Acceleratore elettronico Honda SBK: evoluzione, tecnologia e impatti racing
Questa guida analizza l’evoluzione e le applicazioni dell’acceleratore elettronico ride-by-wire nel contesto delle competizioni MotoGP e SBK, con focus su Honda, Domino e le dinamiche di elettronica avanzata che guidano le prestazioni in gara.
Comando acceleratore elettronico: cosa significa in ambito racing
Ecco una vera chicca per chi corre con una moto moderna: un comando dell’acceleratore elettronico ottimizzato in ottica racing. Cosa significa esattamente? Per dare un’idea del livello di questo oggetto, sappiate che si tratta dello stesso comando del gas utilizzato sulla S1000RR WSBK di Tom Sykes.
Rispetto ai comandi originali montati sui veicoli di serie questo prodotto presenta giochi minimizzati tra le sue parti con lo scopo di fornire una risposta estremamente precisa all’input del pilota.
“La precisione dei comandi può diventare cruciale durante un giro tiratissimo in qualifica o nella battaglia all’ultimo giro” afferma una fonte di settore, ed è proprio da simili considerazioni che deriva l’utilità di un comando del gas come quello proposto da Domino. Ogni dettaglio è pensato per il miglior feedback e per azzerare lo scarto tra movimenti del polso e risposta della moto.
Domino: caratteristiche e prezzo
RbW Racing Domino: in sintesi
- RbW per le corse
- Giochi minimizzati
- Ergal 7075 lavorato CNC
- Connettori dedicati
- Molla di ritorno “racing”
- 198 grammi
- €425 c.a.
“Domino presenta il primo comando acceleratore elettronico (Ride by Wire) concepito appositamente per le corse, perfettamente plug and play con i principali modelli di moto. Rispetto ai comandi originali montati sui veicoli di serie questo prodotto presenta giochi minimizzati tra le sue parti con lo scopo di fornire una risposta estremamente precisa all’input del pilota.”
Applicazioni e disponibilità
Al momento, oltre al missile bavarese, questo acceleratore è già disponibile per Ducati Panigale V4 S e R e per le Moto2, mentre a breve lo sarà anche per Yamaha R1 2020 e KTM RC390 2019. Per un notevole risparmio di tempo in competizione, l’elettronica avanzata permette di ridurre drasticamente lo “stallo” del motore tra accelerazione e innesto della marcia, con conseguente miglior controllo della trazione e reattività della powertrain.
Ride-by-wire e frizione elettronica: stato e storia
Con questa attrezzatura all'avanguardia, dovrai solo premere un pulsante e rimanere concentrato sulla tua corsa. I sensori rileveranno la variazione di pressione e si occuperanno del micro taglio e del cambio marcia. E dopo l’acceleratore ride-by-wire, presente, ormai, su buona parte delle moto prodotte in serie, è il turno della frizione by-wire.
L’acceleratore ride-by-wire, invece, era opera di Aprilia, che lo introdusse su una moto di serie, già nel lontano 2007. Ma torniamo all’argomento di oggi, ovvero la frizione elettronica brevettata dalla Casa giapponese. Con il nuovo sistema Honda, sparisce il collegamento diretto fra la leva da azionare e la frizione all’interno del carter. Spazio, dunque, ad una pompa elettrica, azionata sempre tramite una leva al manubrio, che mette in pressione l’impianto idraulico della frizione. Per adesso, si tratta solamente di un brevetto.
Pubblicato il 26 luglio 2015, 21:28 HONDA lo ha dichiarato ufficialmente: i dati dell’acquisizione confermano quanto Casey Stoner aveva scritto in un tweet: la rovinosa caduta avvenuta al 32° giro della 8 Ore di Suzuka è stata causata da un guasto tecnico al comando gas ride by wire della CBR1000RRW. Tutto chiaro: Stoner ha spiegato che l’incidente è stato causato da un problema tecnico, non da una perdita di capacità di controllo da parte del pilota.
Incidenti emblematici e lezioni di sicurezza
Casey ha detto che “tutto è avvenuto molto velocemente e che la gestione della situazione era più difficile di quanto si potesse immaginare”. L’episodio richiama l’attenzione sull’affidabilità del ride-by-wire e sulle implicazioni di gestione elettronica del gas in condizioni di alta prestazione. In un contesto storico, Daijiro Kato cadde nel 2003 a Suzuka in sella a una Honda per un guasto al comando gas ride by wire: un episodio che ha segnato lo sviluppo della tecnologia e la ricerca di soluzioni sempre più affidabili.
Negli anni successivi, la percezione si è evoluta: il ride-by-wire è pluri collaudato, ma non garantisce un funzionamento perfetto in ogni scenario di gara o strada. L’evoluzione ha poi portato Honda a focalizzarsi su sistemi sempre più sofisticati, con brevetti e sviluppi incentrati su frizione elettronica e gestione dell’alimentazione del motore.
Situazione attuale: normativa, marchi e sistema Honda
Misano e Imola hanno visto dibatti tra regolamenti e deroghe: la situazione elettronica nell’uso racing è complessa e suscita polemiche. Le regole impongono l’adozione della stessa tipologia di elettronica montata sulla versione stradale, ma diverse aziende hanno esplorato soluzioni che aggirano le restrizioni: BMW, Aprilia e Yamaha hanno adottato ride-by-wire di serie con gestione avanzata, mentre Ducati ha impiegato sistemi ibridi che integrano attuazione meccanica e controllo elettronico avanzato.
Honda ha lavorato sullo sviluppo tramite la collaborazione con Pectel PI, azienda del gruppo Cosworth, che forniva anche la precedente centralina di controllo e il relativo software. “Non c'è proprio paragone” ha commentato un pilota di rilievo, riferendosi al salto prestazionale ottenuto grazie all’elettronica avanzata nel controllo di trazione e nelle risposte motore, soprattutto a gomme finite.

RIDE by WIRE Come è fatto, come funziona, a cosa serve
Possibili sviluppi futuri e impatto competitivo
La direzione attuale è chiara: continuare a evolvere l’elettronica di gestione gas e frizione, migliorando la precisione, la reattività e la sicurezza nelle condizioni di gara più estreme. L’adozione di sistemi di controllo avanzati consente una gestione più accurata della coppia e della trazione, riducendo i rischi di perdita di traiettoria durante cambi di marcia o accelerazioni improvvise. La evoluzione tecnologica continuerà a spingere i costruttori verso soluzioni sempre più plug-and-play, con certificazioni di montaggio in officina e supporto professionale per garantire l’affidabilità in pista.
Tabelle riassuntive e dati chiave
| Modello / Applicazione | Caratteristica principale | Stato commerciale |
|---|---|---|
| Domino Ride by Wire | Giochi minimizzati, ERGAL 7075, 198 g | Disponibile per varie Moto2 e modelli SBK |
| Ducati Panigale V4 S/R | Comando acceleratore elettronico avanzato | Disponibile |
| Honda CBR-RRW | Frizione by-wire in brevetto | Brevetto / sviluppo |
Note di sicurezza e uso professionale
Questo tipo di attrezzatura è progettato per essere utilizzato in contesto di officina e pista, con certificazione di montaggio e test appropriati prima dell’uso su strada o in pista.
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