Benelli Tornado: Un Viaggio Attraverso Sportività, Innovazione e Compromessi
Il nome "Tornado" evoca immediatamente un senso di potenza e agilità, un'eredità sonora che Benelli porta avanti con orgoglio. Dalla sua prima apparizione nel 1971 con la Benelli 650 Tornado, il marchio italiano ha sempre associato questo nome alla sportività, una chiave distintiva che ha segnato il successo delle sue creazioni. Oggi, questa eredità si manifesta in modelli che, pur evolvendosi con i tempi, mantengono intatto lo spirito corsaiolo che ha contraddistinto la casa pesarese. Benché Benelli sia parte del colosso cinese Keeway Group, il suo cuore pulsante di ricerca e sviluppo rimane a Pesaro, dove prendono vita le nuove generazioni di motociclette, tra cui spiccano le moderne declinazioni del Tornado.

L'Evoluzione del Design: Dallo Stile Iconico alla Modernità Aggressiva
L'estetica delle Benelli Tornado ha sempre rappresentato un punto focale. Le versioni più recenti, come la Tornado 550, catturano immediatamente l'attenzione con un cupolino anteriore audace e un doppio faro a LED verticale. Questi elementi distintivi, con le loro luci diurne (DRL) che ricordano le "taglienti zanne di un leone", simbolo storico del marchio, si integrano armoniosamente con i moduli centrali per la luce abbagliante e anabbagliante. Le forme sono compatte, con volumi sapientemente sottolineati da linee tese che partono dal frontale, attraversano il serbatoio e scorrono fluidamente fino alla coda filante. L'avantreno bicolore, spesso caratterizzato da un vivace giallo che si estende fino ai cerchi, e la carena anteriore divisa in due sezioni contribuiscono a creare un effetto dinamico e accattivante. Anche il codone, pur con la targa a volte sporgente, mantiene una linea slanciata e moderna, mentre il terminale di scarico, seppur imponente per rispettare le normative di omologazione, presenta una linea inclinata che può essere ulteriormente slanciata con soluzioni aftermarket. Le luci posteriori, integrate negli indicatori di direzione, completano un quadro stilistico che mira a distinguersi nel panorama motociclistico.

La Benelli Tornado Tre 900, un capolavoro di design dei primi anni 2000, rappresenta un'altra pietra miliare. Progettata da Adrian Morton, allievo di Tamburini, e voluta fortemente dalla gestione Andrea Merloni, questa moto si distingueva per soluzioni tecniche innovative e un look decisamente fuori dagli schemi. Un esempio lampante di questa audacia progettuale erano le due ventole nel codone, un richiamo al mondo dell'aviazione e all'ingegneria automobilistica, ispirate da un prototipo di Formula 1 del 1978. Queste ventole, in realtà elettroventole, avevano la funzione di raffreddare il radiatore dell'acqua posizionato all'interno del codone, una soluzione ingegnosa per diminuire la sezione frontale della moto e migliorare la penetrazione aerodinamica. Il motore era un tre cilindri in linea da 898cc, con un cambio estraibile e una potenza di circa 142 CV. Il telaio, un traliccio in tubi di acciaio ASD vincolato ad una sezione di alluminio scatolato, era un altro esempio di ingegneria di derivazione aeronautica.
BENELLI TORNADO TRE 900 STORIA #benellitornadotre900
Motori e Prestazioni: Dalla Grinta del Bicilindrico all'Eredità del Tre Cilindri
Il cuore pulsante delle Benelli Tornado moderne è spesso rappresentato da un bicilindrico parallelo. La Tornado 550 monta un'unità da 554 cc, raffreddata a liquido, che rispetta la normativa Euro5+. Questo propulsore eroga una potenza massima di 41,2 kW (56,0 Cv) a 8.250 giri/min, con una coppia massima di 54 Nm a 5.500 giri/min. Il manovellismo, rivisto da 360° a 270°, conferisce al motore un "carattere più graffiante", rendendolo piacevole per una guida turistica ai bassi regimi, nonostante un leggero effetto on-off. Il range ideale per un'andatura divertente e rilassata si situa tra i 4.000 e i 6.500 giri/min. Per chi cerca prestazioni più estreme, è necessario spingersi più in alto, ma il motore "mura" oltre i 9.500 giri/min, prima di raggiungere la zona rossa. Il consumo dichiarato di 4,0 l/100 km, unito a un serbatoio da 16,5 litri, promette "oltre 400 km di puro divertimento".
L'evoluzione dell'unità propulsiva, rispetto ai modelli precedenti come la Leoncino 500 e la crossover TRK 502, ha visto un aumento della cilindrata da 502 a 554 cm³, ottenuto tramite un incremento della corsa dei pistoni. Questo ha portato a un aumento dei valori massimi di potenza e coppia, con cifre superiori ai 51 CV e 47 Nm rilevati alla ruota per alcune versioni.
La Benelli Tornado Tre 900, invece, montava un motore tre cilindri in linea da 898cc, evoluzione del quale è stata la versione da 1130cc. Quest'ultima, introdotta nel 2006 e prodotta per soli due anni, saliva a 161 CV, guadagnando gestibilità ai medi regimi e risultando meno scorbutica rispetto ai primi modelli da 900cc. Nonostante i miglioramenti, la Tornado 1130 non era più al passo con la concorrenza delle supersportive di grossa cilindrata come Yamaha R1 e CBR 1000rr, e i difetti al motore dei primi modelli da 900cc, pur ridotti, la rendevano una moto delicata, lontana dall'affidabilità delle moto giapponesi.
Ciclistica e Ciclistica: Equilibrio tra Sportività e Comfort
La ciclistica delle Benelli Tornado è progettata per offrire un compromesso tra prestazioni sportive e un utilizzo stradale confortevole. La Tornado 550 poggia su un telaio a traliccio in tubi di acciaio, dove il motore funge da "elemento stressato", garantendo un "ottimo compromesso tra peso e rigidità". All'anteriore troviamo una forcella Marzocchi upside-down da 41 mm, completamente regolabile (compressione, estensione e precarico) con 110 mm di escursione. Al posteriore, un monoammortizzatore da 45 mm, regolabile nel precarico molla e freno idraulico in estensione, offre 125 mm di escursione. L'impianto frenante Brembo è composto da un doppio disco flottante da 320 mm all'anteriore, con pinze a 4 pistoncini ad attacco radiale, e un disco singolo da 260 mm al posteriore con pinza a 2 pistoncini.
La posizione in sella è tipicamente sportiva, con le ginocchia piuttosto alte, che si adatta bene al genere. Tuttavia, è importante notare che, in pieghe molto spinte, la leva del cambio e le pedane possono toccare l'asfalto. I semimanubri, più larghi e rialzati, conferiscono un'impronta più "da turismo", nonostante siano montati su una piastra bassa. Per l'uso stradale, forcelle e impianto frenante sono considerati più che adeguati. La ciclistica si dimostra efficace, permettendo di divertirsi su strada e offrendo un buon feeling con il telaio. La sagomatura del serbatoio facilita l'inserimento del pilota verso l'avantreno, rafforzando l'impronta sportiva. La sella, pur potendo risultare un po' morbida per un uso in pista, è comoda per l'uso stradale, non affaticando durante la guida, sebbene la posizione generale possa stancare un po' di più su tragitti lunghi.
Per quanto riguarda le versioni storiche, la Tornado Tre 900 presentava un telaio derivato dall'aeronautica, con un traliccio in tubi di acciaio e una sezione in alluminio scatolato. Le forcelle e il mono si sposavano bene con la ciclistica, affiancati da pinze freno Brembo triple bridge. La versione LE era equipaggiata con sospensioni Öhlins, mentre la versione standard montava Marzocchi all'anteriore e un mono Extreme Technology al posteriore.
Tecnologia e Dotazioni: Un Occhio al Futuro, con Qualche Compromesso
Le Benelli Tornado moderne cercano di integrare tecnologie al passo con i tempi. Il quadro strumenti della Tornado 550, pur avendo un design ampio, presenta un display TFT a colori da 5" che può risultare difficile da leggere durante la guida, con caratteri piccoli che possono distrarre. Molte informazioni sono accessibili solo a moto ferma, e l'impossibilità di selezionare diversi tipi di visualizzazione rende preferibile avere le informazioni principali mostrate in modo chiaro. Apprezzata è la presenza di prese USB di tipo A e C, ormai un elemento essenziale per chi utilizza il navigatore o altri dispositivi durante le gite.
L'elettronica della Tornado 550 include due mappe di erogazione: "sport" e "normal", un controllo di trazione disattivabile e l'ABS. Il display TFT a colori da 5" è dotato di connessione allo smartphone e offre un sistema di navigazione tramite un'app dedicata, oltre a fornire informazioni come gli indicatori di marcia, il livello del carburante, la pressione e la temperatura degli pneumatici.
Tuttavia, alcune dotazioni, come l'assenza di un quickshifter (sia in salita che in scalata), si fanno sentire su una moto sportiva e la pongono in svantaggio rispetto alla concorrenza.
Difetti e Punti di Miglioramento: L'Arte del Compromesso
Nonostante le qualità, le Benelli Tornado presentano alcuni aspetti che potrebbero essere migliorati. Un punto spesso citato riguarda la qualità di alcune plastiche, come quelle del cupolino e intorno al quadro strumenti, che suggeriscono un risparmio sui costi per mantenere il prezzo competitivo. Un altro elemento che può causare distrazione è la leggibilità del display TFT, soprattutto in movimento.
Sulle versioni più datate, come la Tornado Tre 900, alcuni lamentavano un marcato effetto "on-off" nella parte bassa del contagiri, che richiedeva una guida più "fisica" e attenta. Anche la posizione di guida, seppur sportiva, poteva risultare stancante su lunghe percorrenze. La sella, pur comoda per l'uso stradale, poteva essere un po' morbida per un utilizzo in pista.
Un difetto segnalato sulla Benelli Tornado Naked T 125 è il portatarga attaccato alla forcella, che, a causa delle vibrazioni, può causare lo sgretolamento delle targhe italiane, con il rischio di perderle.
La Benelli Tornado 550, pur promettendo divertimento, presenta dei compromessi. Il motore, sebbene piacevole, raggiunge il suo limite oltre i 160-170 km/h, e spingersi oltre significa chiedere troppo. La ciclistica è efficace per l'uso stradale, ma potrebbe mostrare qualche limite in pista. L'assenza del quickshifter è una mancanza significativa per una moto sportiva.
Il Rapporto Qualità-Prezzo e il Target di Riferimento
La Benelli Tornado 550 si propone come una moto "furba", pensata per offrire divertimento nel segmento sportivo a un prezzo accessibile, considerando i costi sempre più proibitivi della concorrenza. Il rapporto qualità-prezzo è generalmente considerato buono, con una componentistica interessante. La moto si rivolge a un pubblico ampio, ideale sia per il traffico cittadino sia per chi desidera concedersi un'uscita fuori città su strade tortuose e collinari. La sua scorrevolezza e la semplicità nella gestione in curva la rendono versatile e adatta a soddisfare diverse esigenze.
La Benelli Tornado Tre 900 LE, invece, era un modello esclusivo, venduto in tiratura limitata a un prezzo esorbitante, destinato a chi cercava una moto unica e di prestigio. Le versioni standard, pur con un prezzo più umano, offrivano comunque un pacchetto interessante, ma non hanno mai raggiunto il successo di vendite sperato.
La Benelli Tornado Naked T 125 è vista come un'ottima moto per iniziare, perfetta per chi si avvicina al mondo delle moto con le marce, facile da guidare, leggera, agile, comoda, compatta e dai consumi e costi di manutenzione irrisori.
In conclusione, la dinastia Benelli Tornado rappresenta un'affascinante mescolanza di sportività italiana, innovazione audace e, talvolta, la necessità di scendere a compromessi per rendere queste creazioni accessibili a un pubblico più ampio. Ogni modello, a suo modo, ha lasciato un segno, dimostrando la capacità di Benelli di osare e di proporre motociclette con un'anima distintiva.
