Campionato a rischio MotoGP: tra rinvii, doppio GP e scenari alternativi
La difficile situazione in Medio Oriente, con il conflitto Usa-Iran e le tensioni regionali, sta mettendo in crisi i calendari dei due grandi campionati motoristici, MotoGP e F1. Il proseguire della controversia tra Iran-USA ha costretto Liberty Media e gli organizzatori a riflettere su possibili cambiamenti e soluzioni alternative.
La logica e la logistica indicano che il termine ultimo per decidere sul da farsi è settembre: Carmelo e Carlos Ezpeleta dovranno valutare se correre il rischio di attendere ancora oppure spostare o annullare definitivamente il GP del Qatar. Se la situazione non dovesse migliorare, le decisioni potrebbero includere alternative in Europa o altre modifiche capaci di salvare parte del campionato.
La MotoGP ha già attuato una modifica significativa: il GP del Qatar, previsto originariamente per il 12 aprile, è stato posticipato all’8 novembre sul circuito di Lusail. Il calendario ora vede una tripletta che comprende l’Australia (Phillip Island, 25 ottobre), la Malesia (Sepang) e il Qatar (8 novembre). Dopo questo blocco, il gran finale è in Spagna, con Portogallo-Porto e Valencia il 22 e 29 novembre. Nunca prima d’ora il campionato si è concluso così vicino all’inverno.
La possibilità di spostare o annullare il Qatar resta una delle opzioni da valutare. Alcune figure di settore hanno suggerito soluzioni come doppio GP su un unico circuito oppure rimanere in Oriente scegliendo circuiti alternativi vicini a Sepang, ma le condizioni logistiche e di sicurezza restano decisivi vincoli da considerare attentamente.
Nel frattempo, la F1 ha già preso provvedimenti: i Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita sono stati modificati con soluzioni logistiche che hanno permesso di recuperare parte degli appuntamenti in Asia; la possibilità di due GP a Las Vegas è stata esclusa per non svalutare un evento in crescita e per evitare conflitti con la NFL. Se la situazione in Medio Oriente non migliorerà, anche la F1 potrebbe spostare il finale in Europa, con Imola o Portimao tra le piste più probabili.
Il contesto del 2026, inoltre, vede un possibile taglio al numero di gare nel Mondiale MotoGP a causa del “rischio Qatar” e delle incertezze legate al Medio Oriente. Anche la FIM, i promoter e le autorità locali in Qatar hanno sottolineato la necessità di garantire sicurezza e benessere ai partecipanti e al pubblico, aprendo a soluzioni alternative se Lusail dovesse rivelarsi impraticabile. Ma restano diverse opzioni e pochi margini di manovra.
La situazione internazionale sta creando una complessità che riguarda non solo le gare singole ma l’intero assetto stagionale. Il WEC ha già cancellato gare in Qatar e Bahrain per sostituirle con eventi in Europa, e la MotoGP, con meno margini di manovra rispetto ad altri sport, deve trovare soluzioni pratiche per assicurare 22 gare o adattarsi a un eventuale taglio.
La possibile chiave di lettura è semplice: se Lusail non dovesse essere disponibile, si potrebbe pensare a un double header in Sepang o a un’altra pista europea capace di ospitare due eventi ravvicinati. In alternativa, potrebbe essere necessario saltare una gara o riposizionare l’intero calendario in Europa, come già discusso per la F1. Le prossime settimane saranno decisive per capire quante gare resteranno in programma e dove si giocheranno le ultime tappe della stagione.
Nella complessità della situazione, la MotoGP resta in bilico tra la necessità di mantenere un calendario competitivo e la possibilità di dover rinunciare a Lusail. Il taglio o la riallocazione di alcune gare dipenderà dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente entro settembre, quando verranno prese le decisioni finali sul calendario 2026 e sull’eventuale mantenimento del Qatar nel programma ufficiale.

In ogni caso, i protagonisti del Mondiale 2026 dovranno bilanciare urgenza sportiva, sicurezza dei team e condizioni meteorologiche, valutando scenari plausibili come doppio GP su Sepang o l’adozione di un circuito europeo alternativo nelle settimane chiave. L’obiettivo resta permettere al campionato di proseguire in modo competitivo e sicuro, evitando rallentamenti troppo lunghi o cancellazioni che potrebbero incidere sul prestigio e sui ricavi.
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La realtà è che le prossime settimane saranno decisive: se il Medio Oriente dovesse rimanere instabile, le decisioni potrebbero includere cancellazioni o spostamenti importanti. La MotoGP, come la F1, sta cercando di rispondere a una situazione geopolitica globale che impatta direttamente sul piano sportivo, e l’imprevedibilità resta elevata. Il Qatar, se dovesse essere cancellato o rinviato, potrebbe costringere il Mondiale a rinunciare a una gara o a introdurre due gare su un altro circuito, con ripercussioni logistiche ed economiche significative.
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