270,00 IVA INCLUSA. (velocità + 25/30 Km/H ca.)
- COSTO € 299,00 IVA INCLUSA. COSTO IVA INCLUSa. (velocità + 30 Km/H ca.)
- COSTO € 613,00 IVA INCLUSA. (velocità + 30 Km/H ca.)
- COSTO € 299,00 IVA INCLUSA. (velocità + 20/30 Km/H ca.)
- COSTO € 299,00 IVA INCLUSA.
Torna la Lambretta? Si cioè no. Nome e logo dello storico scooter della Innocenti sono gli stessi ma i contenuti sono ben diversi.
Contesto storico e rilancio del marchio
OCCHI A MANDORLA Prendi uno scooter made in China, appiccicagli un marchio storico e guarda l'effetto che fa. L'operazione non è nuova, somiglia molto a quella effettuata qualche tempo fa con la Garelli da Paolo Berlusconi e soci. TORNA ANCHE LA MOTOM Uscito dall'operazione Garelli, Cottone si è messo in società con Nicola Gurrado e ha comprato la Motom, altro marchio storico (famosissime le Motom 50) fondando la Motom Italia Srl. IPER-LAMBRETTA Non contenti, eccoli impegnati a far rinascere anche la Lambretta. Il marchio caduto nel dimenticatoio in India -ultimo luogo dove la Lambretta è stata prodotta- è stato ora riregistrato in Italia e dà il nome ad uno scooter di stampo classico e pragmatico senza soluzioni particolarmente innovative.
La Lambretta Pato (il neo acquisto del Milan non c'entra per niente) sarà venduta inizialmente presso la grande distribuzione (negli ipermercati, per intenderci) con obbiettivi piuttosto ambiziosi (10.000 pezzi nel primo anno).
Caratteristiche e design
DIVERSA Marchio a parte, la nuova Lambretta ha ben poco in comune con la sua antenata. È uno scooter tradizionalmente moderno, con meccanica a quattro tempi raffreddata ad aria (125 cc per ora, ma a primavera arriverà anche il 150), forcella a biscottino e carrozzeria in materiale plastico vagamente ispirata a quella dell'acerrima nemica, il che farà certo discutere chi alla vecchia Lambretta è rimasto attaccato con il cuore e l'anima.
A volte ritornano, almeno nel nome. La Lambretta, uno dei veicoli che rivoluzionò la mobilità urbana del dopo guerra, simpatica quanto la mitica Vespa ma non fortunata come la rivale, rinasce un po’ per merito italiano ed un po’ cinese.
Italiani sono i promotori dell’impresa, cinesi sono i modelli prodotti. Un unione che vede da una parte la Motom (altro marchio storico), con a capo Nicola Gurrado (presidente di Motom Italia) e Giovanni Cottone (ex socio di Paolo Berlusconi all’epoca dell’operazione Garelli), dall’altra il prodotto cinese, che si sta pian piano equiparando nella qualità e nel design alla realtà europea.
A molti cultori del marchio scomparso, l’unione farà un po’ arricciare il naso, ma va anche detto che per non finire nel dimenticatoio dei vari miti a due ruote, è sempre meglio esserci che non esserci e chiamarla Lambretta Pato (Pato come il Papero che vive sulle sponde del fiume Lambro, dove nacque il nome Lambretta), potrebbe essere un’idea simpatica per farla risorgere a mo’ di cigno…
Così come non sembra malvagia, ma non nuova, l’idea di cominciare a venderla attraverso la grande distribuzione (obiettivo 10.000 unità all’anno), a patto (che fa rima con Pato…) di avere anche l’assistenza garantita dei veicoli.
Così hanno commentato i vertici dell’azienda, «ci è sembrata un’idea originale collegare il passato, le origini del fiume Lambro ad un papero, a chi vive il fiume...», Pato è anche un giocatore del Milan, «è stata un’idea precedente al suo arrivo al Milan. Ora la nostra speranza è quella che ci porti la stessa fortuna che il Milan si augura di avere con il giocatore».
Comunque detto, fatto, dalle ceneri della mitica Lambretta Innocenti, passata per mani indiane e tornata ora in Italia, ecco Lambretta Pato, uno scooter moderno, con motore a quattro tempi raffreddato ad aria di 125 cc (più avanti ci sarà anche il 150), forcella a biscotto e carrozzeria in plastica dalla linea retrò. Il prezzo è fissato in 2.412 euro.
Cenni storici
CENNI STORICI LAMBRETTA La Innocenti iniziò la produzione della Lambretta nel 1947 e continuò a costruirla per quasi 25 anni. Alla fine degli anni ’60, piccola e sfortunata parentesi sotto l’inglese BMC, che chiuse la produzione nel 1972. Il governo indiano comprò la fabbrica per incentivare il trasporto privato. La SIL (Scooters of India Limited), fu l'impresa di proprietà statale che cominciò la produzione un paio d'anni dopo continuandola sino al 1998. La Lambretta aveva un motore a 2 tempi funzionante a miscela di benzina e olio, 3 marce, con una cilindrata che variava dai 49 ai 198 cc. I primi modelli, avevano le meccaniche coperte o con alcune parti esposte, così da sembrare un motociclo, ma quelli che ebbero più successo furono le versioni chiuse. I modelli TV (Turismo Veloce) e SX (Special X) sono i più richiesti dai collezionisti.
Ieri ho finalmente fatto girare la mia Lambretta 125 Li II, tutta tirata a lustro, della quale presto metterò le foto sul forum. A parte un piccolo problema riguardante la poca luce del faro, sembra tutto Ok. L'avviamento però non è sempre immediato e, se la spengo e riparto dopo pochi minuti, tende ad ingolfarsi. E' un problema di carburazione? La cosa, però, che mi ha un pò stupito è questa: posseggo anche una 150 Li II, stessa serie e stesso anno, che ha prestazioni nettamente superiori. La 150 ha subito due maggiorazioni (rimanendo nello standard) del cilindro a causa di un grippaggio, ha il collettore di scarico e la marmitta della III serie, monta un carburatore da 18, anzichè il provisto 19, e riesce a raggiungere, al tachimetro, i 100 Km/h.
La 125 è tutta rigidamente di serie e, tutta sparata, non supera i 70 Km./h. Ora, se è vero che non è la velocità quello che io cerco in un mezzo storico, è altrettanto vero che mi vedo già ultimo nelle passeggiate domenicali con quei matti esaltati del mio club; già li sento lamentarsi e sbuffare mentre mi aspettano, costretti a non poter dare fondo a tutta la cavalleria delle loro lambre, certamente più prestanti... Ed inoltre mi chiedo: è normale che una piccola differenza nella cilindrata causi questa differenza di prestazioni? C'è forse qualcosa che posso fare, senza stravolgere le caratteristiche del mezzo, per migliorare la condizione?
Citazione: Messaggio inserito da pedro-1962
Si, va bene, anche se il contaKm è certamente generoso, la differenza di prestazioni, anche ed una valutarione empirica, è notevole. La 150, lanciata al massimo, sale di giri che è una bellezza, mentre la 125 si mantiene su un regime modesto.
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