Granfondo: Chi Vince e Cosa Succede Dietro le Quinte del Ciclismo Amatoriale
Le Granfondo, manifestazioni ciclistiche amatoriali che attirano migliaia di appassionati in tutta Italia, rappresentano un connubio di passione sportiva, turismo e, talvolta, controversie. Dalle vette alpine alle colline pugliesi, queste gare offrono percorsi spettacolari e la possibilità per ciclisti di ogni livello di mettersi alla prova. Ma chi sono i veri vincitori di queste competizioni, e quali sono le dinamiche che le governano?
La Vittoria e il Podio: Esempi Concreti
La prima edizione della Granfondo Alpi del Mare ha visto trionfare l'ex ciclista professionista Alberto Nardin, fermando il cronometro a 2 ore, 36 minuti e 51 secondi. Sul podio assoluto, Nardin ha preceduto Luca Cavallo e Matteo Raimondi. La gara femminile è stata invece vinta da Annalisa Prato, seguita da Martina Cavallo e Maria Elena Palmisano. La partenza da Mondovì Breo ha dato il via a un percorso che si snodava attraverso località suggestive come Bastia, Surie, Murazzano, Torresina, Castellino, Niella Tanaro e Vicoforte, per poi proseguire lungo la Valle Corsaglia.

Un altro esempio significativo è la Granfondo Alberobello Murge, giunta alla sua 28ª edizione. Con partenza e arrivo ad Alberobello, per un totale di 116 km e 1.500 metri di dislivello, la gara ha visto prevalere Giovanni Loiscio, vigile urbano di Matera, tesserato con l'Eracle di Alberobello. Loiscio ha commentato con emozione la sua vittoria, definendola una "gara di casa" e spiegando come la competizione si sia decisa nelle fasi finali, su un tratto tecnico. Il podio maschile ha visto salire anche Antonio Carenza e Ciro Greco. Tra le donne, ha dominato Anna Ciccone, anch'essa atleta locale, con un ampio margine sulle seconde classificate. La premiazione ha visto la partecipazione di figure di spicco del ciclismo italiano come Gianni Bugno e Sonny Colbrelli.
Criticità e Dilemmi Etici nel Ciclismo Amatoriale
Non mancano, tuttavia, le ombre che oscurano il mondo delle Granfondo. La tragica scomparsa di Michele Negri durante la Granfondo di Bergamo ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sull'eccessiva competitività che talvolta caratterizza queste manifestazioni. L'idea che "può succedere anche ai più esperti" e che "fa parte del gioco" viene messa in discussione da chi ritiene che il format attuale delle Granfondo possa essere intrinsecamente pericoloso, spingendo alcuni a ipotizzare addirittura l'abolizione di tali eventi nella loro forma attuale.
Gran Fondo, Di Gregorio: "Unico percorso per la sicurezza"
Negli ultimi anni, si osserva una tendenza alla "professionistizzazione" del ciclismo amatoriale. Molti appassionati dedicano 25-30 ore settimanali all'allenamento, avvalendosi di coach, nutrizionisti e massaggiatori. Questo elevato livello di impegno, unito all'aumento delle velocità medie e alla crescente competizione, ha portato a un incremento dei rischi. L'ambiente, un tempo percepito come più rilassato, è diventato per alcuni "esasperato e squallido", con un'eccessiva serietà con cui alcuni partecipanti affrontano quella che dovrebbe rimanere un'attività ludica.
La Questione del Doping e delle Sanzioni
Il problema del doping emerge con prepotenza, minando l'integrità sportiva e l'immagine delle competizioni. La notizia della positività di Enrico Zen alla Sportful Dolomiti Race di Feltre, riscontrato positivo a sostanze dopanti, ha sollevato interrogativi e portato all'applicazione di sanzioni significative. Il regolamento dell'evento prevede, in caso di positività accertata, una sanzione pecuniaria di 50.000 euro a carico dell'atleta e della società di appartenenza, somma devoluta alla pratica sportiva giovanile. Questa clausola etica, introdotta da diverse Granfondo italiane, mira a fungere da deterrente, in linea con quanto già accaduto in passato con squalifiche per doping, come nel caso di Michele Maccanti nel 2010. L'aumento dei controlli antidoping da parte di enti come Nado Italia, Coni e Nas è visto positivamente dagli organizzatori, che sperano così di allontanare gli atleti più "esasperati" e favorire chi vive lo sport con maggiore passione e correttezza.
La Competizione tra Ex Professionisti e Amatori
Un altro punto di dibattito riguarda la partecipazione di ex professionisti e dilettanti di alto livello alle Granfondo. Alcuni ritengono che la loro presenza "rompa il giocattolo" per gli "amatori di alto livello", alterando le dinamiche di gara e creando un divario insormontabile. Si discute sulla definizione stessa di "amatore" e sulla liceità di questi atleti nel competere in categorie non professionistiche. Alcune manifestazioni, come la Fausto Coppi, hanno scelto di non accettare iscrizioni da ex professionisti, nel tentativo di preservare un certo equilibrio. La valutazione della propria prestazione dovrebbe, secondo alcuni, basarsi su parametri assoluti piuttosto che relativi alla presenza di atleti più blasonati.
Alternative e Nuovi Modelli di Organizzazione
Di fronte a queste problematiche, stanno emergendo modelli organizzativi alternativi. Eventi come la Nova Eroica propongono un format senza classifica generale, basato sulla somma dei tempi di prove speciali selezionate lungo il percorso. Questo approccio mira a neutralizzare le discese e i tratti più pericolosi, riducendo la competizione esasperata e valorizzando l'esperienza complessiva dell'evento. Nei tratti di trasferimento, i partecipanti possono godere del paesaggio e socializzare, riservando lo sforzo massimo ai tratti cronometrati.

Altre iniziative, come il Sellaronda Bike Day e eventi simili allo Stelvio, dimostrano come la promozione turistica e la passione per la bicicletta possano prosperare anche senza la componente agonistica pura. Queste manifestazioni, con migliaia di partecipanti che pedalano liberamente su percorsi chiusi al traffico, generano un indotto turistico significativo, riempiendo alberghi e attività locali, senza la necessità di iscrizioni costose, tessere o classifiche.
Il Ruolo del Turismo e dell'Economia Locale
Le Granfondo svolgono un ruolo importante come strumento di marketing territoriale. Eventi come la Granfondo Valtidone, definita dal Sindaco Gianpaolo Fornasari "strumento di marketing territoriale, ideale per visitare luoghi turistici e apprezzarne la bellezza", attirano atleti da diverse regioni italiane, portando benefici economici alle comunità ospitanti. La loro capacità di promuovere itinerari naturalistici e culturali è innegabile, trasformando la competizione sportiva in un'occasione di scoperta e valorizzazione del territorio.
Dati e Partecipazione: Uno Sguardo ai Numeri
Le cifre parlano chiaro sull'enorme seguito di queste manifestazioni. La Granfondo Alpi del Mare ha registrato 2.185 iscritti, di cui 1.139 provenienti dalla provincia di Cuneo. La Granfondo dell’Alto Casertano, valevole come prova unica del Campionato Italiano Granfondo CSI 2025, ha visto la partecipazione di numerosi atleti su un percorso rinnovato. La Granfondo Città di Labico, alla sua sesta edizione, ha raccolto un numero elevato di appassionati, confermando il suo successo nel circuito Pedalatium Off-Road.
I Mondiali UCI Gran Fondo a Trento hanno visto la partecipazione di oltre 2.000 cicloamatori provenienti da 60 nazioni, testimoniando la dimensione globale di questo sport. Atleti di ogni età e provenienza hanno preso parte alle diverse competizioni, dalle cronometro alle staffette, fino alla cronoscalata sul Monte Bondone. Tra i partecipanti, spiccano storie di longevità e passione, come quella di Arthur Duncan, 87 anni, il concorrente più anziano, o di campionesse storiche come Jeannie Longo, che pur ritirata dall'agonismo professionistico, continua a competere e vincere nelle categorie amatoriali.
Il costo di partecipazione, talvolta elevato (si pensi ai 110 euro per la 9 Colli), è un altro aspetto che alimenta il dibattito. Molti ritengono che si paghi "un'esperienza" e non necessariamente la "possibilità di competere", evidenziando come il modello di business delle Granfondo sia complesso e stratificato.
In conclusione, le Granfondo rappresentano un fenomeno multisfaccettato del ciclismo amatoriale italiano. Mentre la competizione, la sfida e la ricerca della vittoria sono elementi centrali per molti, emergono con forza anche le discussioni sulla sicurezza, l'etica sportiva e la sostenibilità del modello attuale. La capacità di adattarsi, di mettere al primo posto la sicurezza e di valorizzare l'esperienza complessiva dell'evento, al di là della mera classifica, sarà fondamentale per il futuro di queste affascinanti manifestazioni.
