Ciclista donna: il taglio gamba, la corsa e le complicazioni mediche
Finisce in ospedale con una frattura al femore dopo una caduta in bicicletta, ne esce con la gamba amputata. I medici eseguito l'inserimento di una protesi non si accorgono che l'arto in pochi giorni era andato in gangrena dopo una embolia scatenata dall'intervento. Un'amputazione che poteva essere evitata con esami strumentali e una consulenza chirurgica vascolare secondo la procura di Roma, che nei giorni scorsi, ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di nove medici dell'ospedale Sant'Eugenio con l'accusa di lesioni aggravate.
Per la vittima, un ciclista romano all'epoca dei fatti, il 2015, 49enne, il dramma si è consumato in un paio di settimane. Lite fra nomadi alle nozze tra una 14enne e un 15enne: i parenti dello sposo sparano. Nonnino record: a 102 operato al femore ed è già in reparto.
Il caso clinico
Il FATTO L'11 aprile Eugenio V. arriva al pronto soccorso del Sant'Eugenio con una frattura al collo del femore. Quattro giorni dopo viene sottoposto all'intervento di ricomposizione con l'inserimento della protesi. A fatica il paziente riesce a rimettersi in piedi, ma poi le sue condizioni di salute precipitano. La gamba fratturata, la destra, diventa livida e dolorante. La causa però viene scoperta solo quando l'arto diventa visibilmente affetto da gangrena gassosa causata da una complicanza trombo embolica non diagnosticata in tempo. Due interventi di rivascolarizzazione purtroppo non bastano per evitare il taglio dell'arto. Per una serie di superficialità, secondo la ricostruzione del pm Maria Gabriella Fazi. La prima sarebbe stata commessa dal medico che durante le visite del 23 e del 25 maggio, come ricostruisce nell'imputazione, «aveva omesso di approfondire mediante esami strumentali, una Eco doppler, le condizioni del piede destro del paziente nonostante le evidenti alterazioni esteriori». Mentre a sei ortopedici e a due medici del reparto di chirurgia d'urgenza il magistrato addebita «la mancata richiesta di una visita vascolare nonostante lesioni degli esami di laboratorio». La visita specialistica infatti verrà effettuata solo il 28 maggio, quasi una settimana dopo l'insorgere delle gravi problematiche all'arto.
L'INCHIESTA In un primo momento le due perizie disposte dal pm, però, escludono la responsabilità dei medici. Nessun dato avrebbe evidenziato allarmi. Ma dopo l'opposizione alla richiesta di archiviazione presentato dai legali della vittima, il caso è stato rivalutato alla luce di una ulteriore perizia. Bastava intervenire sei giorni prima, è la conclusione. La diagnosi di trombo della parete interna dell'aorta, secondo la consulenza fatta elaborate dalla parte lesa e presa in considerazione dal giudice dell'udienza preliminare, «era possibile fin dal 22 aprile», ossia una settimana dopo l'intervento e sei giorni prima dell'amputazione.
«Sono meravigliato dal rinvio a giudizio - ha affermato l’avvocato Piergiorgio Micalizzi, difensore di un ortopedico - in quanto il coinvolgimento del mio assistito si colloca in un momento in cui non c’era nessuna sintomatologia allarmante.»
Riferimenti sportivi e profilo pubblico
Attiva tra le Elite dal 2011, è stata medaglia di bronzo olimpica in linea nel 2016 e nel 2021 e bronzo mondiale in linea nel 2012, nel 2020 e nel 2024. In carriera ha vinto due Giri d'Italia (nel 2024 e nel 2025), due Giri delle Fiandre (nel 2015 e nel 2024) e una Parigi-Roubaix (nel 2022), diventando la seconda atleta italiana - e unica donna - ad aggiudicarsi entrambe le classiche monumento. È sorella di Paolo Longo Borghini, ex ciclista professionista, e figlia di Guidina Dal Sasso, ex sciatrice di fondo. Nata a Verbania, cresce nella vicina Ornavasso, dove vive ancora oggi.
Nell'arco della carriera ha gareggiato con diverse squadre: Cristoforetti-Cordioli, Hitec Products, Wiggle-Honda, Trek-Segafredo, Lidl-Trek, e, dal 2025, UAE Team ADQ. Ha conquistato numerose piazzamenti e titoli, tra cui il Trofeo Alfredo Binda-Comune di Cittiglio, la Strade Bianche, la Parigi-Roubaix, e successi internazionali che hanno segnato la storia del ciclismo femminile. Nel frattempo, la sua storia personale resta legata alle tappe di formazione e alle sfide delle atlete innovative.
Immagini e riferimenti comunitari mostrano una carriera in costante ascesa, con riconoscimenti che hanno accompagnato la crescita del ciclismo femminile nel panorama internazionale.

Studio del MOVIMENTO per MOMENTI CHIAVE
Tuttavia, nel contesto dell'inchiesta giuridica italiana, si è messo in evidenza come le tempistiche diagnostiche e le decisioni chirurgiche possano incidere significativamente sull'esito di infortuni importanti, evidenziando la necessità di una gestione tempestiva e multidisciplinare in casi di emergenza vascolare collegati a traumi ortopedici.
| Evento | Data | Esito | Note |
|---|---|---|---|
| Raccolta del paziente all'ospedale | 11 aprile | Frattura collo femore | Intervento 4 giorni dopo |
| Intervento di ricomposizione | 15 aprile | Protesi inserita | Stato precario |
| Complicanze | 5-28 maggio | Gangrena, tromboembolismo | Assenza di visita vascolare tempestiva |
| Esiti | Post maggio | Amputazione | Riduzione funzionale permanente |
- Analizzare criticamente le scelte diagnostiche e le tempistiche nel percorso di cura.
- Considerare l’impatto di una consulenza vascolare precoce in trauma ortopedico.
- Valutare le implicazioni legali e sanitarie per la responsabilità professionale.
Con le vittorie di Elisa Longo Borghini il ciclismo entra nelle Fiamme oro, su poliziadistato.it, 19 giugno 2015. La narrazione prosegue con riferimenti agli atleti, agli episodi di infortuni e alla resilienza sportiva, offrendo un quadro ricco di contesto storico, tecnico e umano.
