Arrestato chi ruba portafoglio e bancomat a ciclista investito sulla Tiburtina
Una vita spezzata, un'identità rimasta sconosciuta per diverse ore, quelle coincise con l'ansia di una famiglia che solo venerdì sera mettendo insieme il tragico incidente su via Tiburtina e l'irriperibilità del propria caro, ha realizzato della tragedia occorsa al 54enne Fulvio Di Simone.
Sono le 13.50 di venerdì quando su via Tiburtina, all'altezza della rampa del raccordo, un camion travolge ed uccide il 54enne Fulvio Di Simone. "Non l'ho visto", dichiarerà sotto choc l'autista del mezzo. Riverso a terra Di Simone perde quasi subito conoscenza. I suoi documenti però non si trovano: nessuno riesce a dargli un nome, un'identità e i vigili per ore brancolano nel buio. Solo alle 21 un conoscente, dopo averne denunciato la scomparsa, ipotizza la coincidenza, purtroppo poi rivelatesi vera. E' lui stesso a dare notizia alla famiglia, da ore disperata.
C'è però un particolare che non torna: "Fulvio i documenti e il portafogli li aveva con sè, non usciva mai senza", racconta la moglie alla polizia locale. Cosa è successo? A riannodare i fili la verifica sull'estratto conto: "Nove minuti dopo l'incidente", dichiara la moglie di Di Simone a Valentina Lupia di Repubblica, "risultano due prelievi bancomat da 250 euro ciascuno". Qualcuno insomma nell'immediatezza dell'incidente ha visto a terra il ciclista, ha scorto il portafogli e l'ha portato via. È stato individuato l'autore del furto del portafoglio rubato alla vittima di un incidente mortale avvenuto venerdì pomeriggio, 17 maggio, sulla via Tiburtina a Roma. Lo sciacallo aveva rubato il portafoglio del ciclista di 54 anni rimasto ucciso nell'incidente stradale e con la carta bancomat aveva prelevato 500 euro. E proprio le telecamere dell'istituto di credito in cui ha effettuato il prelievo hanno contribuito all'identificazione dell'uomo.

"Voglio complimentarmi con gli agenti del IV Gruppo Tiburtino, perché non è stato facile risalire alla persona che ha compiuto questo furto. Un gesto ignobile, viste le circostanze in cui è avvenuto, pochi minuti dopo un tragico incidente, e che qualifica l'uomo che abbiamo identificato. Una pattuglia del IV Gruppo Tiburtino della polizia locale di Roma ha ritrovato anche il portafoglio contenente i documenti e il bancomat. Gli agenti hanno ricostruito una mappa delle possibili strade che l'autore del furto, poteva aver percorso, partendo dal bancomat in cui aveva prelevato 500 euro. Il ritrovamento è avvenuto in via dei Fiorentini.
Il corpo di Fulvio è ancora incastrato fra le ruote di quel camion che, senza vederlo, l’ha travolto mentre era in sella alla sua bici. La vita che scivola via in un momento mentre in quello stesso istante, almeno una persona che passa su quella strada di periferia, decide di mettere via qualsiasi umanità, rubando il portafogli del ciclista, volato via dal marsupio a causa dell’impatto, e correndo poi a riscuotere nel bancomat più vicino 500 euro. Alla tragedia per una morte improvvisa, che chi è rimasto a piangere reputa insopportabile, si somma la rabbia di fronte a un gesto di sciacallaggio compiuto nella Capitale in un nuvoloso venerdì di maggio.
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NEGATIVO AI TEST
Due giorni fa, sulla via Tiburtina, a pochi passi dall’uscita del Grande Raccordo Anulare, un ciclista per passione, Fulvio Di Simone, 54 anni, ha perso la vita dopo esser stato travolto da un camion. Mentre l’autista si è fermato, sotto choc, invocando aiuto, (è risultato negativo agli alcol e drug test ma potrebbe essere indagato per omicidio stradale come atto dovuto) qualche passante, prima che sul posto arrivassero i soccorsi, ha visto il portafogli sul bordo della strada e senza esitazione l’ha preso scappando via. Una vicenda orrenda su cui sono ora in corso le indagini delle autorità per capire chi abbia potuto osare tanto di fronte a un uomo che esalava i suoi ultimi respiri.
In casa di Fulvio, «lavoratore instancabile» come ricordano gli amici, marito e padre di due figli ancora adolescenti, non riescono a darsi pace. «Come si può derubare così un uomo che sta morendo?», chiede Giuseppe, il suo migliore amico. Infermiere professionale, dipendente dell’Asl Rm/B e impiegato nella struttura riabilitativa di piazza Urbania che accoglie giovani con problemi psichiatrici e di tossicodipendenza, Fulvio era un uomo «buono e gentile», aggiungono gli amici. E basta guardare le foto che lo ritraggono, soffermandosi sul suo sguardo, per capirlo.
Venerdì scorso l’infermiere era uscito di casa poco prima delle 14, aveva il turno di notte, e per questo aveva deciso di prendere la bici e andare a fare una passeggiata. Lui e la sua due ruote che ogni domenica o nel tempo libero si univa a quelle di altri compagni che dividevano con lui la stessa passione. Chilometri ne aveva mangiati da che, ragazzino, aveva iniziato a pedalare. Alle 17 sarebbe dovuto rincasare per accompagnare il figlio più piccolo a una seduta di fisioterapia ma i minuti e poi le ore sono passati senza che lui tornasse.
Il riconoscimento e la svolta nelle indagini
La moglie preoccupata perché non rispondeva al cellulare, ha chiamato il suo migliore amico per sapere se, tante volte, lo fosse andato a trovare. Ed è lui, Giuseppe, uno dei primi a capire che quell’uomo sotto al camion era Fulvio. «Quando Debora mi ha chiamato allarmata perché il marito non rientrava e non rispondeva al cellulare - racconta - ho scritto nella chat del nostro gruppo di ciclisti per capire se qualcun altro l’avesse visto o sentito; mi hanno risposto che c’era stato un incidente sulla via Tiburtina e ho iniziato a cercare informazioni e dettagli, poi ho visto le prime foto e ho riconosciuto la sua bicicletta, ho avuto un brivido ma non ci volevo credere».
La moglie ancor più preoccupata ha chiamato la polizia e i carabinieri per denunciare la scomparsa del marito. L’unione dei dettagli, la sua bici appunto, riconosciuta dall’amico insieme ai particolari scarpini volati via dopo l’incidente, ha fatto il resto. Anche perché Fulvio non aveva più con sé i documenti e il suo cellulare era andato in frantumi. Fino a ieri mattina quell’uomo morto sotto a un camion non aveva un nome. La sua identità era stata rubata insieme alla carta di credito da quell’uomo o da quella donna, ora ricercati, che a dieci minuti dalla morte dell’infermiere, avvenuta alle 13.50, ha effettuato due diversi prelievi da 250 euro al bancomat di via dei Monti Tiburtini, trovando probabilmente il “pin” della carta tra i foglietti e le foto che Fulvio aveva nel portafogli.

L’INTERVISTA ALLA MOGLIE: La moglie: «Non li perdonerò mai, hanno offeso Fulvio mentre moriva»
Ha fede Debora, «nell’anima che resta anche se il corpo se ne va». Con lo sguardo velato dalle lacrime eppure composta nel suo dolore, dice: «Ho perdonato l’autista, ma no lo potrò mai fare con chi ha derubato mio marito. Signora Debora, come ha capito che suo marito era stato derubato? «Non hanno trovato i documenti ma non perché non li portasse dietro. Questa mattina (ieri ndr), dopo il riconoscimento, ho scoperto che erano stati fatti due prelievi per un importo totale di 500 euro, ho sporto denuncia chiamando poi il fabbro per cambiare la serratura di casa».
Per quale motivo? «Non sono state trovate neanche le chiavi ma Fulvio aveva anche quelle, ho paura che le abbiano prese i ladri». Ha parlato con l’autista del camion? «Sì, mi ha chiesto scusa, non l’aveva visto, voleva suicidarsi, ma è stato un incidente e io lo perdono ma non potrò mai farlo con chi ha derubato mio marito. Spero solo che quei soldi siano serviti per mangiare».
Dentro c'erano ancora i documenti e la carta bancomat usata per fare i prelievi e sottrarre denaro a Fulvio Di Simone, il ciclista investito e ucciso da un camion poco prima in via Tiburtina. Gli agenti hanno ricostruito una mappa delle possibili strade che l'autore del furto poteva aver percorso, partendo dal bancomat in cui erano stati effettuati i prelievi. Il ritrovamento è avvenuto in via dei Fiorentini. La svolta nelle indagini era arrivata lunedì quando i periti erano riusciti a isolare i "frame" delle registrazioni. Un furto che aveva reso ancor più drammatico l'epilogo di questa triste vicenda.
I vigili urbani hanno fermato l’autore dell’episodio di sciacallaggio nei confronti di Fulvio Di Simone, il ciclista investito da un Tir sulla via Tiburtina, giorni fa. Si tratta del dipendente di una ditta di trasporti, un uomo di cinquant’anni, M.D., al quale gli agenti, ieri, hanno rivolto una serie di domande per precisare circostanze e avvenimenti. Al momento è accusato di furto aggravato e appropriazione indebita. La ricostruzione investigativa è ormai chiara: l’uomo, residente a Guidonia, alla guida di un furgone, viaggiava dietro al Tir della Esselunga che ha investito il ciclista e ha avuto tempo e modo di mettere a fuoco la scena dell’investimento. Si è fermato, è sceso dal veicolo, si è reso conto che Di Simone era morto e, nello spazio di tempo a disposizione, mentre i veicoli in coda erano bloccati, si è reso conto che sull’asfalto era rimasto anche il portafogli della vittima. A quel punto è stata una gara in velocità prima dell’arrivo dei soccorsi stradali: M.D. ha intascato velocemente quel portafogli e dopo essere risalito sul furgone ha frugato fra documenti, carte e tessere e ha scoperto che Di Simone custodiva assieme al suo bancomat anche il pin. Si è fermato allora al bancomat di Via dei Monti Tiburtini e a un altro nelle vicinanze per fare i prelievi necessari.

È gratis! La Polizia di Stato ha tratto in arresto in flagranza un 43enne ed una 32enne, entrambi vittoriesi, ritenuti responsabili, in concorso, dei reati di rapina aggravata, lesioni personali, ricettazione e indebito utilizzo di strumenti di pagamento. L’intervento è scaturito a seguito della segnalazione di una rapina avvenuta nel centro abitato di Vittoria. Secondo la ricostruzione degli investigatori dei Commissariati di P.S. di Comiso e Vittoria, la vittima, mentre percorreva una strada in bicicletta, è stata avvicinata dai due indagati che, nel tentativo di impossessarsi del suo borsello, l’hanno strattonata facendola cadere rovinosamente a terra. Le immediate ricerche hanno consentito alle Volanti dei due Commissariati d’intercettare i due a bordo di un’autovettura risultata rubata nella stessa mattinata.
Hanno rubato il portafogli di un uomo agonizzante a terra dopo essere stato investito da un camion e sono andati a prelevare 500 euro a dieci minuti dalla sua morte. Hanno preso il portafogli di un uomo agonizzante a terra e sono andati a prelevare 500 euro da un bancomat dell'Unicredit in via dei Monti Tiburtini. Ma sono stati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza dell'istituto e potrebbero essere arrestati a breve. La vittima è Fulvio Di Simone, il ciclista 54enne morto sulla via Tiburtina dopo essere stato investito da un camion nel pomeriggio di sabato. Per l'uomo non c'è stato nulla da fare: quando sono arrivati i soccorsi era già morto. L'autista del mezzo che ha colpito Fulvio si è subito fermato per aiutarlo: sarà probabilmente denunciato per omicidio stradale come atto dovuto. Ma la vicenda ha da subito assunto contorni ancora più tragici quando gli agenti, giunti sul posto, hanno trovato l'uomo privo di portafogli e senza i documenti di riconoscimento.
Ciclista investito sulla Tiburtina, la moglie: "Non perdono gli sciacalli"
Ad accorgersi del prelievo di 500 euro, la famiglia del ciclista investito, che ha ricevuto la notifica dell'operazione tramite il servizio di home banking. E, dato che Fulvio Di Simone era morto già da dieci minuti quando questi sono stati effettuati, era chiaro che non poteva essere stato lui. Chi ha rubato il portafogli ha trovato il codice di sblocco della carta insieme ai documenti e ha effettuato due prelievi da 250 euro ciascuno. Le indagini per risalire all'identità di chi ha compiuto questo gesto, sono state affidate agli agenti di polizia del commissariato di San Basilio. "Ho perdonato l'autista perché è stato un incidente e si è fermato a prestare soccorso - ha detto la moglie del ciclista a Il Messaggero - Ma non perdonerò chi ha compiuto questo gesto ignobile".
Ciclista travolto e ucciso dal Tir in via Tiburtina, individuato e fermato il responsabile del furto avvenuto ai danni della vittima: lo sciacallo aveva rubato il portafogli del ciclista e con la carta bancomat aveva effettuato dei prelievi. La moglie della vittima, sdegnata dall'accaduto, aveva subito detto: «Non lo perdonerò mai». Il responsabile di quel furto del portafoglio del ciclista è stato individuato: si tratta di un 50enne di nazionalità italiana. L'uomo è stato fermato a Guidonia dagli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale. La sua identificazione è arrivata al termine di una complessa attività di indagine, tramite la visione di oltre venti telecamere di tutta la zona intorno alla banca in cui sono stati effettuati i prelievi. L'uomo al momento si trova presso gli uffici del IV Gruppo Tiburtino per ulteriori accertamenti e le procedure di rito. «Voglio complimentarmi con gli agenti del IV Gruppo Tiburtino - ha detto il comandante della polizia Roma Capitale, Antonio Di Maggio -, perchè non è stato facile risalire alla persona che ha compiuto questo furto. Un gesto ignobile, viste le circostanze in cui è avvenuto, pochi minuti dopo un tragico incidente, e che qualifica l'uomo che abbiamo identificato.
