Binomio sport e fumo tra ciclisti professionisti: tra vittorie, debolezze e rinascite
Se ami lo sport è difficile che ti venga in mente di fumare. Se vuoi essere il migliore sappi che fumando non ce la farai, dice Alberto Contador, campione che ha guidato la propria carriera con disciplina e scelte salutari. Salgono a denti stretti fissando davanti a sé qualcosa che solo chi è atleta probabilmente può vedere, l’arrivo. Se ti piace vivere, non puoi fumare.
Alberto Contador Non fumo e non ho mai fumato. Credo che non si possa praticare sport fumando. Certo, c’è chi lo fa lo stesso, ma è ovvio che non renderanno mai al massimo livello. Credere è potere. Voglio anche dire due paroline ai più giovani: ragazzi, quando ti piace praticare sport è difficile che ti venga in mente di provare a fumare. Se il tuo desiderio è di essere sempre il migliore sappi che fumando non potrà mai concretizzarsi.
Alberto Contador, Michele Scarponi e Roman Kreuziger presentano tre volti di una stessa realtà: sportivi che associano la disciplina del corpo a scelte di vita salutari, e l’obiettivo comune di incoraggiare a smettere di fumare per valorizzare la salute e le prestazioni. Michele Scarponi Ho praticato sport fin da giovane e quindi ho sempre seguito uno stile di vita improntato alla salute. Per uno sportivo è fondamentale avere cura e rispetto del proprio corpo e fumare è l'antitesi di questo proposito. Per questo sono convinto che lo sport aiuti tutti, anche i fumatori. Dedicatevi a un hobby che possa farvi stare meglio, la bicicletta potrebbe essere una buona idea! Praticando attività fisica, si apprezzano le sensazioni legate al benessere del corpo, considerando le attività nocive (come il fumare) per quello che realmente sono, ovvero un rischio per la salute.
Roman Kreuziger Sono un ciclista professionista, e non ho mai fumato. Il ciclismo in particolare si basa sulla respirazione e sulla salute quindi ciclismo e sigarette non possono convivere. Se fumate, o se avete amici che fumano, dite loro di che hanno una montagna di motivi per smettere, per la salute, per la famiglia e per la gente che sta loro vicino, cui rischiano di fare del male.
EditorialeHomepage editorialeNotizieSportIntrattenimentoArchivioCreativo... Jan Ullrich emerge dalla narrazione di una vita intrecciata tra successi, doping, alcool, cocaina e fumo. Settecento sigarette fumate in un giorno per tenere fede a una sfida è uno degli episodi emblematici della sua vita tra luci e ombre, raccontato nel documentario «Jan Ullrich-The Hunted». «Sono rimasto sobrio per nove mesi, ma un giorno ho bevuto un bicchiere e dopo un po’ ho perso il controllo». Era dicembre 2021, e ad aiutarlo fu Lance Armstrong. Ma prima era arrivato l’amaro calice dell’autodistruzione: «Ero passato dal vino al whisky. Prima un bicchiere al giorno, poi due - racconta Ullrich, primo tedesco a vincere il Tour de France -. Ero un atleta di alto livello e ciò mi ha permesso di vincere la Grande Boucle, ma anche di andare nella direzione opposta. Potrei bere più whisky e inalare sempre più cocaina. Molte persone si sarebbero suicidate, ma il mio corpo ha resistito», racconta.
La caduta dal piedistallo di favorito al Tour arriva nel 2006, quando emergono nomi nei registri del dottor Fuentes. La carriera di Ullrich è segnata da dinamiche di doping, depressione e eccessi, ma soprattutto dall’impatto sulla sua vita privata: «Non so nemmeno io come sia potuto sopravvivere». Riparte da questo pensiero il racconto di Ullrich, che nella sua autodenuncia espone una quotidianità fatta di fiducia tradita, pressioni sociali e una lotta interiore che lo accompagna anche dopo il ritiro, con riferimenti a alcol, fumo e droghe come elementi di una parabola discendente nel mondo del ciclismo.
Cláudio Gonçalves Moreira, brasiliano e specialista in sicurezza sul lavoro, rappresenta un caso positivo di rinascita. Per 26 anni ha avuto la sigaretta come compagna, ma oggi, a 51 anni, festeggia 7 anni senza fumo. A 18 anni entrò nel vortice della nicotina, attratto da un'immagine sociale che associava il fumo all’autostima. Nel 2009 ha trovato supporto medico e psicologico, ha sostituito la sigaretta con la bicicletta ed è riuscito a cambiare vita. La respirazione è migliorata, il sonno è più tranquillo, l’alimentazione è più gradevole. La sigaretta danneggia soprattutto l'anima, secondo spiegazioni di portale Buona Volontà, che richiama l’epidemiologia globale: il tabagismo è una delle principali cause di morte nel mondo, con oltre 6 milioni di decessi all'anno e un incremento previsto a 8 milioni entro il 2030 senza interventi efficaci. Prendi ispirazione dalla storia di Cláudio e aiuta anche gli altri a lasciare il vizio: non è mai troppo tardi per cominciare a vivere in una maniera più sana.

Questo tema globale della lotta al tabagismo si intreccia con le testimonianze degli atleti e dei ex atleti che hanno affrontato crisi personali legate a dipendenze, offrendo una prospettiva multifattoriale: cultura sportiva, pressione mediatica, traumi personali e percorsi di riabilitazione. Le storie di Contador, Scarponi, Kreuziger e Ullrich non sono solo racconti di vittorie ma anche di scelte di vita, resilienza e rinnovamento, utili per chi cerca motivazione a smettere di fumare e a prendersi cura del proprio corpo.
In chiave di prevenzione e informazione, i dati OMS evidenziano che l’uso del tabacco è la principale causa evitabile di morte nel mondo, con una proiezione allarmante se non si interviene: meno fumatori significa meno malattie correlate e una migliore performance atletica, perché il corpo lavora in modo più efficiente quando l’ossigeno circola liberamente. Per trasformare questa consapevolezza in azione concreta, l’esempio di Cláudio mostra che è possibile sostituire la sigaretta con una passione utile come la bicicletta, e che i benefici si riflettono sul sonno, sulla respirazione e sull’energia quotidiana.
Prendi ispirazione dalla storia di Cláudio e aiuta anche gli altri a lasciare il vizio. Non è mai troppo tardi per cominciare a vivere in una maniera più sana. Che ne dici di trasformare tutti i giorni nella Giornata Mondiale senza tabacco?
