Blocco Motore Active VM 60: Guida Completa all'Installazione e alla Configurazione
Il blocco motore Active VM 60 rappresenta una soluzione avanzata per la gestione e la protezione dei dati, integrandosi perfettamente con l'ecosistema Microsoft. Questa guida completa esplora in dettaglio i requisiti, le procedure di installazione e le configurazioni necessarie per sfruttare al meglio le potenzialità di DPM (Data Protection Manager) in vari scenari, dalle installazioni on-premises alle distribuzioni su cloud Azure.
Componenti Essenziali per l'Installazione di DPM
L'installazione di DPM richiede una serie di componenti software preesistenti o che verranno installati automaticamente durante il processo. È fondamentale assicurarsi che questi prerequisiti siano soddisfatti per garantire un'operatività fluida e senza interruzioni.
Tra i componenti software indispensabili figurano:
- .NET Framework: A seconda della versione di DPM, sono richieste specifiche versioni del .NET Framework. Per DPM 2016/2019, è necessario il .NET Framework 4.0 o 4.5. Per l'installazione di SQL Server, il .NET Framework 3.5 è indispensabile per versioni precedenti a SQL 2016, mentre per SQL 2016 e versioni successive è richiesto il .NET Framework 4.6. Qualora questi componenti non vengano installati automaticamente, è possibile procedere manualmente tramite Server Manager, aggiungendo le funzionalità necessarie.
- Windows Installer: Una versione 4.5 o successiva di Windows Installer è un prerequisito. Sebbene sia spesso incluso nel sistema operativo, può essere installato manualmente da un amministratore tramite il percorso
<directory principale> DPM\setup\redist\WindowsInstaller\INSTMSI45.EXE. - Microsoft Visual C++ Redistributable: Sono necessarie diverse versioni di questi pacchetti, tra cui Microsoft Visual C++ 2015 Redistributable, Microsoft Visual C++ 2013 Redistributable, Microsoft Visual C++ 2012 Redistributable e Microsoft Visual C++ 2008 Redistributable.
- PowerShell: La versione 3.0 di PowerShell è richiesta, ed è inclusa in Windows Server 2012 R2 o 2012.

Configurazione del Database DPM: SQL Server
Il database DPM, fondamentale per la gestione delle informazioni di protezione, può essere installato sia sul server DPM stesso che su un server remoto. La scelta tra un'installazione locale o remota deve essere effettuata prima di procedere con l'installazione di DPM.
Requisiti specifici per SQL Server:
- Versioni Supportate: È essenziale verificare le versioni di SQL Server supportate per il database DPM.
- Installazione Anticipata: L'installazione di SQL Server, sia in locale che in remoto, deve precedere l'installazione di DPM.
- SQL Server Native Client (SQLNCLI): Se si prevede di utilizzare SQL Server 2022 con DPM 2022 (o versioni successive come DPM 2025), è obbligatorio installare SQL Server Native Client (SQLNCLI) sul computer SQL Server prima di installare DPM RTM. SQL Server 2022 non include SQLNCLI per impostazione predefinita. Per versioni più recenti, come DPM 2022 con SQL Server 2025, è necessario installare SQL OLEDB 19.
- Ambienti Remoti: Nel caso di un database remoto, il computer che ospita l'istanza remota deve trovarsi nello stesso dominio e fuso orario del server DPM. Prima di installare DPM, è necessario eseguire lo strumento "SQLPrep" sul computer SQL remoto.
- Modalità di Distribuzione: SQL Server può essere configurato come istanza standalone o in un cluster.
- Limitazioni: Non è possibile eseguire un server SQL su un controller di dominio, né utilizzare una distribuzione Always-On di SQL Server.
- SQL Server Reporting Services (SSRS): L'installazione e la configurazione di SSRS sono necessarie, specialmente quando si utilizza DPM come macchina virtuale Azure.
Configurazione del database in un cluster MSCS:
Se si utilizza un server SQL cluster MSCS per il database DPM, il nome della risorsa del gruppo di cluster per il ruolo SQL Server deve essere denominato "SQL Server (InstanceName)".
Gestione delle Porte di SQL Server:
L'istanza predefinita del motore di database di SQL Server ascolta sulla porta TCP 1443, ma questa impostazione è modificabile. Le istanze denominate di SQL Server utilizzano per impostazione predefinita porte dinamiche. Il numero di porta corrente utilizzato dal motore di database può essere verificato nei log degli errori di SQL Server, accessibili tramite SQL Server Management Studio.
Installazione di DPM come Macchina Virtuale Azure
L'implementazione di DPM all'interno di una macchina virtuale Azure offre flessibilità e scalabilità, ma richiede una configurazione attenta per ottimizzare le prestazioni e la gestione dei costi.
Requisiti per le Macchine Virtuali Azure:
- Dimensioni Minime: DPM è supportato su qualsiasi macchina virtuale IaaS di Azure con dimensioni A2 o superiori. La scelta delle dimensioni della VM DPM può essere effettuata tramite il foglio di lavoro per il calcolo delle dimensioni della macchina virtuale Azure DPM.
- Livello di Calcolo: Durante la configurazione della macchina virtuale, è consigliabile creare un'istanza nel livello di calcolo "Standard". Questo perché il livello Standard offre un numero superiore di operazioni di I/O al secondo (IOPS) per disco rispetto al livello "Basic", migliorando le prestazioni.
- Account di Archiviazione Separato: È fortemente consigliato utilizzare un account di archiviazione separato per la macchina virtuale DPM. Gli account di archiviazione presentano limiti di dimensioni e IOPS che potrebbero influire negativamente sulle prestazioni della VM DPM se condivisi con altre macchine virtuali.
- Rete Virtuale: La macchina virtuale DPM e i carichi di lavoro che deve proteggere dovrebbero appartenere alla stessa rete virtuale di Azure.
- SQL Server Remoto: Se si distribuisce DPM come macchina virtuale Azure, è opportuno utilizzare una macchina virtuale Azure che esegue SQL Server come istanza remota di SQL Server.
Archiviazione e Pool di Archiviazione DPM in Azure:
- Limiti dei Dischi: Il numero di dischi utilizzabili per l'archiviazione di destinazione (pool di archiviazione DPM) è limitato dalle dimensioni della macchina virtuale (massimo 16 dischi).
- Dischi di Azure: I dati vengono archiviati nei dischi di Azure collegati alla macchina virtuale DPM. Una volta collegati, dischi e spazio di archiviazione sono gestiti internamente da DPM. La capacità di backup dipende dal numero e dalla dimensione dei dischi collegati. È possibile collegare un numero massimo di dischi a ogni macchina virtuale Azure (ad esempio, 4 dischi per le dimensioni A2V2, A4V2 e A8V2), con una dimensione massima per disco di 1 TB.
- Archiviazione Temporanea: L'agente di Backup di Azure in esecuzione sul server DPM richiede spazio di archiviazione temporaneo per la cache e per i dati ripristinati dal cloud (area di staging locale). Ogni macchina virtuale Azure dispone di spazio di archiviazione su disco temporaneo (solitamente il volume D:). Quest'area può essere configurata per l'area di gestione temporanea locale di Azure Backup, mentre il percorso della cache può essere posizionato su C:\, evitando di sottrarre spazio ai dischi dati collegati alla VM DPM.
- Strategia di Archiviazione Consigliata: Si consiglia di conservare i dati per un giorno sul disco di Azure collegato a DPM e di archiviare i dati precedenti a un giorno nel servizio Backup di Azure.

Installazione di DPM come Macchina Virtuale Hyper-V
L'installazione di DPM su una macchina virtuale Hyper-V richiede considerazioni specifiche per ottimizzare le prestazioni e la compatibilità, specialmente in ambienti scalabili.
Considerazioni sulle Prestazioni e Scalabilità:
- Ambienti con Scalabilità Orizzontale: L'installazione di DPM virtuale non è ottimale per ambienti con scalabilità orizzontale (come Hyper-V su Cluster Shared Volumes - CSV). In tali scenari, è preferibile utilizzare archiviazione basata su attacco diretto o SAN. Le prestazioni possono risentirne se si utilizzano file VHDX in ambienti scalati rispetto all'utilizzo di SAN, rendendo sconsigliabile l'uso di VHDX per ambienti con scalabilità orizzontale.
- Dimensioni VHDX: Non esiste un limite di dimensioni per i file VHDX. Sono supportati sia i file VHDX fissi che dinamici.
- Supporto VHD/VHDX: I file VHD e VHDX sono supportati nel pool di archiviazione DPM. Un'installazione virtuale di DPM è necessaria per poter aggiungere unità disco rigido virtuale al pool di archiviazione.
- Condivisioni SMB Remote: Per i dischi rigidi virtuali dinamici e fissi, i file VHD e VHDX sono supportati nelle condivisioni SMB remote.
- Supporto Unità Nastro: A partire da DPM 2012 R2 con l'Aggiornamento 3 e versioni successive, DPM può essere eseguito come macchina virtuale Hyper-V con supporto per unità nastro tramite FC sintetico.
- Archiviazione ad Alta Disponibilità: Per un'archiviazione DPM ad alta disponibilità, i dischi rigidi virtuali devono essere posizionati su file server con scalabilità orizzontale (SOFS). È necessario SMB 3.0 per questi file server.
Limitazioni delle Installazioni DPM Virtuali su Hyper-V:
- Spazi di Archiviazione Windows Server 2012: Le installazioni di DPM virtuali non supportano Spazi di Archiviazione di Windows Server 2012 o dischi rigidi virtuali basati su Spazi di Archiviazione.
29. Come aggiornare la versione della configurazione della macchina virtuale in Hyper-V
Installazione di DPM in Ambienti VMware
DPM può essere installato anche in ambienti virtualizzati VMware, offrendo un'ulteriore opzione per le organizzazioni che utilizzano questa piattaforma.
- Macchine Virtuali Windows in VMware: È possibile installare sia DPM 2022 che DPM 2019 in una macchina virtuale Windows ospitata in un ambiente VMware. La procedura di installazione segue i requisiti standard, inclusa la configurazione di SQL Server e dei componenti necessari.
Configurazione Avanzata e Considerazioni
Durante l'installazione di DPM, alcuni passaggi richiedono particolare attenzione per garantire la sicurezza e l'efficienza del sistema.
- Codice Product Key: È necessario inserire un codice di licenza valido durante l'installazione.
- Selezione Funzionalità: Nella fase di selezione delle funzionalità, è importante scegliere "Servizi Motore di Database" per il corretto funzionamento di DPM.
- Nome Istanza SQL Server: Specificare un nome per l'istanza di SQL Server che verrà utilizzata da DPM. Si consiglia di evitare l'uso di caratteri di sottolineatura o caratteri localizzati nel nome dell'istanza.
- Account Utente e Privilegi:
- Se si installa DPM su un controller di dominio di sola lettura, è necessario utilizzare un account specifico, come l'account "DPMSQLSvcsAcct", se creato.
- L'account utente deve essere membro del gruppo "Administrators" locale nel controller di dominio in cui è installata l'istanza remota di SQL Server. È possibile rimuovere l'account da questo gruppo dopo il completamento dell'installazione.
- Quando si crea un account utente di dominio, assegnargli i privilegi più bassi possibili, una password complessa che non scade e un nome facilmente identificabile.
- Autenticazione SQL Server: Nella configurazione del Motore di Database, si raccomanda di accettare la modalità di autenticazione di Windows.
- Amministratori DPM: Gli amministratori DPM necessitano delle autorizzazioni di amministratore di SQL Server. È necessario aggiungere gli amministratori DPM nella sezione "Specificare gli amministratori di SQL Server". È possibile aggiungere account aggiuntivi se necessario.
- Installazione SQLPrep: Se si utilizza un server SQL cluster MSCS per il database DPM, è necessario installare i file di supporto di DPM (SQLPrep). A tale scopo, inserire il DVD DPM nel computer SQL Server e avviare
setup.exe. Seguire la procedura guidata per installare, ad esempio, Microsoft Visual C++ 2012 Redistributable.
Analisi dei Costi dell'API Vision
Sebbene il focus principale sia sull'installazione e configurazione di DPM, è utile menzionare le informazioni sui costi relative all'API Vision, che offre funzionalità di analisi delle immagini.
- Modello di Addebito: I costi sono addebitati per immagine analizzata. Ogni funzionalità applicata a un'immagine costituisce un'unità fatturabile.
- Prezzi per Funzionalità: La tabella dei prezzi indica il costo per 1000 unità di ogni funzionalità. Ad esempio, sono menzionati 6,45 $ per le restanti 4300 richieste di rilevamento dei punti di riferimento.
- Calcolo dei Costi: Il prezzo è calcolato in blocchi di 1000 richieste. L'ultimo blocco di richieste viene ripartito proporzionalmente su 1000. Ad esempio, 4000 richieste hanno un costo pari a (4 * 1,50 $).
Questa panoramica dettagliata sui requisiti e le procedure di installazione di DPM, sia in ambienti on-premises che cloud, fornisce una solida base per una corretta implementazione della soluzione di protezione dati.
