Curve in appoggio per bici da enduro: tecnica, postura e allenamento
Le curve in appoggio sono tipiche dell' ambiente montano: i sentieri sono stati delineati dal passaggio dell' acqua e da quello degli escursionisti, pertanto è normale che la curva non sia in piano ma con un appoggio più o meno naturale. L'approccio corretto consiste nell' anticipare l'ingresso in curva. L'impostazione varia a seconda che ci troviamo in entrata/uscita e in esterno/interno. Il presupposto di partenza è la posizione base che abbiamo approfondito nello specifico articolo. Supponiamo di avere una curva stretta e pendente che volge a sinistra. La posizione dei piedi è fondamentale: se la curva è sulla sinistra il piede destro deve trovarsi davanti rispetto al suo omologo sinistro. La differenza rispetto alle curve senza appoggio è che possiamo mantenere i piedi allineati sul piano orizzontale, mentre come abbiamo visto nel relativo articolo, nelle curve senza appoggio dobbiamo tenere un piede alzato ed uno abbassato.
Per concludere: una considerazione sulla frenata. Può succedere di vedere biker che utilizzano il freno posteriore per far slittare la ruota posteriore ed inclinarla maggiormente verso l'interno della curva. Il fatto di essere stato 10 volte campione del mondo di downhill negli anni passati ed essere ancora estremamente competitivo all’età di 40 anni (attualmente è quarto nel ranking mondiale dell’Enduro World Series) fa di lui un idolo, un’icona per molti appassionati. La mano dev’ess essere ben centrata sulla manopola. Regolate la distanza della leva dal manubrio affinché questa, nel punto di massima frenata, arrivi abbastanza vicina alla manopola ma naturalmente senza toccarla. Correlata a questa impostazione, regolate l’angolazione delle leve in modo da creare una linea continua con il vostro braccio quando state frenando: il polso, nel momento della frenata e quindi con il corpo basso e leggermente arretrato, dovrà avere una posizione comoda e naturale o, come preferisce Nico (e anche il sottoscritto), leggermente rialzata.
Ecco una curva dove è fondamentale entrare piano, studiare rapidamente il fondo e cercare di pompare la bici per farla aderire il più possibile al terreno. In mountain bike, la maggior parte della gente che conosco ha un difetto comune: entrano in curva veloci e “inchiodano” in mezzo alla curva stessa, per poi pedalare in uscita. Fate una prova, magari con Strava o con un paio di amici e un cronometro. Spesso sui tratti tecnici o sui salti vediamo molti rider trattenere il fiato e commettere errori, mentre dopo un paio di respiri profondi tutto cambia, la vista si schiarisce e la guida diventa precisa. Cercate di leggere sempre il terreno che vi si presenta davanti, decidere le zone dove frenare e quelle dove mollare i freni, se c’è una salita e bisogna cambiare rapporto oppure un tratto tecnico dove si deve stare attivi e concentrati. Guardate sempre dai 4 agli 8 metri davanti a voi, lanciando delle brevi occhiate ancora più in là se siete su un trail che non conoscete. Questo farà miracoli alla vostra guida e vi preparerà ad affrontare qualsiasi situazione, come se già conosceste il sentiero.
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- Questo video è denso, ricchissimo di informazioni ed esercizi pratici, quindi guardalo più volte e concentrati su una cosa alla volta: se cerchi di risolvere i tuoi problemi tutti insieme potresti non risolverne neanche uno e anzi peggiorare.
- Il primo concetto da comprendere è quello del grip sul terreno che dipende da quanto peso scarichiamo su entrambe le gomme. Se ad esempio ti posizioni con i piedi su una bilancia, vedrai che il peso aumenta o diminuisce se spingi verso il basso o ti allunghi utilizzando le gambe.
La stessa cosa avviene sulla bici e quindi è fondamentale capire come mettere più peso sulle gomme quando ci serve grip e alleggerirle quando non è più necessario. Il secondo concetto da capire riguarda il tanto discusso sguardo. La curva non parte dal girare il manubrio ma dal girare la testa per portare gli occhi in dei punti precisi. Facciamo un esempio: se a piedi cerco di fare un 360 devo per forza girare prima la testa per iniziare e finire la rotazione in modo efficace e senza cadere. La stessa cosa avviene sulla bici, la rotazione della testa ci permette per prima cosa di vedere dove dobbiamo arrivare e quindi di impostare dal principio una traiettoria corretta.
Nel momento in cui ho visto dove andare, ho impostato la traiettoria corretta, il mio sguardo funziona come uno scanner, costantemente si muove e analizza il sentiero di qualche metro più avanti o piu vicino a me, in relazione alla velocità a cui sto andando: più vado piano e più devo scannerizzare vicino a me, più vado veloce e più devo scannerizzare lontano. Ci sono un sacco di incomprensioni ed errori riguardo questo concetto e il guardare più o meno avanti dipenderà dall'esperienza e dal livello di abilità del rider. Seconda cosa, la rotazione della testa permette di ruotare, come in una reazione a catena, le spalle, il busto, il bacino, il ginocchio e il piede e questa torsione di tutto il corpo porterà la bici a girare in modo efficace.
Prova questo esercizio: stacca il pedale interno, gira la testa e ruota portando il poplite sul lato della sella. Staccare il piede non è il modo corretto di fare le curve ma ci consente di sperimentare in modo estremizzato la rotazione e il peso sul pedale esterno. Un altro concetto importante da comprendere è la differenza tra fare la curva a pedali paralleli oppure con il pedale esterno giù. Fare tutte le curve col pedale abbassato non è conveniente per i motivi che ti mostro a breve, anzi ti dico che probabilmente la maggior parte delle curve si fa a piedi paralleli. Infatti abbassare il pedale serve per una trazione extra e bisogna abbassarlo al massimo solo quando serve e a varie altezze e livelli.
Mettersi a peso morto sul pedale esterno in ogni momento della curva o in tutte le curve non ci consentirà di ammortizzare bene con le gambe, soprattutto in quelle situazioni di sentiero scassato o scivoloso. Quindi approccerò la curva a pedali paralleli e nel punto dove mi serve più grip abbasserò sempre di più il piede fino al punto clou della curva, ottenendo l’effetto della bilancia sul margine più esterno delle gomme. Un errore comune è entrare in curva già con il pedale giù. Come puoi immaginare in questo caso non c’è dinamismo o spostamento di peso, quindi non posso schiacciare le gomme nel punto dove mi serve più grip.
Nella maggior parte delle curve basta allineare il corpo con la bici, ma laddove il sentiero è più scivoloso posso aumentare l’inclinazione della bici e la distanza del telaio dalla mia gamba per appunto lasciare più spazio alla bici di traslare sotto il mio corpo verso l’esterno. In questo caso non do grip in un punto preciso della curva per cambiare direzione, ma metto peso costante sull’esterno e così lascio scivolare la bici sotto di me e non via da me. Ma attento a non esasperare la posizione, oltre un certo limite diventa controproducente perché più allontani la bici da te e più ti irrigidisci.
Questa è già una tecnica avanzata che puoi utilizzare sui terreni scivolosi o sdrucciolevoli, che però ha come requisito il restare morbidi. Se per paura di scivolare ti irrigidisci la traslazione potrebbe trasformarsi in una caduta. Come imparare a stare morbidi in curva? Innanzitutto, prima di passare a degli esercizi specifici, ti propongo di sperimentare e provare le curve in varie posizioni quindi spingendo con le gambe, a gambe dritte, a gambe e braccia piegate, tutto indietro e tutto avanti, con i gomiti aperti o con i gomiti stretti. Questo ti darà esperienza extra per esplorare e controllare tutte le variabili possibili.
Noterai che andando piano e sul prato con un buon grip puoi portarti a casa la curva in qualsiasi posizione. MA prova la stessa cosa cercando di fare la curva più velocemente possibile o sullo scivoloso, qui le carte in gioco cambiano. Per questo, se non ho la velocità di un pro, la curva dipenderà per la maggior parte dall’impostazione della traiettoria che vedremo tra poco. Se invece vuoi andare sempre più veloce e puntare alle prime posizioni in classifica sarà fondamentale anche la posizione del corpo. Adesso ti mostriamo gli esercizi migliori per sperimentare l’impostazione della traiettoria, la posizione del corpo e lo spostamento dei pesi in curva.
- Slalom a pedali paralleli pompato, schiaccio quando mi serve grip e alleggerisco per favorire il cambio di direzione. Prova a farlo anche cambiando il pedale che sta avanti. Provalo anche abbassando il piede esterno per acquisire un pò di ritmo.
- Mi concentro sullo sguardo: appena entro in curva guardo l’uscita, prima di uscire dalla curva guardo il centro dell’8. Mi concentro sull’impostazione della traiettoria, allargandomi anche di poco prima di ogni curva per favorire l’inclinazione della bici e l’inserimento e provo a lasciar scorrere la bici in curva senza frenare. Se sbagli ad impostare la traiettoria dall’inizio te ne accorgi perché dovrai correggerla bruscamente nel mezzo o nella parte finale della curva. Invece se la imposti bene disegni una traiettoria più rotonda che fila liscia come l’olio.
- Molleggio in curva: prova a piegare braccia e gambe accucciandoti e allungandoti per sbloccare le articolazioni in curva. Non fare l’errore di andare verso avanti o verso indietro, ma mantieniti sulla verticale della sella.
- Conetto passa sotto sul ripido con solo freno anteriore: utile per i ripidi e per imparare a gestire il freno anteriore e le chiusure di sterzo. Evita la frenata a scatti e i barcollamenti, lascia girare le ruote in modo costante.
- Staccata + curva: utile per imparare a regolare la velocità d’ingresso. Fai una sprint, fai una bella staccata e poi prova a mollare i freni. Se hai azzeccato la giusta velocità d’ingresso e hai impostato bene la traiettoria non avrai bisogno di frenare con la bici inclinata e uscirai più o meno veloce dalla curva senza pedalare.
Come abbiamo visto sul prato, nella curva la posizione del corpo conta solo una parte. La buona riuscita di una curva dipende molto da quello che facciamo prima e da come usiamo i freni. Come la impostiamo, a che velocità ci entriamo, se freniamo nel mezzo o prima della curva, se freniamo bruscamente o a scatti quando la bici è inclinata. A questo proposito ti consiglio di padroneggiare gli esercizi che abbiamo mostrato nel video della frenata. Un errore che spesso capita a molti rider è che una volta entrati in curva, il cambio di direzione improvviso li spinga verso dietro, fino ad assumere una posizione a braccia distese, che non gli consente in nessun modo di controllare la curva e inoltre toglie kili importanti dall’anteriore. È fondamentale fare una buona staccata bilanciando il peso su entrambe le ruote e usando molto il freno anteriore come abbiamo visto nel video sulla frenata, dopo di che è importante mollare progressivamente il freno anteriore man mano che la bici si inclina, in modo di lasciare libera la ruota di girare senza impedimenti.
Il peso del corpo rimane sui pedali, mi devo sentire le mani e le braccia leggere e libere di muoversi sulle asperità ma saldamente attaccate al manubrio per non lasciarmi cadere verso dietro come un sacco di patate. In tutte le curve e in generale quando si guida la bici, i talloni devono essere bassi in determinati momenti ma non sempre, perché altrimenti perdono la loro capacità di assorbire gli urti e gestire il peso. Molti fanno questo errore di forzare i talloni verso il basso soprattutto quello del piede che sta dietro oppure di tenerli troppo alti come se guidassero sulle punte. In entrambi i casi si perdono i pedali sulle asperità. Man mano che la forza centrifuga della curva aumenta, abbasso il busto e metto in pratica la teoria della ciotola connettendo pedali e manubrio.
L’ideale sarebbe frenare prima e mollare completamente i freni in curva. Ma questo non è assolutamente possibile sulle curve molto ripide. In questi casi è necessaria anche una buona dose di freno anteriore, pure se la bici è inclinata, e tutto dipende dalla nostra sensibilità sulla leva del freno. Se la premo troppo bruscamente o a scatti, creerò uno spostamento brusco dei pesi prima avanti e poi dietro, come una barca sulle onde, alleggerendo l’anteriore e rischiando di scivolare. In generale conviene regolare bene la velocità prima della curva (e questa abilità ovviamente la puoi acquisire solo con l’esperienza e con l’esercizio sul prato) ma se sbagli i tuoi calcoli, come spesso capita a tutti, puoi gestirla con una sensibile pressione sui freni nella prima metà. In un passaggio in leggera pendenza o pianura mi conviene uscire veloce, su un pezzo molto ripido conviene invece regolare la velocità e mantenerla costante. In genere bisogna rimanere centrali in curva o arretrare col sedere se è molto ripida ma senza mai distendere del tutto le braccia. Altrimenti non hai controllo sull’anteriore. La distensione massima delle braccia avviene solo se devo copiare un gradone molto alto o un brusco cambio di pendenza. Punta di più sull’inclinare il busto per abbassare il centro di massa favorendo l’equilibrio e portando il giusto peso sull’anteriore. Con la sella alta sarà fondamentale inclinare il busto per abbassare il centro di massa e favorire l’equilibrio. Il messaggio finale è sperimentare tutte le posizioni e le varianti di velocità e frenata con gli esercizi sul prato perché non esiste la posizione perfetta ma un continuum, una posizione che si aggiusta di volta in volta a seconda delle esigenze.
In questi casi bisogna sperimentare anche i diversi tipi di pressione sul manubrio. Fai caso durante gli esercizi sul prato cosa cambia se metti poca o troppa pressione sulle manopole, oppure se spingi di più su quella esterna o su quella interna. In questo caso lascerò a te il compito di trovare la giusta soluzione e se ti va condividila sul nostro gruppo per migliorare in bici. Applica la teoria della ciotola anche in curva. Come abbiamo visto prima la bici si guida con i piedi, ma se questi non sono connessi saldamente al manubrio non possiamo controllare la direzione della bici e ne assorbire tutte le asperità, lasciando la bici libera di muoversi sotto di noi come se galleggiasse sugli ostacoli.

Come passare da una guida passiva a una attiva? Prova a generare velocità in un piazzale in piano partendo da fermo e pompando con braccia e gambe e girando il manubrio, provalo anche con l’otto partendo da fermo. In uscita di curva pompa e fai tipo un bunny hop per saltare via dalla curva. Una volta che hai acquisito una buona consapevolezza del tuo corpo, poi passare a degli esercizi più complessi. Iniziare a sperimentare la perdita di aderenza facendo sgommare le ruote senza l’uso del freno per prendere confidenza con lo scivolamento dell’anteriore e del posteriore. Su un terreno molto scivoloso prova a girare piano e poi man mano sempre più veloce per creare un drift.
Componenti e scelta del manubrio per enduro
Inizialmente bisogna verificare che il diametro al centro del manubrio, dove viene stretto l’attacco manubrio sia di 31.8mm come nel 95% dei casi sulle MTB. Se la tua bici ha già qualche anno, è di base o montata con un manubrio molto fino di alta qualità, questa dispone sicuramente di un manubrio di 25.4mm di diametro. La larghezza del manubrio, da ogni estremità, dipende spesso della bici utilizzata e della pratica. Un manubrio largo favorisce la sensibilità di guida, la stabilità nelle discese e l’equilibrio sulla bici e favorisce l'apertura dell torace per una maggiore respirazione. Un manubrio stretto permette il passaggio tra gli alberi e da un maggiore aerodinamica sui tratti più rapidi. Il Rise, la parte rialzata, frequente in DH (discesa), permette di rialzare la posizione di guida e di equilibrare il peso verso la parte posteriore della bici. L'Upsweep, molto comune in Enduro-All Mountain è uguale al Rise ma in modo più ergonomico per l’allineamento osseo polso/mano sulla vostra bici. Il Backsweep tira le estremità del manubrio verso di voi, ciò rende il manubrio più comodo al livello dell’allineamento polso/mano, come l Upsweep esso sarà configurato con i manubri di tipo Enduro-All Mountain. Il carbonio, più leggero, assorbisce le vibrazioni per un massimo di comfort, da un’apparenza più Race alla bici e quasi se non uguale in resistenza all’alluminio a massa uguale. Darimo Carbon 6° Flatbar, con pesi a partire da soli 79 gr. è la più leggera curva manubrio MTB al mondo! E' realizzata in fibra di carbonio monoscocca ad alto modulo sapientemente ottimizzata nella laminazione e negli spessori. Progettazione FEM, test di laboratorio e sui campi di gara danno vita ad un prodotto che non è solo ultraleggero ma anche sicuro e certificato ISO 4210. Grafiche adesive personalizzabili nei colori, peso massimo biker 90 kg (su richiesta anche senza limitazioni).

Darimo Carbon 9° Flatbar, con pesi a partire da soli 79 gr. è la più leggera curva manubrio MTB al mondo! E' realizzata in fibra di carbonio monoscocca ad alto modulo sapientemente ottimizzata nella laminazione e negli spessori. Progettazione FEM, test di laboratorio e sui campi di gara danno vita ad un prodotto che non è solo ultraleggero ma anche sicuro e certificato ISO 4210. Grafiche adesive personalizzabili nei colori, peso massimo biker 90 kg (su richiesta anche senza limitazioni).

Gemini Propus manubrio integrato MTB con pesi a partire da 149 gr. è il più leggero e prestazionale presente sul mercato ed anche il più bello grazie al suo pregevole design! Realizzato mediante tecnologia monoscocca con la pregiata fibra di carbonio Mitsubishi MR70 di grado Aerospaziale, è studiato per fornire un comfort superiore, grande rigidità torsionale e totale sicurezza ed affidabilità! 7° Backsweep, 5° Upsweep, 0 mm Rise, Offset +3mm; -12mm; -25mm, ottimizzato per angoli sterzo da 67° a 70°. Lunghezze di 50-60-70-80-90-100 mm, versione Ultralight larghezza 700-760 mm. Trama tessuto UD opaco, in opzione e con sovrapprezzo UD lucido, 12k opaco, 12k lucido e possibilità di personalizzazioni estetiche.

Grigiocarbonio Integrale manubrio integrato MTB ultraleggero in fibra di carbonio T1000, 8° backsweep, 4° upsweep, larghezza da 600 mm a 780 mm, inclinazione stem -6° o -17°, lunghezza stem: 50-60-70-80-90-100 mm, compatibile con tubi sterzo standard da 1.1/8". Non compatibile con barends. Peso a partire da 119 gr. (127 gr. in combinazione -17°/70mm/740mm) è il più leggero manubrio integrato in commercio, nonché la soluzione più leggera che si possa adottare per la propria MTB. Altissima qualità realizzativa e cura nei dettagli, grandissima resistenza ed assoluta sicurezza. Trama tessuto 12K o unidirezionale UD, finitura lucida o opaca scelta, grafiche in vari colori.

Grigiocarbonio Integrale manubrio integrato MTB ultraleggero in fibra di carbonio T800, 8° backsweep, 4° upsweep, larghezza da 600 mm a 780 mm, inclinazione stem -6° o -17°, lunghezza stem : 50-60-70-80-90-100 mm, compatibile con tubi sterzo standard da 1.1/8". Non compatibile con barends. Pesi a partire da 139 gr. (150 gr. in combinazione -17°/70mm/740mm). Altissima qualità realizzativa e cura nei dettagli, grandissima resistenza ed assoluta sicurezza. Trama tessuto 3K Twill o unidirezionale UD, finitura lucida o opaca scelta, grafiche in vari colori.

Grigiocarbonio Vivax curva manubrio flat MTB ultraleggera in fibra di carbonio T1000 ad altissimo modulo, inclinazione 6° (backsweep), larghezza da 600 mm a 780 mm. Attacco 31.8 mm oversize, non compatibile con barends. Pesi a partire da 85 gr. (102 gr. in lunghezza 740 mm). Dotata di sistema di sicurezza brevettato "Safety Clip". Altissima qualità realizzataiva, grandissima resistenza (fino a 400 kg!) ed assoluta sicurezza (certificata UNI EN 14766/2006). Finitura 12k o UD, lucida o opaca scelta. Grigiocarbonio Vivax curva manubrio flat MTB ultraleggera in fibra di carbonio T800 ad alto modulo, inclinazione 6° (backsweep), larghezza 600-780 mm. Attacco 31.8 mm oversize, non compatibile con barends. Pesi a partire da 100 gr. (115 gr. in lunghezza 740 mm). Dotata di sistema di sicurezza brevettato "Safety Clip". Altissima qualità realizzativa e cura nei dettagli, grandissima resistenza (fino a 375 kg!) ed assoluta sicurezza (certificata UNI EN 14766/2006).

PORTE (ex BERG) Hrunting curva manubrio superleggera in fibra di carbonio, realizzata con i migliori materiali e tecnologie, super affidabile e sicura ( certificata ISO 4210 in Germania da EFBe). Inclinazione 9° (backsweep), rise 0 mm (piatta), diametro oversize (31.8 mm), larghezza 620-760 mm (accorciabile), finitura UD opaca o lucida, non compatibile con prolunghe manubrio. Peso di soli 105 gr. in larghezza 760 mm (limite massimo peso biker 100 kg). Struttura a sandwich con fibre Mitsubishi e Torayca, design specifico per ottimizzare la rigidità e contenere il peso grazie alla ampia sezione centrale. Utilizzato in ambito XC, XCO e Marathon da diversi agonisti, testato anche in Coppa del Mondo!

In questo video articolo vedremo che non esiste la tecnica corretta di curva in assoluto ma che ci sono tantissime sfumature diverse a seconda della situazione e capiremo come imparare queste tecniche con degli esercizi passo passo. 1:20 come aumentare il grip in curva con un esercizio di riscaldamento che puoi fare prima di ogni giro; 2:50 perché guardare avanti non basta; 7:05 quando mettere il pedale giù o rimanere a pedali paralleli; 11:10 perché a volte conta molto più l’impostazione della traiettoria che la posizione del corpo in curva; 11:38 degli esercizi pratici per prepararsi ad ogni tipo di curva, dalle più strette e tecniche alle più veloci e scivolose; 13:35 come gestire i freni, come evitare brusche chiusure di sterzo e rovinose cadute; 22:12 come scegliere la linea giusta e la più creativa e tutto ciò che c’è da sapere per fare curve veloci e divertenti in sicurezza.
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