Ciclisti contro Nadal: nel ciclismo scetticismo e dibattito sull’uso delle infiltrazioni
Nadal vince il Roland Garros e dopo due giorni cammina in stampelle e fa fatica a scendere dall’auto. Immagini che hanno fatto il giro del mondo portando anche tanti apprezzamenti per il tennista spagnolo esempio di sacrificio: capace di vincere a discapito del dolore al piede provocato dalla sua malattia cronica. Apprezzamenti che però non arrivano da un’altra categoria di sportivi: i ciclisti.
Nadal aveva infatti ammesso di aver giocato il Roland Garros grazie a diverse infiltrazioni: dato questo che non è piaciuto ad alcuni ciclisti professionisti. Thibaut Pinot, ritwittando l’intervista in cui il tennista ammetteva i trattamenti si è fermato a un laconico commento “Gli eroi di oggi”. Molto più pesanti le dichiarazioni di Guillaume Martin a L’Equipe: “Se un ciclista facesse la stessa cosa, che nel ciclismo comunque è proibita, tutti gli salterebbero addosso dicendo che è dopato. Questo perché ci sono stereotipi sul ciclismo, mentre la gente incensa Nadal che è stato capace di fare quello che ha fatto nonostante il dolore.
Io invece come molti altri ciclisti ho avuto tendiniti al ginocchio, provando dolore che mi faceva mettere in dubbio la partenza alla tappa successiva: chiaramente sarebbe stato tutto più facile con un’infiltrazione. A poco meno di 50 chilometri dal traguardo i due si sono resi protagonisti di una bravata che poteva sfociare in tragedia. Eulalio reagisce allargando il braccio, Garofoli colpito al sedere. Il gruppo sfreccia verso il traguardo, il rumore delle ruote copre le urla della folla, la maglia rosa è in testa al plotone con la sua squadra. Poi, all’improvviso, in una rotonda il gesto folle, inconsulto: le mani tese in mezzo alla strada, contro corridori lanciati a oltre cinquanta all’ora.
Succede tra Brusciano e Marigliano, nel cuore della sesta tappa da Paestum a Napoli, a poco meno di cinquanta chilometri dal traguardo. Afonso Eulalio, leader della corsa, è il primo ad essere toccato e reagisce allargando il braccio per respingere il ragazzo più scalmanato. Scene assurde- Scene assurde, immortalate dalle telecamere davanti a centinaia di spettatori increduli. I responsabili hanno 19 e 20 anni, arrivano da San Vitaliano, in provincia di Napoli. La polizia li ha identificati e denunciati per procurato pericolo durante una manifestazione sportiva: per entrambi è scattato il daspo urbano.
“Ho visto tutto perché davanti a me c’era Thomas Silva (l’uruguaiano ex maglia rosa, ndr) che l’ha mandato a quel paese. Non si rendono conto della velocità a cui andiamo", ha raccontato Alberto Bettiol. Durissimo la reazione del Giro d’Italia sui canali social: "Vi adoriamo a bordo strada, ma c’è un limite da non superare. Non siate come questa persona". Così Davide Ballerini, vincitore di tappa: "Esibizionisti? Non lo so. Non si sono resi conto di ciò che poteva succedere, ma non penso si volessero lanciare dentro al gruppo.
Il trionfo di Rafa Nadal al Roland Garros, con un piede anestetizzato per le infiltrazioni, non è stato celebrato nel mondo del ciclismo. Qual è stata l'impresa sportiva più epica per Rafa Nadal? Difficile dirlo, alla luce dei tantissimi successi collezionati in carriera dal tennista spagnolo. Sicuramente l'ultimo trionfo, al Roland Garros è uno dei più importanti, visto che è arrivato in età non più giovanissima e soprattutto in condizioni fisiche assolutamente precarie. Infatti il recordman di titoli dello Slam dopo la vittoria in finale su Ruud ha ammesso di aver giocato con il piede sinistro di fatto anestetizzato a causa delle infiltrazioni.
Per questa osteonecrosi, ovvero la morte di un segmento dell’osso navicolare o scafoide tarsale cronica e incurabile, non c'era altro da fare. Ora, dopo il Roland Garros, per Rafa è il momento delle scelte importanti: da una parte c'è la possibilità di un trattamento che preveda ulteriori infiltrazioni, ovvero delle iniezioni con radiofrequenza pulsata, dall'altra l'operazione con il possibile ricorso ad una protesi che potrebbe comportare uno stop di un anno e mezzo. In attesa delle valutazioni del mancino, non tutti all'interno del mondo dello sport considerano un'impresa quella realizzata al Roland Garros.
C'è infatti anzi chi, reputa scorretto il ricorrere a queste cure speciali, per poter gareggiare. Nelle ultime ore infatti, dal ciclismo sono arrivate critiche anche pesanti per i farmaci utilizzati da Nadal pur di competere ad altissimi livelli. Molto duro il giudizio di Guillaume Martin ciclista su strada francese che corre per il team Cofidis. Al quotidiano L'Equipe, il classe 1993 ha dimostrato di avere le idee molto chiare sulle infiltrazioni a cui ha fatto ricorso il tennista: "Quello che ha fatto Nadal sarebbe impossibile nel ciclismo e penso sia normale. Se sei malato o infortunato, non gareggi. Questo ha perfettamente senso, per diversi motivi. In primo luogo per la salute degli atleti.
A lungo termine non sono sicuro che possa essere benefico per la caviglia di Nadal. Guillaume Martin in occasione dell'ultimo Giro d'Italia. Grandi critiche a Nadal. Secondo Martin dunque se un ciclista avesse giovato delle stesse infiltrazioni di Nadal, oppure citando un altro celebre esempio, di quelle che hanno aiutato il ginocchio di Ibrahimovic in stagione sarebbe stato squalificato. A suo dire il tutto potrebbe essere considerato simile al doping: "Se un ciclista fa la stessa cosa, sarebbe già squalificato. E anche se così non fosse, tutti si farebbero avanti ad accusarlo di essere dopato, perché c'è già un passato culturale, una fama legata al ciclismo. Applaudo Nadal per riuscire a giocare sul dolore. Penso che sia stato Ibrahimovic a parlare di recente di iniezioni al ginocchio.
Passano per eroi perché si sottomettono al dolore, ma in realtà sfruttano le sostanze per superare il dolore e, lo ripeto, per per me è molto al limite. Se succedesse lo stesso al vincitore nel ciclismo, soprattutto al Tour, anche se non c'è niente, verrebbe sistematicamente accusato di doping". A supportare la teoria di Martin, anche un altro ciclista di primissimo livello come Thibaut Pinot. Condiviso uno scambio di opinioni tra il volto noto di Eurosport ed ex giocatrice Barbara Schett e Nadal, con la prima che chiede "Rafa quante iniezioni hai fatto oggi" e il secondo che risponde "Meglio che non si sappia".
A prendere le difese del tennista ci ha pensato il collega Jonathan Eysseric che ha commentato "la tristezza di questo tweet". A quel punto Pinot ha spiegato: "Ho le mie convinzioni e un modo di vedere lo sport e le prestazioni sportive diverso dal tuo. Il mio tweet era riferito a Nadal ma potrebbe essere per qualsiasi altro sportivo. La sua carriera o il talento non sono in discussione. Nelle ultime settimane vediamo troppi atleti usare questo tipo di pratiche. Io ho perso quasi due anni di carriera, per prendermi cura della mia schiena, è stato difficile ma ne vado fiero. Sono metodi i loro che sono semplicemente proibiti nel mio sport, così denigrato. Ecco un po' più di precisione sulla tristezza del mio tweet. Scusa se la mia risposta è caduta su di te. Sportivamente". A quel punto Eysseric ha risposto, spiegando il perché Nadal non abbia fatto niente di male visto che non ci sono stati dribbling al regolamento. Inoltre a detta del francese, non è stato certo facile per Rafa giocare con un piede addormentato: "Dal momento in cui è autorizzato in questo caso a farsi anestetizzare il piede, oltre a non camminare più bene e poter entrare in campo, non credo sia così avvantaggiato (dubito che sia semplice mettere appoggi con piede anestetizzato). Soprattutto rischia di rovinarsi e magari di non poter rientrare in campo".
Il dibattito è servito, e chissà che non si riproponga al momento del prossimo torneo di Nadal. I ciclisti contro Rafa Nadal. Mentre dalla Spagna arrivano le immagini di Rafa Nadal in stampelle, Thibaut Pinot e Guillaume Martin si sono scagliati contro il 14 volte campione del Roland Garros, che ha ammesso di aver avuto bisogno di infiltrazioni per giocare il torneo nonostante il problema cronico al piede sinistro. Il primo era stato Pinot che, retwittando delle dichiarazioni di Nadal a Eurosport (alla domanda dell’ex tennista Barbara Schett sul numero di infiltrazioni effettuate, Rafa aveva risposto «E’ meglio che tu non lo sappia») aveva commentato «Gli eroi di oggi..:». Martin, a L’Equipe, ci è andato giù più duro: «Se un ciclista facesse la stessa cosa, cosa che nel ciclismo è comunque proibita, tutti gli salterebbero addosso considerandolo dopato. Questo perché c’è uno sfondo culturale e degli stereotipi propri al ciclismo, mentre la gente incensa Nadal per essere stato capace di fare quello che ha fatto oltre il dolore.
A seguire: le considerazioni di Pineau e la discussione sulle infiltrazioni, con il focus sui principi etici e sulla distinzione tra discipline sportive. Le parole del francese assumono un significato particolare perché toccano indirettamente un tema che ha accompagnato Nadal per gran parte della sua carriera. Uno degli episodi più discussi risale al 2016, quando il gruppo di hacker russi Fancy Bears violò i database della WADA, pubblicando documenti relativi a numerosi atleti. Tra questi comparivano le cartelle cliniche di Rafa, dalle quali emergeva l’utilizzo di betametasone nel 2009 e tetracosactide nel 2012, ma le sostanze erano state assunte legalmente nell’ambito di Esenzioni a Fini Terapeutici (TUE).
Anche nel 2022, durante il suo ultimo trionfo al Roland Garros, Nadal finì al centro di una nuova discussione. Alcuni osservatori sollevarono dubbi sull’opportunità di ricorrere a queste pratiche. È proprio in questo contesto che si inseriscono le parole di Pineau. L’ex corridore non accusa direttamente Nadal di aver violato le norme antidoping, ma mette in discussione la legittimità dei trattamenti: fino a che punto è giusto spingersi oltre il dolore pur di continuare a competere ai massimi livelli?
- Il dibattito tra atleti di diverse discipline su infiltrazioni e limiti etici.
- La gestione del dolore nel tennis rispetto al ciclismo.
- Le conseguenze mediatiche e sportive delle scelte di Nadal.

