Giada Borgato: La Voce Femminile che Illumina il Giro d'Italia
L'eco del ciclismo risuona nelle vene di Giada Borgato fin dalla culla. Cresciuta all'ombra delle gesta del padre Aldo, prima corridore dilettante e poi stimato direttore sportivo, Giada ha respirato l'aria pura delle competizioni ciclistiche sin dai suoi primi anni. "Anni bellissimi e spensierati", ricorda con affetto, rievocando gli esordi a soli sette anni con la maglia della Polesana di Rovigo, per poi passare all'Us Rubano. I suoi primi successi, cerchiati in rosso sul calendario, includono il prestigioso titolo italiano esordienti nel 2002 e la Coppa Rosa da allieva nel 2005, traguardi che già preannunciavano un futuro luminoso.

Se parlare di tappe e di volate è quasi naturale per chi è immerso nel mondo delle due ruote, l'esperienza che sta vivendo l'atleta originaria di Legnaro, in provincia di Padova, è qualcosa di veramente unico e indimenticabile. A fianco del telecronista Francesco Pancani, Giada Borgato è diventata la voce tecnica di Rai Sport per il Giro d'Italia numero 104, una delle competizioni ciclistiche più affascinanti e storiche del panorama sportivo italiano e internazionale.
"No, assolutamente non me l’aspettavo", confessa Giada con un misto di sorpresa ed emozione. "Speravo nell’anteprima o forse nel Processo alla Tappa, ma non certo un ruolo così centrale, così importante. Accompagnare e descrivere la cronaca della corsa, interpretare le varie fasi, cercando pure di fare appassionare è proprio una novità."
Un Ruolo Storico: La Prima Donna a Commentare il Giro Maschile
Il suo incarico segna un momento epocale: Giada Borgato è la prima donna a commentare in diretta le gesta dei ciclisti uomini al Giro d'Italia. "È chiaro che un po’ di ansia la sento", ammette, "ma per fortuna ho accanto una squadra forte ed esperta." Questa nomina non è solo un traguardo personale per Giada, ma rappresenta anche un significativo passo avanti per la parità di genere nel giornalismo sportivo e nel racconto del ciclismo, un mondo tradizionalmente dominato da voci maschili. La sua presenza rompe un tabù e apre nuove prospettive per le future generazioni di donne appassionate di questo sport.
La sua carriera ciclistica è stata ricca di esperienze significative. Juniores con il Cielo Club Breganze, da professionista ha vestito le prestigiose maglie di Menikini Selle Italia, Gauss Magneti, Chiro Forno d’Asolo e Diadora Pasta Zara. Proprio con quest'ultima squadra, nel 2012, ha conquistato il titolo di campionessa italiana, lo stesso anno della convocazione in Nazionale per il Campionato del Mondo di Valkenburg, in Olanda. La sua carriera è proseguita con Diadora ed Estado de Mexico, prima del ritiro dall'agonismo nel 2014. Il suo addio alle competizioni è stato accompagnato da un messaggio premonitore sul ciclismo femminile, in cui esortava le più giovani a perseverare su questa strada: "Il movimento sta facendo dei passi avanti e non parlo solo del ciclismo", spiega convinta Giada, "anche i social hanno aiutato: prima non si conoscevano i nomi delle atlete."

Dalla Bici al Microfono: Un Percorso di Passione e Competenza
La transizione di Giada Borgato dal ciclismo agonistico al giornalismo sportivo è stata fluida e naturale, guidata da una profonda conoscenza del mondo delle due ruote e da una spiccata capacità comunicativa. Dopo aver appeso la bicicletta al chiodo nel 2014, ha iniziato a collaborare con Rai Sport, mettendo a disposizione la sua esperienza come opinionista in gare ciclistiche, sia femminili che maschili. La sua competenza, unita a una pacatezza innata nel spiegare con parole efficaci i segreti e le sfumature delle corse, l'ha resa una figura preziosa per la redazione.
"Quando ho saputo di essere stata scelta per commentare il Giro d’Italia ho avuto uno shock!", confessa Giada. "Da qualche anno lavoro nel campo, ho intrapreso la professione di 'voce tecnica', ma non mi aspettavo una proposta così importante. Sono davvero emozionata e non vedo l’ora di iniziare." La sua preparazione per questo ruolo è stata meticolosa: le ventuno tappe del Giro d'Italia sono state studiate una per una, con appunti dettagliati che potrebbero quasi costituire un libro per ogni singola frazione. Non si è concentrata esclusivamente sul percorso altimetrico, ma ha approfondito le bellezze del territorio e l'arte che costellano le strade che le serpentine ciclistiche incroceranno da Nord a Sud della penisola.
L'Approccio al Giro: Tra Emozione e Responsabilità
Essere la prima donna a ricoprire il ruolo di commentatrice del Giro d'Italia è una posizione affascinante, ma Giada è consapevole delle sfide che comporta. "Vivrò ventuno giorni di lavoro molto intensi, mi capiterà anche di sbagliare qualcosa, nessuno è perfetto, ma per me sarà una scuola importante, un full immersion dal quale conto di uscire più preparata." Affronta questa avventura con grande entusiasmo, certa che il supporto dei suoi "compagni di viaggio", bravi ed esperti colleghi, contribuirà al successo.
Nell'era dei social media, il rischio di dover affrontare critiche, anche aspre, è una realtà concreta. Giada è preparata: "Sono consapevole del fatto che c’è chi aspetta un mio errore per puntare il dito, fa parte del nostro lavoro e della vita. La cosa importante è che le critiche siano costruttive. Di queste farò tesoro, le altre cercherò di non leggerle", dice con un sorriso.
Una Passione Familiare per le Due Ruote
La passione per il ciclismo in casa Borgato è un vero e proprio affare di famiglia. Il padre Aldo, con la sua esperienza da dilettante e direttore sportivo, ha trasmesso a Giada l'amore per questo sport. Anche il fratello maggiore, Marco Borgato, ha intrapreso la carriera ciclistica, sebbene l'abbia interrotta a causa di un incidente d'auto. Giada stessa ha iniziato ad appena sette anni, dimostrando fin da subito un talento innato. Ricorda con dolcezza le domeniche di gara, accompagnata dalla madre Marina e dalla nonna materna Lorenza, portando con sé la minestra da scaldare durante i lunghi trasferimenti verso le competizioni. "Ci si ritrovava poi alla sera, spesso con trofei da mostrare e ognuno con aneddoti da raccontare", ha raccontato in un'intervista.
La sua carriera da atleta, pur brillante, ha incontrato delle difficoltà nel passaggio dalle categorie giovanili al professionismo. "A 19 anni mi trovavo a dover andare ancora a scuola e a gareggiare con donne mature fisicamente e di grande esperienza. Non riuscivo più a fare la differenza, fornivo buone prove e mi piazzavo, ma per me, abituata a vincere, non bastava". Nonostante ciò, ha continuato a gareggiare, partecipando al suo primo Giro Donne nel 2010 e conquistando il suo unico successo da professionista nel 2012, diventando campionessa italiana Elite.
Il Ricordo Indelebile di una Vittoria Amara e Dolce
Il 2012 è stato un anno di emozioni contrastanti per Giada Borgato. Il 20 giugno, a Pergine Valsugana, ha conquistato il titolo italiano su strada, una vittoria sudatissima, ottenuta nonostante i crampi che la attanagliavano, persino alle dita delle mani. "Avevo crampi dappertutto perfino nelle dita delle mani, ma ero felice", ricorda. Quella stessa giornata, però, fu segnata dalla notizia della morte del suo amato nonno paterno, Livio, avvenuta proprio mentre lei dava il massimo in competizione. "Quella forza fuori schema che avevo sentito in gara nasceva dal mio inconscio e forse era l'ultimo regalo che lui mi faceva e che mi ha consentito di rinascere." Questo evento ha aggiunto una profondità emotiva indelebile a quel trionfo, trasformandolo in un ricordo agrodolce ma potentissimo.
Un altro ricordo prezioso sono le corse nelle Fiandre, un luogo dove l'atmosfera che si respira è capace di emozionare profondamente. Oggi, Giada vive a Cortona, in provincia di Arezzo, con il suo fidanzato Eros Capecchi, anch'egli ciclista professionista, e i loro cani Ettore e Stiby. Possiede due biciclette, una nella sua residenza toscana e un'altra in Veneto, per quando torna nella sua terra d'origine.
Un Sogno: Far Appassionare al Ciclismo
L'obiettivo di Giada Borgato per questo Giro d'Italia va oltre la semplice cronaca sportiva. "Il mio obiettivo", dice con entusiasmo, "è quello di divertirmi e di far divertire chi ci seguirà." Nutre un piccolo, ma ambizioso sogno: riuscire a trasmettere la passione per il ciclismo anche a chi non ha mai visto una gara. E poi c'è il futuro, rappresentato dai bambini, i futuri appassionati e, chissà, i futuri campioni.
La sua presenza al commento del Giro d'Italia è una testimonianza del cambiamento in atto nel mondo dello sport e dei media. Come sottolineato dal giornalista di Raisport Stefano Rizzato, la sua promozione sul campo tecnico è un traguardo che "vale quasi più della maglia rosa nel mondo prettamente maschile del racconto del ciclismo in tv". Giada Borgato non è solo una voce, ma un simbolo di inclusione e di un nuovo modo di raccontare lo sport, portando la sua esperienza, la sua passione e la sua prospettiva unica alla "Corsa Rosa", un evento che incarna l'essenza del ciclismo italiano: "La bici è fatica, è lotta, è resistenza ma è anche Libertà."

Nel 2023, Giada ha ulteriormente consolidato il suo ruolo passando a commentare le tappe direttamente dalla moto, diventando la prima donna nella storia del Giro a ricoprire un incarico così ravvicinato all'azione. Questa scelta, che la porta a vivere la corsa in modo ancora più intimo e viscerale, testimonia la sua crescente autorevolezza e la fiducia riposta nelle sue capacità da parte di Rai Sport. L'edizione 2023 del Giro d'Italia, con le sue caratteristiche - "Tre cronometro e sei tappe per gli scalatori", come lei stessa ha sintetizzato - offre un percorso ricco di opportunità per tutti i tipi di ciclisti, con oltre 70 chilometri a cronometro e sei arrivi in salita, un terreno su cui Giada saprà certamente narrare con maestria le epiche battaglie tra i contendenti. La sua presenza fissa nel gruppo di RaiSport dal 2021, anno in cui ha inaugurato questa fase inedita, la rende una figura ormai consolidata e apprezzata, capace di introdurre il pubblico alle dinamiche delle squadre, alle decisioni dei protagonisti e al "perché" delle loro azioni, andando oltre il semplice "come" e "quando". Con la sua voce, Giada Borgato continua a svelare la bellezza e la complessità del ciclismo, rendendo partecipi gli spettatori dello sforzo e della passione che animano ogni chilometro della Corsa Rosa.
