Capo Nord in Africa: la straordinaria avventura di Fabry Rock con la Honda Africa Twin
Fabrizio Buscaglia, noto ai follower come Fabry Rock, ha intrapreso una delle spedizioni motociclistiche più leggendarie: un viaggio in moto da Capo Nord a Città del Capo con ritorno, diviso in due tappe principali e condito da una traversata completa dell’Africa occidentale. La sua fedele compagna è una Honda Africa Twin 1100 Adventure Sports, acquistata giusto prima di partire e equipaggiata per resistere a condizioni estreme. La missione è stata battezzata “Kap2Cap” e articolata in due tronconi distinti: Saovona-Capo Nord-ritorno e Savona-Africa-ritorno attraverso il versante opposto dellAfrica, conclusosi tra ottobre 2022 e marzo dell’anno successivo.
Genesi e preparazione: la passione come motore dell’impresa
“Dopo aver fatto l’ultimo viaggio in Russia fino a Vladivostock… l’alternativa era tra Africa e Sud America. Ho scelto di andare in Africa e per questo ho deciso di comprare un’Africa Twin, che avevo già avuto occasione di provare.” Ha spiegato Fabry Rock, sottolineando che la sua moto è stata preparata in modo essenziale: pedane rally, paramani e gomme, mentre tutto il resto era di serie.
Il percorso è stato pianificato per testare la moto fin dall’inizio: “Dopo il primo viaggio di 1.000 km, sono partito per Capo Nord… con la moto carica di ricambi, gomme chiodate e tutto l’occorrente per il rodaggio e i controlli.”
Prima tappa: Capo Nord e ritorno, primavera 2022
La prima parte ha previsto circa due settimane di percorrenza su asfalto, con pernottamenti in tenda e una sicurezza di fondo: “avevo la moto stra-carica, con diversi ricambi per la moto e con le gomme chiodate… montate al Circolo Polare Artico.”
Le condizioni hanno richiesto una gestione oculata del peso: “la moto è diventata più difficile da guidare con tutto quel carico, ma è rimasta stabile.” Sulle trazioni sul ghiaccio, tuttavia, i chiodi non hanno sempre avuto effetto: “sulla neve fresca la presenza dei chiodi non ha fatto una grande differenza.”
Il ritorno dal nord è stato una prima grande prova di resistenza, conclusa con circa 10.000 km coperti e una macchina molto affidabile nonostante condizioni estreme.
Seconda tappa: attraversare l’Africa, da Savona a Città del Capo
Rientrato a Savona, Fabry Rock ha atteso la fine di ottobre per iniziare la fase più impegnativa: attraversare l’Africa da ovest a est, partendo dal Marocco e scendendo lungo l’Africa occidentale fino ai confini del Ghana, Nigeria, Camerun e Congo, per poi risalire a sud fino al Sud Africa e, infine, attraversare l’oceano per tornare in Europa. Durante questa parte ha evitato le traversate marittime quanto più possibile, preferendo restare in sella.
In Marocco la spinta è stata quella di riconquistare la fiducia nel veicolo e di evitare problemi: “qui le strade sono in buono stato e ho trovato il supporto di un motoclub locale a El Jadida per assicurazione valida dieci giorni.” Sono state visitate Marrakech e Tan-Tan, con esplorazioni del paesaggio sempre più arido man mano che ci si avvicinava al Sahara Occidentale, dove il deserto ha accompagnato le ore di guida in mezzo al mare di sabbia e alle dune.
La navigazione durante l’itinerario africano è stata affidata a strumenti diversi rispetto a Capo Nord: TomTom per l’Europa e OsmAnd insieme a iOverlander per l’Africa, un mix utile per orientarsi in contesti dove la burocrazia e i cambiamenti sono all’ordine del giorno. iOverlander si è rivelato prezioso per scelta delle vie e dei luoghi di sostegno, ma ha anche mostrato limiti legati agli aggiornamenti non sempre tempestivi.
Il viaggio africano ha presentato sfide notevoli: frontiere a volte chiuse o a rischio, necessità di documenti specifici e pagamenti illeciti per l’ottenimento di visti o timbri in zone particolarmente complesse. Fabry Rock ha descritto l’ingresso in Mauritania come una procedura lunga e faticosa, con un tratto di sterrato sabbioso molto impegnativo verso la frontiera Senegalese e una serie di soste a Nouakchott, St. Louis e Dakar, dove ha sperimentato il traffico caotico e l’ospitalità delle popolazioni locali.
La Costa d’Avorio ha offerto tratti di sterrato particolarmente fangosi, e in Ghana la motocicletta ha dimostrato di sopportare bene le condizioni incongrue di pioggia e strade allagate. Durante il viaggio il peso della moto è stato costante: batterie, caricabatterie, catena, leve, attrezzi, kit di cricchetti, tenda e strumenti per foto e video, oltre a un drone, hanno reso la navigazione meno spontanea ma certamente più sicura dal punto di vista logistico.
Frontiere e incontri: Camerun, Congo e oltre
La traversata tra Camerun e Nigeria è stata una delle più complesse: entrando in Camerun solo in una “zona rossa” per ragioni di sicurezza, Fabry ha dovuto ricorrere a pagamenti a persone del posto per indicazioni stradali e si è trovato a dover gestire una buca che ha danneggiato la ruota posteriore, richiedendo interventi di gommista e fabbro. Dal Camerun è stato possibile proseguire verso Congo, dove ha trovato benzina soprattutto sul mercato nero e ha evitato rischi legati all’approvvigionamento grazie a taniche extra e a un serbatoio ampio.
In Congo ha attraversato l’equatore e ha assistito a un incidente dietro di lui, incontrando anche un gorilla sul lato della strada. L’itinerario ha incluso un passaggio in Angola tramite un motoscafo passeggero da Cabinda a Soyo, un traghetto non convenzionale che ha permesso di superare il fiume Congo. A Luanda ha pernottato in un campeggio di motociclisti, per poi proseguire tra la pioggia e la presenza di mezzi blindati residuati dalla guerra civile.
Verso il Sud Africa: dalle piste alle grandi viste
In Namibia e poi in Sud Africa, Fabry ha ritrovato strade in buone condizioni e condizioni meteorologiche più favorevoli. A Johannesburg ha avuto modo di visitare la sede di Honda South Africa e di organizzare, con l’appoggio di Honda Italia, un tagliando completo che ha previsto la sostituzione di parti importanti e la riparazione del cerchio posteriore danneggiato in Camerun. Il viaggio prosegue poi verso le Cascate Vittoria in Zimbabwe e, successivamente, verso le cascate e i paesaggi della regione, con l’esemplificazione di una natura maestosa e l’incontro di fauna come zebre, elefanti e giraffe lungo la strada.
Il ritorno in Europa ha previsto tappe attraverso Botswana, Zambia e Zimbabwe, accompagnando la logistica del viaggio con la promozione di Honda Adventure Roads: da Capo Nord a Oslo, passando per Polonia, Baltico e Norvegia, con una tappa memorabile tra i fiordi e le montagne innevate. Il racconto di Fabry si conclude in Italia, dove followers e amici hanno seguito le sue imprese attraverso i social, celebrando una spedizione che ha unito la passione per la moto, la scoperta di paesaggi mozzafiato e lo spirito d’avventura.
Turbolenze, paesaggi e spirito avventuriero
La storia di Kap2Cap è una testimonianza di come la preparazione tecnica si intrecci con una forte motivazione personale: una passione per i viaggi overland che ha portato Fabry Rock a superare ostacoli logistici, climatici e burocratici, mantenendo la moto al centro dell’itinerario e affrontando ogni frontiera come una nuova sfida. Dalla neve norvegese alle dune africane, dalla sterpaglia della Mauritania al traffico di Lagos, il racconto è un mosaico di incontri, paesaggi e decisioni strategiche che hanno reso possibile un’impresa davvero unica nel panorama del mototurismo internazionale.

